«È stato semplice scegliere l’Inter, il club ha la mia stessa voglia di costruire qualcosa di importante, è stato questo il motivo che mi ha spinto a sceglierlo. Si è creato un gap enorme con due squadre, soprattutto con la Juve, ma anche con il Napoli. Dovremo lavorare tanto, meglio degli altri.»

Antonio Conte è un duro, non è uno che si fa imporre quanto deve dire. Le sue parole non hanno lambito il passato, ma hanno puntato al domani. Il neoallenatore dell’Inter nella sua prima uscita pubblica, fino ad ora non aveva mai rilasciato dichiarazioni, ha detto di non volersi precludere nulla. Solo un accenno per Icardi e Nainggolan, i due calciatori di più difficile gestione, messi alla porta dalla società che “Ha avuto il tempo per valutarli”, ha sottolineato l’allenatore.

Conte ha giustamente ringraziato Spalletti per il lavoro svolto e ha promesso impegno e sacrificio. Perché l’Inter di Steven Zhang e Beppe Marotta dopo quanto accaduto nel girone di ritorno della scorsa stagione non ammetterà deroghe. Nel tardo pomeriggio, a Lione, si è giocata la finale del Mondiale femminile tra gli Stati Uniti e l’Olanda che ci aveva eliminati. Hanno vinto gli Stati Uniti (2-0), proprio come quattro anni fa e come era già accaduto due volte.
Vedendo le partite hanno vinto le più forti. E, per quanto riguarda l’Italia auguriamoci che non si disperda quanto le nostre ragazze hanno seminato.

Gigi Buffon (Foto: Italy Photo Press)

E' tempo di...

La domanda potrebbe essere: Gigi, perché? E la risposta può essere una sola: “Giocare è fantastico, uscire dal tunnel è sempre un’emozione; vivere la settimana di allenamento una gioia quotidiana”.

Queste parole non sono di Gigi Buffon, ma sono il concentrato di ciò che mi hanno detto altri calciatori ai quali ho chiesto cosa mancasse loro al termine della carriera. Emozioni, adrenalina, giocare… il giocare, che per un professionista sarà un lavoro, ma in fin dei conti è la cosa più bella che c’è.

Gigi Buffon si lega ancora alla Juventus, il club nel quale è arrivato nel 2001. Gigi Buffon torna alla Juventus dopo una stagione nella quale a Parigi ha disputato un’annata discreta, perché Thomas Tuchel non ha saputo scegliere tra lui e Areola. Buffon torna alla Juventus sapendo che sarà la riserva, il numero 12. Buffon sa pure che le gerarchie sono stabilite, ma qualche volta basta un alito di vento per cambiarle.

Gigi Buffon vuole continuare a giocare, consapevole del fatto che ha più da perderci (un anno in panchina per uno dei migliori della Storia non è il massimo) che da guadagnare (la carriera è comunque leggendaria).

Gigi Buffon vuole giocare ancora e fa bene! Impossibile criticarlo. Anche noi tante volte abbiamo detto: “Questa è l’ultima volta”, sapendo che all’indomani cercando una scusa avremmo rifatto la borsa.

Foto: Italy Photo Press

E' tempo di...

Perdere contro i più forti non è mai un’infamia. Le nostre ragazze hanno perso 2-0 contro l’Olanda Campione d’Europa e sono state eliminate dal Mondiale. Lasciano la Francia a testa altissima dopo questi 20 giorni bellissimi nei quali ci hanno mostrato un calcio gradevole, a tratti bello, senza dubbio divertente.

L’aver raggiunto i quarti di finale della manifestazione più importante deve essere motivo di gioia: abbiamo battuto l’Australia, passeggiato sulla Giamaica, contro il Brasile abbiamo visto tutti come è andata e negli ottavi il 2-0 alla Cina ci ha riempito d’orgoglio. Certo, quando vinci e ti abitui a vincere, sei portato ad alzare l’asticella, a prefiggerti un traguardo sempre più ambizioso, ma l’Olanda, come ha mostrato la gara di sabato pomeriggio (soprattutto il secondo tempo), era oggettivamente fuori portata.

