400 volte Il Nuovo Calcio

400 volte Il Nuovo Calcio

Quella che state sfogliando è un’uscita importante per la nostra rivista, che dopo aver festeggiato i “35 anni” a febbraio, questo mese taglia il traguardo del 400esimo numero.

Correva l’anno 1991, la Serie A era il campionato più bello del mondo e il primo febbraio usciva in edicola una novità, una rivista mai vista prima: Il Nuovo Calcio. Oggi come allora il calcio era al centro del pensiero di molti. Di tifosi e semplici appassionati certo, ma anche di allenatori e preparatori che cercavano un punto di riferimento su cui poter contare. Libri e riviste specializzate allora erano molto rare, il modo migliore per informarsi e formarsi era andare sul campo e confrontarsi coi colleghi. Insomma, trovare idee e spunti per i propri allenamenti non era così facile come oggi dove l’informazione (e non solo) viaggia continuamente ad altissima velocità, alla portata di click per tutti.

In questo viaggio che dura ormai da 35 anni, festeggiati in grande stile lo scorso febbraio, alcune cose sono cambiate completamente, altre si sono evolute, altre ancora sono rimaste uguali. Tra queste ultime ci sono sicuramente la passione e la competenza che hanno guidato fin dall’inizio (e sono ancora oggi il nostro faro) ogni uscita de Il Nuovo Calcio, dal numero uno o meglio ancora dal numero… zero. Quindi, partiamo dal principio.

L’inizio di tutto

Erano i primi anni Novanta, quando l’idea di una nuova rivista per fare cultura calcistica nasce dalle menti di Antonio Brazzit e Marco Sbernadori,i due soci fondatori della casa editrice oggi nota come Editoriale Sport Italia, che già dal 1981 pubblicava la rivista Correre (a giugno ha tagliato il traguardo della cifra tonda dei 500 numeri, nda).

Proprio grazie all’esperienza maturata nel mondo della corsa si ipotizzò un mensile dedicato all’approfondimento calcistico rivolto ad allenatori e preparatori atletici oltre che agli appassionati curiosi e competenti. L’obiettivo? Studiare tematiche ancora poco diffuse tra il grande pubblico del mondo del calcio come la preparazione fisica e altre ancora più sconosciute come l’alimentazione. Senza tralasciare l’analisi e le proposte tecnico-tattiche da applicare sul campo con giovani e adulti, ancora oggi un nostro punto fermo.

Si voleva proporre una voce differente in uno spazio diverso da quello occupato dei classici giornali sportivi: tattica, tecnica, nutrizione e allenamento dovevano essere il centro del progetto. In una sola parola: approfondimento. Per creare cultura sportiva attorno al calcio. I due soci coinvolsero il dottor Enrico Arcelli, il “padre” dei preparatori atletici italiani, che indicò Ferretto Ferretti come l’uomo giusto a cui rivolgersi per coordinare l’area tecnica della neonata rivista: dalla scelta dei temi da trattare agli esperti-collaboratori a cui rivolgersi. L’allora preparatore atletico della Primavera del Milan accettò con entusiasmo e… il resto è storia.

Da sinistra: Brazzit, Sbernadori, Arcelli.

Il numero zero

Se i numeri pubblicati ufficialmente sono 400, pochi sanno che esiste anche un introvabile “numero zero”. Un’edizione pilota ideata per presentare il progetto ad autori e aziende che ancora oggi è custodita nella scrivania del direttore. Un continuo ricordo da dove tutto è partito che però rimane uno sprono a continuare a pensare al futuro.

I primi collaboratori

Nel corso degli anni le “firme” non sono mai mancate: hanno contribuito a scrivere, letteralmente, la storia di questa rivista. Su queste pagine sono stati pubblicati oltre 12mila articoli: citare anche solo le firme più autorevoli è un’impresa ardua. Partiamo quindi da chi ha collaborato sin dal principio, tra i primi ci furono Roberto Sassi, allora preparatore atletico del Varese, e Vincenzo Pincolini (al Milan di Sacchi). Con Ferretti e Arcelli, introdussero nel bagaglio degli allenatori concetti che all’epoca erano assolute novità come lo stretching dinamico e tanto altro.

