portiere

  • Alcune importanti considerazioni per allenare al meglio i numeri uno del vivaio. I prerequisiti, la valutazione, i metodi e le proposte pratiche.

    Per affrontare l’argomento dell’allenamento del giovane portiere bisogna chiarire immediatamente che è completamente differente da quello un adulto. Infatti, fisico, esperienze, capacità non consentiranno mai al piccolo portiere o al giovane numero uno di svolgere esercizi da adulto anche se “tagliati” o “riveduti”. Tutto ciò è dovuto anche all’attenzione che gioca un ruolo fondamentale poiché soprattutto i più piccoli hanno difficoltà nel mantenerla costante: si acquisisce col tempo.

    Il giovane numero uno ha necessità totalmente diverse: deve svolgere esercizi propedeutici, coordinativi, tecnici e tattici, che, secondo la sua crescita, si completeranno in seguito quando raggiungerà livelli di forza più importanti grazie alla maturazione fisica. Questa breve introduzione si completa di una riflessione che reputo di importanza assoluta: colui che allena il giovane portiere deve avere una profonda competenza del ruolo. Infatti, è l’allenatore che offrirà al giovane tutto quel bagaglio di conoscenze che faranno la differenza quando arriverà in prima squadra. È la formazione degli anni giovanili che genera il valore successivo.

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  • Quattro possibilità per gestire l’inizio azione dal portiere secondo i comportamenti degli avversari. Le esercitazioni per migliorare.

    Fin dal primo giorno che sono arrivato al Lugano ho cercato di trasmettere le mie idee tattiche. Infatti, credo sia fondamentale per un allenatore subentrante valutare la situazione in cui deve lavorare e considerare quanto fatto dal predecessore, ma anche spiegare ai calciatori la propria filosofia. In pratica il calcio che si desidera proporre. E per quanto mi riguarda ho puntato su costruzione del gioco, rotazione dei centrocampisti e occupazione degli spazi con continui movimenti senza palla. Il principio di fondo che volevo trasferire ai ragazzi è quello di “scegliere le situazioni e non subirle”.

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  • Gli speciali de Il Nuovo Calcio - Master settori giovanili

    La relazione dell’allenatore della Primavera del Milan, che ha indicato le modalità operative adottate nel club di appartenenza. L’importanza di avere un’idea comune e del lavoro situazionale. Alcune proposte pratiche nelle quali è centrale il contributo fornito dall’estremo difensore.

  • Quante volte un nostro giocatore si è trovato di fronte all’estremo difensore e gli ha tirato addosso o fuori? Ecco una serie di considerazioni per spiegare e allenare al meglio questa situazione ricorrente in gara.

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