Per un attimo vogliamo pensare che le lacrime versate sul prato di Valenciennes al termine della gara non siano state di sconforto e di rabbia, ci auguriamo che siano lacrime di gioia, per chi ha raggiunto un traguardo straordinario: i quarti di finale del campionato mondiale.

Sono sincero: durante l’anno ho visto, la domenica alle 12.30 su Skysport, qualche spezzone di gara di campionato. Vedendo i campi spelacchiati, le tribune vuote e la differenza tra Juventus, Fiorentina, Milan e le altre, tutto avrei pensato tranne al raggiungimento di un traguardo come un quarto di finale ai Mondiali.

Se i grandi club continueranno nella politica lungimirante sollecitata dalla federazione, una politica fatta di investimenti volti a migliorare allenamenti e cura degli infortunati, il Mondiale 2019 sarà ricordato come un punto di partenza. Presto le lacrime di Valenciennes si trasformeranno in sorrisi.

Aurora Galli esulta dopo il gol (Foto: Italy Foto Press)

E' tempo di...

Giocheremo il quarto di finale contro l’Olanda, che due anni fa ha interrotto il dominio tedesco (sei successi consecutivi) all’Europeo. Giocheremo sabato alle 15 una partita difficile, che diciamo la verità, non pensavamo di giocare. La nostra Nazionale, infatti, si è spinta più in là di quanto si potesse pensare. Ma questo, ora, non ci interessa, perché le ragazze ci stanno regalando le emozioni negateci l’estate scorsa dai colleghi uomini.

Abbiamo battuto la Cina 2-0: partenza decisa, gol del vantaggio, un pizzico di normale sofferenza e poi il raddoppio che ha chiuso la partita, benché le nostre avversarie abbiano provato a riaprire la partita.

Abbiamo fatto a Milena Bertolini, il nostro cittì, il regalo di compleanno che aveva chiesto: il passaggio ai quarti alla quale poco importava se ci si trovasse davanti la squadra campione d’Europa o quella vice-campione del mondo. Le nostre ragazze stanno vivendo uno stato di grazia straordinario: il gol di Bonansea all’ultimo minuto della partita d’esordio del Mondiale è stato il tocco di magia che ha dato il via al sogno.

La squadra piace, gioca un buon calcio, prova a fare la partita e quando deve difendersi ha un ottimo portiere. E, proprio questo modo di giocare, un mix di coraggio, incoscienza e intelligenza tattica quando serve, sta entusiasmando i tifosi che normalmente guardano solo il calcio maschile.

Il prossimo appuntamento, quello di sabato, è con la storia: se dovessimo vincere e se dovessero passare il turno anche le statunitensi saremmo alle Olimpiadi. Un paio di “se” che non avremmo mai pensato di scrivere.

Maurizio Sarri (Foto: Italy Photo Press)

E' tempo di...

Giacca e cravatta. Niente tuta. Ma il look del giorno della presentazione non era in discussione. Qui nessuna attesa. Attese, invece, le dichiarazioni, perché Maurizio Sarri quando era al Napoli si era esposto. Non si può negarlo, un certo fastidio verso la Juventus lo ha sempre avuto.

Così la conferenza stampa è scivolata via tra vari equilibrismi, perché non si può rinnegare il passato, ma non si può neppure mancare di rispetto al piatto nel quale ci si appresta a mangiare.

Sarri, giustamente, ha parlato di professionalità. Così deve essere. Ma questo è ciò che il tifoso non approva, capisce veramente a fatica. Meglio, non capisce.

Professionalità vuol dire dare tutto quando si lavora per un club, per un’azienda, nel nostro caso per un mezzo d’informazione. Ma questo, però, non ci deve impedire di guardare oltre, di cercare di capire cosa sia meglio per noi, di andare alla ricerca di un futuro professionale migliore, più ricco di soddisfazioni (e pure di danaro).