Sul numero due uscì il primo articolo di Maurizio Viscidi (dal 2016 coordinatore delle Nazionali giovanili italiane) sul 2>1 definito come “l’atomo della tattica”. Oggi l’ultimo suo libro pubblicato nel 2024 con la nostra casa editrice, La partita perfetta, ha venduto tantissime copie. Sicuramente non possiamo dimenticare Giuliano Rusca, Roberto Samaden, Stefano Bonaccorso, Fulvio Fiorin, Claudio Filippi e Michele Crestani. Insieme a penne prestigiose del giornalismo italiano, vedi Gianfranco De Laurentiis e Bruno Pizzul.

Tra i vari allenatori che hanno collaborato rammentiamo Mario Beretta, oggi presidente del Settore Tecnico della FIGC, allora giovane tecnico di settore giovanile. Ma anche Angelo Pereni, Sergio Brescia, Piero Frosio e Mario Bonfanti. E tra chi si è occupato di allenamento fisico un giovane Mauro Franzetti. Molti dei primi autori, oltre a scrivere sulla rivista, hanno preso parte in prima persona alla realizzazione, della Scuola Calcio a Tabiano, il primo camp estivo in Italia che si è poi evoluto nei “Master”, eventi che continuano ancora oggi a formare allenatori di tutta Italia. E ai nostri incontri di aggiornamento per le prime squadre (nel corso degli anni l’appuntamento è diventato doppio con la “versione” per il settore giovanile) sono passati i più importanti allenatori professionisti di Serie A, B e C, quasi 200, da Andreazzoli a… Zeman.

La nostra storia

In questi 35 anni di storia che abbiamo festeggiato lo scorso febbraio si sono succeduti tre direttori: Marco Marchei (dal1991 al 2005), Michele Di Cesare (2005 al 2014) e Ferretto Ferretti (fin dal numero zero coordinatore tecnico, dal 2014 direttore). Proprio attraverso le sue parole, avendo vissuto in prima persona questa avventura sin dal principio, ripercorriamo la storia della nostra rivista. «Nella prima fase, della durata di una decina di anni, ero in prima linea, in quel periodo abbiamo costituito lo zoccolo duro dei lettori, eravamo infatti l’unico strumento che permetteva agli allenatori di imparare da chi lavorava ad alto livello e dava luogo a quell’indispensabile confronto che fa crescere tutti. Poi, ho incominciato a girare l’Italia come preparatore, allenando a Venezia, Napoli, Piacenza, Genova, Torino e Reggio Calabria… e mi sono occupato principalmente della realizzazione dei libri, delle videocassette (la prima dal titolo I Giochi della scuola calcio di Giuliano Rusca, nda), dei CD e del “Master allenatori”, che ancora oggi ha un’importante affluenza di pubblico». Quindi il cambio di ruolo, dal primo gennaio 2014… «Sono diventato il direttore, ho ridisegnato la rivista per tornare a quella prima fase, che è il vero DNA della rivista. Anche in un periodo dominato da internet e dall’intelligenza artificiale, nel quale basta un secondo per avere tabelle, esercitazioni e quant’altro, Il Nuovo Calcio c’è e ci sarà. La rivista certifica la qualità dei contenuti e la professionalità di chi scrive. Nel mare magnum del web non sempre è così.».

