CORREGGERE SENZA DARE SOLUZIONI

CORREGGERE SENZA DARE SOLUZIONI

In questo articolo si illustrano le strategie didattiche della Non-Linear Pedagogy, spiegando l’importanza di rendere i giocatori partecipi nell’apprendimento e di utilizzare il questioning per arrivare alle soluzioni dei problemi tattici o tecnici.

Nel nostro precedente articolo, apparso sul numero 292 di questa rivista, abbiamo fatto riferimento alle recenti evidenze scientifiche mutuate dall’approccio della Non-Linear Pedagogy (NLP), sostenendo che l’obiettivo della comunicazione allenatore-atleta nel momento di proporre le attività debba essere quello di informare sul cosa fare, favorendo la comprensione del compito piuttosto che agire sul come fare. Abbiamo anche indicato che l’allenatore, attraverso il suo modo di far effettuare le esercitazioni, deve favorire un apprendimento basato sulla ricerca di soluzioni, creando così un’opportunità di pratica per i giovani affinché siano in grado di imparare da soli (Newell & Ranganathan, 2010). Secondo la teoria ecologica, infatti (di cui la NLP rappresenta l’aspetto didattico in ambito sportivo), l’apprendimento motorio è inteso non come un accumularsi di istruzioni dettagliate fornite dall’allenatore (approccio prescrittivo), ma come un comportamento che emerge naturalmente dalla interazione individuo-compito-ambiente (approccio euristico, per prove ed errori). Come può comportarsi l’allenatore che durante l’allenamento si accorge che l’obiettivo tattico o tecnico previsto non viene raggiunto dai suoi giocatori? Deve chiedere, sollecitare, fare domande!

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