Maurizio Sarri ha detto che metterà la cravatta, che ha attaccato la Juventus perché voleva vincere lo scudetto con il Napoli, che non c’era nulla di personale. Ha detto che a Napoli ha dato il 110%, proprio come Stia e Sansovino. Il neo-allenatore della Juventus ha parlato del gioco, della mentalità e ha pronunciato una frase che fa ben sperare gli appassionati italiani: “Ci sono ottimi allenatori in tutte le squadre di vertice, ma anche chi non lotterà per vincere ha un “mister” che preferisce giocare anziché chiudersi”. Insomma, che vedremo una bella Serie A. Vogliamo credergli…

Giacca e cravatta, però, non hanno messo a tacere gli scettici, non hanno dissipato i dubbi dei rancorosi, per i quali il club non avrebbe dovuto puntare su Sarri.

Parole, solo parole. Fortunatamente, tra meno di due mesi torna il campionato. E a parlare sarà il campo!

Maurizio Sarri (Foto: Italy Photo Press)

E' tempo di...

Che la Juventus la scorsa stagione spesso abbia giocato con il freno a mano tirato è stato evidente per tutti. C’è chi l’ha visto, chi l’ha scritto e chi ha preferito bisbigliarlo, ma la scelta di Allegri è stata chiara: “Risparmiamo energie perché i trofei si vincono in primavera”.

Le vittorie apatiche, però non hanno fatto deflagrare le attese generate dall’acquisto di Cristiano Ronaldo. Di certo: “Non si può sempre vincere 5-0”, ma con la rosa a disposizione accontentarsi di segnare un gol, senza neppur avere premuto molto non può bastare.

L’arrivo di Maurizio Sarri, invece, rappresenta una sorta di “riacquisto” della maggior parte dei calciatori della rosa.

Pensate a Cancelo (se rimarrà…) ed Alex Sandro che potranno spingere con grande continuità oppure ai centrocampisti che non dovranno limitarsi, ma potranno creare per 90’ e inserirsi. Chi ne gioverà? Cristiano Ronaldo, soprattutto. CR7 avrà più occasioni da rete, dopo il gol dell’eventuale vantaggio la squadra giocherà per fare ancora gol e se possibile per segnarne un altro. Come il Napoli, che abbiamo ammirato negli anni del “Sarrismo”, che oggi in parecchi sotto il Vesuvio rinnegano. Le grandi di Champions lo hanno dimostrato: per vincere in Europa bisogna puntare sul gioco (questo non vuol dire avere la difesa allegra che omaggia gli avversari), creare, non fermarsi. Mai.

Per questo Andrea Agnelli, Nedved e Paratici hanno deciso di voltare pagina. Nella speranza di fare il bene della Juventus, perché “Una Champions è per sempre”.

Francesco Totti (Foto: Italy Photo Press)

E' tempo di...

Ha raccontato la sua verità. Francesco Totti, con il microfono, è stato devastante come in campo. Non ha risparmiato nessuno. Sinceramente non so se sia peggio: “A Trigoria c’è qualcuno che è contento quando la Roma perde” oppure “In due anni il presidente non mi ha mai telefonato”.

E ancora: “Conte voleva aggiustare la squadra, ma la Roma ha problemi economici…”, quindi: “Mi hanno tenuto due anni senza darmi responsabilità, avrò fatto dieci riunioni”. Questa è la frase che mi ha colpito maggiormente: Totti ne ha fatto una questione di dignità del lavoro, per stare nel club vuole delle responsabilità, altrimenti meglio lasciare, andare via. Qualcuno, come sempre, penserà che con quanto ha guadagnato non ha problemi, non è costretto a lavorare per vivere. Certo, tutto vero: ma come teorizzato da Maslow nel 1943 con la piramide dei bisogni, è facile intuire che ognuno di noi abbia delle necessità, che cambiano in base al reddito.