Uno scatto del master Settore Giovanile

Non solo Il Nuovo Calcio

Parallelamente alla creazione del mensile, il network INC si è sempre più allargato: parliamo ad esempio dei libri, il primo in assoluto fu La resistenza aerobica e lattacida nel calciatore dilettante e professionista scritto da Enrico Arcelli con la collaborazione di Ferretto Ferretti, che “uscì” anche dai confini nazionali grazie a una traduzione in tedesco di una giovanissima Ulrike Wachtler, diventata poi un’importante risorsa organizzativa della casa editrice. Alla carta si sono affiancate diverse “nuove” tecnologie. Dalle prime videocassette, che permettevano di unire la teoria alla forza delle immagini in movimento, ai CD, un ottimo supporto digitale prima dell’avvento del web. Non possiamo non citare, la nascita di Scienza&Sport, rivista dedicata all’approfondimento scientifico che ogni numero ospita anche contenuti dedicati al calcio. Qualche anno più tardi è nata la collana di libri Gli Indispensabili,ad oggi la più “ricca” della nostra casa editrice (conta ben 38 volumi). Senza dimenticare I Tattici, Gli Unici, I Manuali e Gli Indispensabili di Scienza&Sport.

Una storia che continua

Detto degli inizi, come non citare un percorso fatto di interviste, articoli “grandi firme” e nuovi autori che si sono messi a disposizione per partecipare all’evoluzione del movimento calcistico. Penna brillante e grande conoscitore di calcio, Cesare Barbieri, ha dato un contributo fondamentale alla “redazione” della rivista. Con lui ha mosso i primi passi Luca Bignami, oggi vicedirettore de Il Nuovo Calcio, allora giovanissimo allenatore e diplomato ISEF, che ha appreso proprio con Barbieri i primi rudimenti di giornalismo. E allora c’era anche il calcio a cinque, seguito da Rinaldo Badini. Numerosi i tecnici che hanno proseguito la storia della rivista: come non citare i “presentissimi” Max Canzi, Gianluca Andrissi, Massimo De Paoli, Alessandro Musicco e Paolo Gatti.

Il presente

Dal ritorno di Ferretti ad oggi altre firme ci hanno accompagnato nel corso dei mesi. Da Giovanni Galli e Carlo Pizzigoni, fine penna e grande conoscitore di calcio, a Matteo Callini (preparatore atletico del Milan Women),responsabile dell’area fisica della rivista. A Marco Mingardi, coordinatore per l’attività di base della rivista è subentrato Paolo Nasuto che lavora al Pisa. Tra gli autori “storici” più recenti ricordiamo Attilio Sorbi (Settore Tecnico), Vanni Sartini (ora in Canada), i gemelli Daniele (Napoli) e Fabrizio Borri (Juventus) e Andrea Bernasconi (Como).

Il recente presente è fatto anche di chi ci ha portato anche a esplorare nuove aree, come quella dei media e della comunicazione, con Paolo Viganò che per oltre 10 anni ha diretto l’area comunicazione dell’Inter, di psicologia (Isabella Croce ha preparato diversi articoli). In questo viaggio ci sono anche Alessandro Zauli,responsabile dell’area dedicata al settore agonistico della rivista, Alberto Nabiuzzi (socio e autore di articoli per le prime squadre), Michelangelo Maso e il suo gruppo di lavoro, e Mariella Lamonica, giornalista esperta di calcio, oltre a chi vi scrive, Tommaso Pirovano.

La strada continua

In un mondo che viaggia sempre più veloce, dove si tende a semplificare tutto, restiamo convinti che il valore aggiunto di una rivista come la nostra sia la possibilità di proporre sempre nuove idee ma soprattutto di fissare i concetti grazie alla possibilità data dalle parole e dalle pagine, siano queste cartacee o digitali, di cristallizzare i contenuti. Perché l’allenatore deve saper stare al passo con i tempi grazie al continuo studio, il confronto, il lasciarsi provocare… perché arricchire le proprie idee e il proprio bagaglio (non solo quello metodologico) è la base per vivere il presente guardando già al futuro dello sport che tanto amiamo. Per… scriverlo, ancora una volta, insieme.

Foto: Il Nuovo Calcio

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