Stiamo leggendo di tutto e di più da questa mattina, il web e la stampa sono invasi di momenti, ricordi, foto, che commemorano con semplicità tutto il garbo e la passione di Bruno Pizzul, storico ed eterno cronista radiotelevisivo spentosi oggi all’età di 86 anni.

Noi de “Il Nuovo Calcio” abbiamo subito rispolverato i nostri archivi e ci siamo resi conti del privilegio di aver avuto la sua firma sulla nostra rivista. Sul numero 1 del 1 febbraio 1991, Pizzul ci raccontò, come solo lui sapeva fare, Gian Luca Vialli, lo intervistò per noi (in foto l’articolo in forma integrale, oppure clicca QUI per leggerlo ndr), toccò le corde leggere di quel successo provando a mettere a nudo l’attaccante della Sampdoria, che in quegli anni era un maestro all’interno del rettangolo verde, ed un personaggio al di fuori. Vedere oggi la firma del grande telecronista vicina al volto di un campione azzurro che a sua volta ci ha lasciato appena 2 anni fa (5 gennaio 2023), fa un certo effetto, e dà un valore aggiunto al nostro magazine ma anche al nostro lavoro.

Quando parliamo dei nostri archivi, però, non possiamo non tirare in ballo la mente storico di Alessandro Zauli, nostro collaboratore, che Bruno Pizzul lo ha vissuto da vicino ed intensamente in ogni sfaccettatura della sua carriera.
“Del caro Bruno posso solo dire che era “tutto molto bello” o che ti entrava “Dentro”, per citare alcune delle sue espressioni più tipiche, quando l’azione girava nel primo caso, o quando c’era un cross o una palla filtrante nel secondo, ma mi viene in mente anche il momento più difficile sua vita, commentare la finale di Coppa Campioni, nel maggio 1985, dove a prendersi la scena fu la tragedia dell’Heysel di cui tutti conosciamo l’epilogo, 39 morti e oltre 600 feriti. Mentre Juventus e Liverpool si giocavano il tetto d’Europa, il telecronista italiano dovette annunciare giocoforza quanto fosse accaduto poco prima dell’inizio della gara, creando inevitabilmente angoscia nelle case degli italiani che a Bruxelles avevano amici e parenti“. “Mi preme puntualizzare – prosegue Zauli – che tutti i commenti letti oggi e tutto ciò che ancora leggeremo in questi giorni, dove verranno sottolineati il garbo e la finezza di questo giornalista, arriveranno invece da “colleghi” che sono ben altro, e chi ha la mia età, forse anche qualcosa in più o in meno, non potrà far altro che provare un’immensa nostalgia di tutti quei Bruno Pizzul di un tempo, che non aggredivano, non deridevano nessuno, che facevano il loro lavoro con passione, certo, ma assoluta fermezza ed equilibrio in ogni situazione…credo che nessun telecronista televisivo avrà mai la stessa delicatezza di Pizzul, una delicatezza che a maggior ragione emerse in quella terribile notte di maggio“.
Ciao Bruno, grazie per averci regalato la tua voce per così tanto tempo, noi al contrario preferiamo il silenzio per far sì che l’eco di quelle telecronache, oggi più che mai, sia ancora più forte, consapevoli che leggende del tuo calibro non muoiono mai.
Mariella Lamonica
foto Gaiaitalia.com