Nelle prossime ore potrebbe esserci la risposta della Roma, ma il presidente Pallotta, probabilmente, sceglierà la via del silenzio. Alle sue parole potrebbe seguire la controreplica di Totti, che sarebbe più destabilizzante di quanto detto nel pomeriggio di lunedì.

Barbara Bonansea (Foto: Italy Photo Press)

E' tempo di...

Martedì sera alle 21.00, RaiUno trasmetterà Italia-Brasile del Mondiale femminile. Detto così non sembra una notizia straordinaria, forse nemmeno una notizia, solo un’informazione. Invece, no! La Nazionale allenata da Milena Bertolini, dopo le due vittorie con Australia e Giamaica (7 gol fatti, 1 subito), ha conquistato il trofeo più importante.

Nell’epoca dei decoder, della numerazione dei canali prestabilita, RaiUno rappresenta ancora uno “status symbol”. Su RaiUno, soprattutto in prima serata, ci può andare solo ciò che ha grande interesse, grande rilevanza. E, nemmeno, il più ostinato tra gli appassionati del calcio declinato al femminile avrebbe mai pensato una cosa simile.

Credete, più dei risultati ottenuti e di quelli che otterranno le ragazze, il passaggio sulla prima rete Rai è la conquista che non va dissipata: con questo riconoscimento, il calcio femminile entrerà nelle case di tutti e tutti potranno vedere che è uno sport vero, fatto di tecnica e tattica, ovviamente con sfaccettature differenti rispetto a quello degli uomini, ma che appassiona ugualmente.

La rasoiata di Bonasea contro l’Australia, il colpo di testa della nostra attaccante a un soffio dalla fine sempre contro le “Aussie”, la tripletta di Girelli e la doppietta di Aurora Galli (il primo gol è una perla: sventola all’incrocio) contro la Giamaica, hanno conquistato più gli appassionati che i “curiosi”. Il passaggio su RaiUno, invece, porterà un così alto numero di “curiosi” che, nel tempo, dovremo essere bravi a non dissipare, anzi a trasformare in veri appassionati. Anche quella sarà un’altra vittoria. Forse, la più importante.

Paolo Nicolato, c.t. dell'Italia Under 20 (Foto: Italy Photo Press)

E' tempo di...

La Nazionale di Mancini ha praticamente in tasca la qualificazione agli Europei itineranti dell’anno prossimo, ma questo non è l’unico motivo di sorridere.

Dopo il secondo posto dell’Under 17 agli Europei, la sconfitta in finale con l’Olanda non scalfisce la splendida cavalcata della squadra allenata da Carmine Nunziata, che ha messo in mostra talenti sui quali si sono avventati anche club stranieri molto danarosi, l’estate ha ancora parecchio da offrire.

Dell’Under 21 che domenica inizierà il suo percorso verso il titolo europeo e le Olimpiadi parleremo la prossima volta.
Perché quella di Di Biagio ha le sembianze di una nazionale vera e propria.

Venerdì alle 18, invece, faremo tutti il tifo per le ragazze della Nazionale Femminile che disputa il Mondiale in Francia. Domenica scorsa l’inattesa vittoria sull’Australia non solo ha dato morale alle ragazze, ma ha anche fatto intendere che si può anche guardare oltre il primo girone. Partite facili non ce ne sono, ma affrontare la Giamaica non è il peggio che possa accadere in una competizione. Speriamo…

Come si spera i tre milioni e oltre che hanno seguito la gara su Rai e Sky. Domani, avremo solo il tempo di mangiarci un panino, poi nuovamente davanti alla tivù per tifare ancora per le maglie azzurre: l’Under 20 giocherà la finale terzo e quarto posto contro l’Ecuador. Qui gli azzurrini non solo hanno dato lezione di gioco, ma anche di stile: l’allenatore, Nicolato, dopo la sconfitta in semifinale contro l’Ucraina, ha smorzato i toni per il gol annullato dal Var al 91’.
L’Italia delle Nazionali ha mille facce. E sono tutte belle!

