Il cambio di categoria

Il cambio di categoria

Il primo anno dei Pulcini ha ancora alcune tipiche finalità dei Piccoli Amici. Ecco che guida e dominio, oltre agli aspetti coordinativi, sono fondamentali.

Dagli 8 ai 10 anni il bambino prosegue nel percorso iniziato nei Piccoli Amici, imparando a padroneggiare meglio il proprio corpo e a rapportarsi più efficacemente con la palla. Per migliorare tutti i fondamentali tecnici del calcio, a partire dalla ricezione e dal passaggio fino ad arrivare alle combinazioni per calciare in porta, non si può prescindere da una serie di esercitazioni sul dominio e sulla conduzione. Queste permettono al “Pulcino” di acquisire progressivamente una confidenza sempre maggiore con l’attrezzo che potrà quindi essere trasferita nelle situazioni di gioco e nelle partite. L’attenzione in questo articolo sarà incentrata sul saper fare del bambino del primo anno dei Pulcini, ovvero quello dei giovani giocatori che “escono” dai Piccoli Amici.

Il dominio e la conduzione

Per acquisire un buon “tocco” è fondamentale lavorare ancora individualmente, sfruttando esercitazioni di difficoltà sempre maggiore che permettano al bambino di utilizzare il collo, l’interno, l’esterno e la pianta del piede in tanti modi differenti. Inizialmente, questi esercizi vengono svolti con il piede preferito, per fare in modo che i bambini acquisiscano sicurezza e autostima. La percentuale di lavoro con quello meno abile è molto bassa, sarà aumentata con l’andare del tempo.

Alcune esercitazioni a coppie, poi, vengono usate per abituare i giovani calciatori alle finte e ai cambi di direzione, che torneranno utili nelle situazioni di 1>1. Inoltre, tali proposte sollecitano la flessibilità dell’articolazione dell’anca, un aspetto in genere sottovalutato nella didattica riferita a questa età. Infatti, una buona mobilità dell’articolazione coxo-femorale è importante per una corretta esecuzione dei gesti tecnici. Prima di arrivare alla parte pratica, ricordiamo che, nel momento in cui si inseriscono finte nuove, conviene identificare ogni “gestualità” con un nome (doppio passo, “V” interna, uncino, passo sopra…): questo consente al bambino di memorizzare e richiamare con più facilità la finta richiesta dall’istruttore.

Esercitazioni sui cambi di senso

Si agisce in alcuni corridoi sulla conduzione e sul cambio di senso utilizzando il piede preferito. I giocatori, a coppie, guidano palla e cambiano senso in successione con la suola, l’interno piede, l’interno piede dietro la gamba d’appoggio, l’avampiede (uncino), effettuando un passo sopra e spostando la sfera con l’esterno. Si ritorna in conduzione (figura 1).

Una prima variante prevede la conduzione con il piede preferito e un doppio cambio di senso superando la linea centrale e sfruttando le gestualità provate precedentemente (figura 2, primo corridoio). Una seconda consiste in un lavoro a coppie in cui un giocatore esegue due cambi di senso a scelta, cercando di attuare una buona copertura della palla nei confronti di un avversario passivo, ma “presente” che ha il compito di affiancarlo rimanendogli il più vicino possibile senza però ostacolarlo (figura 2, secondo corridoio). Nella terza opzione, invece, il giocatore in possesso palla – dopo il primo cambio di senso – decide se tornare alla posizione di partenza (figura 2, terzo corridoio) con un cambio di passo oppure se effettuare un altro cambio di senso.

1>1 facilitati sui cambi di senso

La prima proposta vede un 1>1 per segnare in una delle 2 porticine frontali. L’attaccante che riceve palla deve superare in dribbling il difensore per fare gol in una delle 2 porticine frontali calciando dentro un’area di 3 metri. Si stimola anche la transizione se si consente al difensore, dopo l’eventuale conquista della sfera, di divenire attaccante (figura 3). Una variante è quella di obbligare il possessore che ha fatto gol a sprintare insieme al difensore verso i cinesini della porta opposta (figura 4).

Un’ulteriore situazione di gioco sulla stessa linea consiste in un 1>1 per segnare in una delle due porte laterali difese dai portieri (oppure due porticine). L’attaccante, dopo aver ricevuto palla dal difensore che si sovrappone e difende, conduce velocemente per superare la linea tra i coni: qui può andare dritto per segnare nella seconda porta oppure effettuare un cambio di senso per realizzare una marcatura nella prima porta (figura 5). O ancora fintare il cambio di senso e proseguire verso la rete più lontana. Anche in tal caso si consiglia di stimolare la transizione permettendo al difensore di diventare attaccante se conquista la palla. Effettuare l’esercitazione da entrambi i lati.

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