Il duro lavoro paga sempre

Il duro lavoro paga sempre

“Il grande inganno è pensare che i più dotati non lavorino, o lavorino poco”, parole di Osvaldo Zubeldia nell’articolo-intervista storica di Carlo Pizzigoni (con l’ingegnere Filippo Riontino) a pagina 18. “Non esiste un solo motivo, neppure uno, perché un giocatore in campo stia fermo. Il calcio è movimento, il calcio è correre e smarcarsi”, Marcelo Bielsa, incipit del libro di Mattia Toffolutti, La corsa del calciatore. Voglio iniziare da queste due frasi, distanti tra loro almeno 40 anni, per rimarcare un concetto fondamentale nell’allenamento calcistico, soprattutto nell’ambito delle prime squadre, ma anche coi giovani. Il calcio è fatica e corsa. Non possiamo dimenticarlo.

Lo chiariva negli anni Sessanta-Settanta un tecnico, controverso e visionario, come Zubeldia, spiegando l’ovvietà sbagliata del messaggio che i “più forti” non si allenano perché hanno talento. Lo fanno più degli altri, con il sorriso sulle labbra e il gusto della fatica. Lo ha ripetuto il Loco Bielsa, a suo modo, con ironia e chiarezza. E anche nell’articolo di apertura di rivista, tra i tanti spunti interessanti per “formare il giocatore del 2030”, scritto da Maurizio Viscidi, torna a galla questo concetto: ci si allena poco. Si gioca poco. Bisogna tornare a correre. Allenare con continuità gli aspetti metabolici per recuperare in fretta dai tanti sforzi che saranno richiesti al giocatore del “futuro”. E per evitare gli infortuni. Perché la qualità tecnica eccelsa può esprimersi a fondo solo se c’è un atletismo importante, insomma un motore ben allenato.

Fatte queste riflessioni, passiamo ai temi del numero: il principale è l’attività che ricomincia dei più piccoli, i bambini dell’attività di base. A loro è dedicata la copertina. Per i loro istruttori uno speciale, preparato con 4 tecnici che lavorano nei professionisti, con oltre 50 esercitazioni (tra proposte base e varianti) per incominciare con gioia ed entusiasmo. Per incominciare con il sorriso sulle labbra, con il gioco e tanta pazienza. Pazienza, preparazione, auto-controllo ed educazione che sono argomenti toccati anche nell’articolo di Fabio Napoletani sulla gestione della partita: in questi mesi molti campionati, di prima squadra e di giovani, stanno per iniziare e l’allenatore non si deve dimenticare il suo ruolo di esempio anche in panchina. Infine, come non citare il nono Tattico in uscita di Alessandro Zauli, storico collaboratore della rivista, grande esperto di calcio, allenatore UEFA A, che ha chiuso la “collezione primavera-estate” dei nostri libri con un volume indispensabile per tutti gli allenatori: I punti deboli dei sistemi di gioco. Come mettere in difficoltà il tuo avversario.

E a proposito della nostra collezione di questi mesi vi ricordo i 6 argomenti dei volumi usciti: la tattica del portiere (Petrelli-Pastore), la comunicazione (Accame), il precampionato dei giovani (Millefanti- Trecroci-Bianchi), l’allenamento per ruoli (Tibaudi-Basile), l’attività con Piccoli Amici e Primi Calci (Corazza-Cioni-Ramello) e l’Unico su Zeman, di Fontana-Corbani. Tanti testi per approfondire i temi più diversi.

Sfoglia il numero di settembre.

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