Roberto Mancini (Foto: Italy Photo Press)

E' tempo di...

Tre gol nei primi 33’, tre gol in 10’, così la Nazionale ha annichilito la Grecia e ha effettuato il primo scatto nella classifica del girone a sei squadre. Abbiamo vinto 3-0 in casa di un avversario che al centro della difesa schierava Manolas e Papastathopoulos, certamente non due sprovveduti.

La Grecia non è una corazzata, ma il piglio con il quale ha giocato l’Italia lascia ben sperare per il futuro. A far testo è soprattutto il primo tempo, nel quale Mancini ha applaudito i suoi ragazzi che hanno messo in campo i dettami di una settimana di allenamento a Coverciano.

Leggi tutto...

IL Liverpool conquista la Champions (Foto: Italy Photo Press)

E' tempo di...

Non è stata la finale brillante che tutti ci attendevamo. Ma sono convinto che ai tifosi del Liverpool questa considerazione interessi il giusto. Anzi, penso non interessi assolutamente.

Per i “Reds” è la sesta Champions della storia, l’ultima risaliva al 2005, quando a Istanbul il Liverpool recuperò tre gol al Milan, mentre per Jurgen Klopp è la prima dopo la finale persa con il Bayern e quella dello scorso anno finita al Real Madrid.

Certo, da Tottenham-Liverpool, finita 0-2, ci aspettavamo molto di più, invece, per larghi tratti, questa è parsa più una partita del campionato italiano che una sfida tra squadre inglesi, abitualmente votate all’offensiva e a giocare su ritmi elevatissimi. Certamente, il gol segnato da Salah dopo 2’ può aver influito: la squadra di Klopp ha cercato di tenere il ritmo basso, mentre quella di Pochettino che in Premier ha accumulato 26 punti di ritardo dai rivali del “Wanda Metropolitano”, un certo timore lo ha manifestato, pur facendo timidamente la partita.

Il meglio (a parte l’invasione di un’avvenente fanciulla bionda) la gara lo ha mostrato tra il 78’ e il fischio finale, quando il Tottenham è stato costretto a buttarsi in avanti e a rischiare, perché il tempo si assottigliava. Qualche parata di Alisson (che vale ogni euro pagato alla Roma) e il gol di Origi hanno fatto calare il sipario.

L’anno prossimo si tornerà a Istanbul, con la speranza di vedere una partita più bella!

Foto: Italy Photo Press

E' tempo di...

Per 3 anni Maurizio Sarri è stato con noi, come “studente” ai nostri Master di allora Salsomaggiore. E ora ha realizzato il sogno di tutti gli allenatori dilettanti del mondo. Ha conquistato l’Europa League.

E per Maurizio il sogno si è avverato anche grazie alla… signora Sarri. Nell’autunno 2003, inviato a Empoli per una telecronaca, nel post partita mi dissero: “Qui a San Giovanni Valdarno allena uno che farà strada, ha idee e fa giocare bene la squadra. Ed è pure coraggioso, lavorava in banca in Piazza della Signoria a Firenze e si è licenziato per allenare il Sansovino, in D”.

Nel viaggio di ritorno pensai più volte a quello che mi era stato detto, così la mattina successiva entrai nell’ufficio dell’allora direttore e dissi: “Mi hanno detto che alla Sangiovannese allena uno che farà strada… fammelo intervistare, potrebbe incarnare il sogno dei nostri lettori: Eccellenza, D, quindi la C2 e poi chissà…”. Incontrai parecchie resistenze, ma nel giro di un mese programmammo l’intervista.

Maurizio Sarri mi invitò a casa, mi fece accomodare nell’ufficio che si era creato a piano terra della sua villetta e poi mi invitò a pranzo dal “su babbo”. Mangiammo in religioso silenzio, per seguire una trasmissione di un’emittente toscana che mandava in onda i servizi sulle partite della domenica precedente delle squadra dalla C all’Eccellenza.

