Viva la creatività

Viva la creatività

Le corrette modalità per incentivare la fantasia nei giovani giocatori. Esercitazioni e consigli. Cosa dice la scienza.

Sentiamo spesso parlare di una cronica mancanza di talenti, e che i nostri settori giovanili non sono più in grado di formare giocatori di fantasia, estrosi e appunto “creativi”. Ma cosa sappiamo realmente della creatività? È una componente innata della prestazione, oppure possiamo creare condizioni che la favoriscano? Come vedremo, l’istruttore può lavorare su questo aspetto a diversi livelli. Lo sviluppo della creatività non va lasciato al caso.

Di cosa si tratta
È un processo in equilibrio tra originalità e valore. È l’abilità di effettuare nuove connessioni e generare idee efficaci. Una persona creativa è in grado di osservare diversi aspetti di un problema e di trovare la soluzione migliore. Come il leggendario colpo di Novak Djokovic agli US Open 2009 nel game contro Roger Federer. Nel nostro sport, definiamo come “creativi” comportamenti o gesti inusuali, innovativi, rari, oppure soluzioni tattiche uniche in risposta a un compito di gioco complesso. Pensate al no-look di Andrea Pirlo in semifinale con la Germania nel 2006 o alla rovesciata di Gareth Bale in finale di Champions League.

Gli ingredienti
A un gruppo di allenatori di settori giovanili militanti in squadre di Premier League e First Division è stato chiesto di fornire i nomi dei loro giocatori più creativi. Gli stessi allenatori hanno anche indicato quali fossero, a loro avviso, i giocatori meno creativi della loro squadra. Percorrendo a ritroso la storia sportiva dei 72 calciatori selezionati, alcuni ricercatori hanno studiato come venisse impiegato il tempo trascorso in allenamento nelle cinque stagioni precedenti. I risultati indicano una netta differenza tra i due gruppi (“molto creativi” vs “poco creativi”) soprattutto nel tempo speso in attività di gioco e non strutturate, in opposizione a quello dedicato all’allenamento tradizionale in forma di addestramento.

I giocatori creativi si distinguono poi per un ampio focus attentivo. Pensiamo, ad esempio, al giocatore che, pur avendo programmato di passare la palla al compagno B, è comunque in grado di percepire all’ultimo istante che C si è smarcato ed è meglio posizionato. Tale capacità di percepire molteplici informazioni rilevanti (focus di attenzione), anche in età giovanile, è un forte predittore di sviluppo di pensiero creativo nello sport.

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