Torniamo alla tecnica

Torniamo alla tecnica

La gestione sopraffina del pallone rappresenta un indubbio vantaggio per il giocatore di qualsiasi livello. I vantaggi di agire in tale direzione fin da piccoli e la progressione di attività.

Le migliori prestazioni e le vittorie delle più grandi squadre di tutti i tempi non sono esclusivamente dovute al loro collettivo, alla preparazione atletica e neppure a una buona impostazione tattica. Sempre più spesso la differenza viene fatta dalla “classe” e dalla qualità tecnica dei singoli. Un esempio tangibile è il Real Madrid guidato da Zidane, vincitore di tre Champions League consecutive nelle ultime tre annate, un undici ricco di talento. Ma cos’è il talento?

Sicuramente è quella capacità che consente agli individui di realizzare azioni con apparente facilità. Rappresenta, però, anche l’abilità nell’apprendere velocemente. Pertanto, semplicità e naturalezza esecutiva insieme alla capacità di imparare fanno parte del talento stesso. Eppure, anche se è vero che un campione può emergere grazie al talento donatogli da madre natura, è altresì lampante come debba essere accompagnato tramite un lavoro mirato e costante nel tempo. Un esempio su tutti è il fuoriclasse oggi alla Juve, ma ieri uno dei protagonisti delle tre Champions col Real, Cristiano Ronaldo, il miglior spot di come il talento venga preservato, se non incrementato, con il lavoro quotidiano e la cura dei dettagli, sotto ogni punto di vista: tecnico, fisico, mentale, alimentare.

Dimostriamo!
Ma non tutti nascono con un talento straordinario. Infatti, molti ragazzi iniziano a giocare a calcio con “capacità” nella norma, ma non sviluppano mai quelle abilità tecniche necessarie per divertirsi nel gioco. Questo perché l’allenamento quotidiano è ormai più proiettato a un approccio globale e meno sullo sviluppo delle competenze tecniche individuali a 360°, soprattutto nell’età dell’oro della motricità – 6-12 anni – in cui si creano gli automatismi tecnici, attraverso la ripetizione nel tempo.

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