A tavola c’era anche la moglie di Sarri e quando tornammo nel suo studio per parlare ancora di tattica, mi disse: “Quando le ho detto che volevo lasciare definitivamente la banca, che volevo solo allenare a Monte San savino, che mi sarebbe piaciuto fare solo l’allenatore, neppure più il promotore finanziario, mi ha risposto: “Maurizio insegui il tuo sogno, per vivere basta il mio stipendio”.

Giuro, mi sono commosso…

L’ho chiamato quando allenava a Pescara, l’ho ritrovato un martedì a Bergamo, nel prepartita di Albino-Grosseto: ci fu un abbraccio forte e sincero. Nel secondo tempo, la partita non offrì moltissimo, raccontai la sua storia, compreso l’aneddoto della moglie. Il direttore di SkySport, Massimo Corcione, mi chiamò il giorno successivo e disse che gli era piaciuto come avevo dipinto la figura dell’allenatore giunto per salvare il Grosseto nelle ultime 8 partite.

Ieri tutti avete visto Chelsea-Arsenal, la Coppa alzata al cielo e la gioia dipinta sul suo volto rilassato, ma solo dopo il fischio finale dell’arbitro. Io no, ho rivissuto quella giornata a San Giovanni Valdarno, quando con un po’ di cocciutaggine feci conoscere ai lettori de “Il Nuovo Calcio” quell’allenatore che un giorno avrebbe vinto l’Europa League. Un allenatore che era venuto per tre anni consecutivi ad aggiornarsi ai nostri master, come molti di voi faranno, nel 2000, 2001, 2002. E allenerà la Juventus?

Foto: Italy Photo Press

E' tempo di...

L’Atalanta vince con merito, l’Inter in Champions ci va perché la spinge Handanovic. Il Milan impreca, perché non bastano i tre punti di Ferrara: nei momenti chiave della stagione, le lotte intestine, hanno tolto energie e soprattutto punti. Poi c’è la zona retrocessione: l’Empoli saluta la compagnia, mentre si salva il Genoa, forse la squadra meno bella dell’intera Serie A.

Nella notte dei festeggiamenti, bisogna ricordare che il quattordicesimo monte ingaggi del campionato, quello dell’Atalanta, ha prodotto il terzo posto e il miglior attacco, insomma: bisogna saper spendere. Gasperini ha portato a termine un vero capolavoro, sotto di un gol l’Atalanta ha reagito, segnando tre reti. Il futuro è da decifrare: chi rimarrà a Bergamo a giocare la Champions? La domanda è prematura, ma la risposta va data in pochi giorni.

L’Inter ne ha combinate di tutti i colori, sia durante la stagione sia nell’ultima partita. Limitandoci agli ultimi 95’: gol di Keita, Icardi sbaglia un rigore (perché Spalletti che aveva designato Perisic come rigorista non è intervenuto?), Andreazzoli abbandona la difesa a tre e la sua squadra vola, con Traorè è 1-1. Poi un contropiede con palo di Vecino e gol di Nainggolan regala il 2-1. Se fosse tutto qui sarebbe una partita normale, invece sull’1-0 Handanovic ferma Caputo lanciato a rete, poi compie un miracolo sul 2-1 e D’Ambrosio fa “autotraversa” all’88 per anticipare due avversari. Nel recupero è ancora Handa a sbarrare la porta e a portare l’Inter in Champions. E, a far retrocedere l’Empoli

Il Milan, giunge a un punto dal quarto posto, ma questa è stata una stagione nella quale in sede si è verificato un “tutti contro tutti” estenuante: l’innesto di Gazidis a dicembre è stato indigesto per Leonardo (soprattutto) e Maldini. Le accuse degli ex compagni a Gattuso (neppure troppo velate) e la proprietà che si schiera con Gazidis, come era naturale visto che è l’uomo di fiducia hanno fatto il resto. Insomma, chiamatelo come volete (un termine ci sarebbe…), ma c’è da girare pagina.

