scudetto

  • Il pareggio di De Silvestri a 7’ dalla fine ha consegnato alla Juventus il settimo scudetto consecutivo. Non che dopo la sconfitta di Firenze il Napoli avesse troppe possibilità di scucire il triangolino dalla maglia della Juve, però l’aritmetica e il “Dio del calcio” sembravano non essersi ancora pronunciati. Invece, la vittoria in affanno dei bianconeri sabato sera contro un Bologna molto più che dignitoso e il 2-2 del Toro dell’ex Mazzarri al “San Paolo” sono serviti a emettere la sentenza: 7 scudetti, tre firmati da Antonio Conte, quattro da Max Allegri.

  • E due! Era solo scaramanzia: impossibile che la Juventus, quella destinata a entrare nella leggenda, non battesse il Crotone e conquistasse il sesto scudetto consecutivo. Impensabile e impossibile. Questa è una squadra senza punti deboli, l’avevamo scritto prima che iniziasse la stagione e prima di assistere a una gara vera; vedendo come Massimiliano Allegri la plasmava partita dopo partita le impressioni si sono confermate tutte.

    Questa Juventus non so se sia la più forte delle sei che hanno vinto lo scudetto, questa però è la Juve più consapevole e, nel calcio di oggi, la consapevolezza è ancora più importante della tecnica e della tattica!

    Perché? Perché giocando ogni tre giorni e senza potersi allenare secondo i crismi della “vecchia” dottrina, la consapevolezza arriva laddove non ti porta la condizione o non ti spinge la tecnica.

    Dire che la difesa sia invalicabile non ha i crismi dell’originalità; dire che gli esterni siano tra i migliori al mondo è quasi banale. Ora che il centrocampo ha trovato la quadratura con Pjanic disposto rinunciare a qualche gol per fare il regista, i punti deboli non si trovano.

    Anche perché Cuadrado e soprattutto Mandzukic sulla sinistra sono due armi uniche: il primo spacca le partite e dilania gli avversari, il secondo è qualcosa di unico, perché non si è mai visto un centravanti di 190 centimetri fare quello che fino a qui ha fatto “Marione”.

    La definizione di Dybala e Higuain la lascio a voi.

    Oggi hanno vinto i più forti. E’ giusto così.

  • La Juventus ha vinto lo scudetto. Un’affermazione che su questo sito avrete letto mille volte, ma questa volta a rendere solenne la frase con la quale abbiamo aperto il pezzo c’è il conforto dell’aritmetica. La Juve è Campione d’Italia per l’ottava volta di fila, per la trentacinquesima in totale, quasi il doppio di Inter e Milan che inseguono a 18.

    E’ stato il titolo più scontato di tutti, perché in estate è stata costruita una squadra fuori portata per il campionato italiano, una Juventus troppo più forte delle concorrenti, delle quali era già abbondantemente più forte prima di aggiungere: Ronaldo, Emre Can, Cancelo, Perin e altri che sarebbero serviti alle dirette concorrenti.

    Il trionfo è stato celebrato dopo il successo 2-1 sulla Fiorentina, in uno stadio che non aveva preso benissimo l’inizio di partita della propria squadra, ma che i bianconeri hanno saputo riconquistare con un’ottima prestazione.

    E, mentre la Juventus festeggiava, alle spalle dei bianconeri succedeva di tutto: a mezzogiorno il Milan si faceva raggiungere dal Parma all’88’; la Lazio perdeva in casa con il Chievo ringraziando Milinkovic-Savic che si era “beccato” un rosso di quelli che non si vedono neppure all’oratorio e il Toro, passando a Genova metteva in quarto posto nel mirino. In serata l’Inter ha pareggiato in rimonta con la Roma, mantenendo il +6 sul quinto posto.

  • Sabato 14 e domenica 15 ottobre vi saranno tre partite che potranno forse darci indicazioni sulle vere pretendenti a scudetto e posti Champions. Juventus-Lazio, Roma-Napoli e il derby di Milano si disputeranno infatti tutte all’ottava giornata.

    Dopo la pausa per le nazionali, ci ritufferemo nel campionato. Il 14 ottobre si riprenderà con l’ottavo turno, non una giornata qualsiasi perché il “cervellone” che stila il calendario ha previsto: Juventus-Lazio (sabato alle 18), Roma-Napoli (sabato alle 20.45) e Inter-Milan (domenica alle 20.45). Insomma, la nobiltà della Serie A a confronto, le sei migliori a contendersi i tre punti. Per quanto visto fino a ora, la vincitrice dello scudetto e le altre tre che l’accompagneranno nella “nuova” Champions usciranno da questo gruppetto che finora ha dimostrato di avere qualcosa in più delle rivali. Anche se Torino, Sampdoria e Atalanta sono prontissime a sfruttare ogni minima balbuzie.

    L’ottava giornata è senza dubbio un importante crocevia, ma su questo turno grava l’incognita dell’umore di molti protagonisti perché il doppio turno delle nazionali questa volta emetterà verdetti definitivi: martedì 10 conosceremo le 9 europee che andranno al Mondiale e le 8 che giocheranno il play-off, più le 4 sudamericane che staccheranno il biglietto per Russia 2018 e quella che disputerà lo spareggio contro la Nuova Zelanda.

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  • Per un attimo lungo 51 minuti, abbiamo pensato che dall’uovo di Pasqua si stagliasse la figura di Leonardo Bonucci. Il gol segnato alla “Stadium” nel quale aveva vinto sei scudetti prima di appoggiare la porta con una certa violenza e chiedere di essere ceduto, sapeva tanto di sentenza. E poi il Milan stava giocando bene, mentre la Juventus arrancava con un 3-5-2 nel quale trovavano posto sugli esterni Lichtsteiner e Asamoah, mentre Douglas Costa e Cuadrado erano solo autorizzati a guardare dalla panchina.

    L’1-1 tra Juventus e Milan era un’ottima notizia per il Napoli, che aveva dovuto accontentarsi del pareggio in rimonta con il Sassuolo. Un Napoli che ancora una volta aveva dimostrato che l’esame di maturità è piuttosto indigesto e la tesi di laurea molto lontana. Perché se si vuole vincere lo scudetto e bisogna recuperare sulla Juve certe partite vanno vinte per forza.

    Ma mentre Bonucci stava per vestire gli abiti dell’eroe di giornata, mentre ci apprestavamo a scrivere della rivincita di Leo che non si è sentito apprezzato fino in fondo, alla sua prima presenza nel 2018, Cuadrado con un colpo di testa ha detto a tutti che la ricreazione è finita. La Juve è a +4. E il settimo scudetto è sempre più vicino.

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