La Roma saluta De Rossi, ma di questo ne parleremo nei prossimi giorni, perché come ha detto Kolarov: “Vi accorgerete quanto contava Daniele”.

In un mondo perfetto, Inter e Atalanta andrebbero in Champions League; si salverebbe l’Empoli. Ma cos’è il mondo perfetto? Il mondo che funziona seconda logica, quindi una partita di calcio la vince la squadra più forte. E allora ecco: l’Inter è più forte dell’Empoli, l’Atalanta è una squadra migliore del Sassuolo, il tutto per buona pace del Milan, superiore alla Spal. E ancora: la Fiorentina è di un’altra categoria rispetto al Genoa, basta leggere i nomi dei giocatori.

Ma il mondo perfetto non prende in considerazione un fattore che nelle partite chiave vale molto più della tecnica e della tattica, le emozioni che prova l’uomo, prima ancora del calciatore. E ancora, lo stato di salute di un gruppo, che nulla ha a che vedere con il valore assoluto della squadra. Il nemico peggiore: l’ansia di segnare…

Per questo dico che Inter-Empoli non è assolutamente scontata, anzi o l’Inter saprà giocare su ritmi nettamente superiori a quelli delle ultime tre partite (c’è anche da recuperare palla, perché la squadra di Andreazzoli fa un ottimo possesso) oppure l’ansia (non contemplata nel mondo perfetto) prenderà il sopravvento anche sugli spettatori…

Stesso discorso vale per l’Atalanta: il traguardo è a portata di mano, ma la squadra di Gasperini (che prima della finale di Coppa Italia era più in forma della Lazio) ha dimostrato di avere il “braccino” nella partita più importante della stagione. Quindi, anche a Reggio Emilia, contro il Sassuolo, non c’è nulla di scontato.

Per non dire di Fiorentina-Genoa: la Fiorentina è nettamente più forte del Genoa e di tutte le squadre che in classifica sono sotto l’ottavo posto, ma nelle ultime settimane ha combinato un vero disastro. E ora la paura, si è trasformata in terrore. Lo stesso che nelle ultime settimane ha spinto il Genoa al terz’ultimo posto…

Una considerazione: il mondo non è perfetto, quindi buon divertimento a tutti!!!

Fabian Ruiz festeggia dopo il gol (Foto: Italy Photo Press)

E' tempo di...

Crolla l’Inter! L’Atalanta pareggia, ma è più che viva. Il Milan “giochicchia” e si avvicina al quarto posto: ora è a -1 dalla coppia nerazzurra.

L’ultima giornata di campionato sarà decisiva, assegnerà due posti in Champions. E, se l’Atalanta per come sta giocando, è impensabile che l’anno prossimo non giochi la “Coppa delle Grandi Orecchie”, ora è l’Inter a tenere i propri tifosi sui carboni ardenti.

La squadra vista contro il Chievo era parsa vicina ai minimi storici: lenta, prevedibile, priva di accelerazioni. Quella di Napoli è stata schiantata: infatti, contro l’ultima in classifica certe partite si vincono, ma contro la seconda, che gioca da seconda, no! Finisce male: 4-1, nulla che faccia ben sperare per domenica, quando a “San Siro” ci sarà da battere l’Empoli, che gioca un calcio molto più divertente di quello dell’Inter degli ultimi due mesi. Perché Aurelio Andreazzoli è un signor allenatore!

Soprattutto l’Empoli domenica si gioca la salvezza: un punto di vantaggio sul Genoa, che andrà a Firenze nella speranza di affossare la Fiorentina, che ora sta peggio di tutti, perché non sa più nemmeno… pareggiare.

Il Milan non entusiasma, ma ha un portiere che para tutto e il “golletto” lo segna sempre: così, sul campo della Spal potrebbe fare gol e mettere pressione sull’Inter, che in questa situazione si è cacciata da sola. Fino a far pensare che: comunque vada sarà un fallimento. Ma di questo (e altro) ne parleremo dopo il 26 maggio!