fase offensiva

  • Spesso ci si imbatte in allenatori che scompongono a dismisura il gioco in tutti gli aspetti che lo compongono ed è così anche per quanto concerne la fase offensiva. Giuseppe Agostini ci propone invece un approccio differente: un percorso che parte dal concetto di smarcamento e dal suo sviluppo, per giungere poi ai princìpi individuali, che però necessitano di una interpretazione personale del giocatore che può avvenire solo grazie alle esperienze vissute dal calciatore, in contesti organizzati pensati appositamente dall’allenatore.

    Le capacità e le competenze vanno addestrate sia nel gioco che con il gioco, perché solo attraverso la sua complessità il giocatore evoluto può e deve crescere e sviluppare le competenze atte alla scoperta delle soluzioni ai problemi che gli si pongono dinanzi. Tutti questi aspetti vengono poi inseriti e sviluppati attraverso idee pratiche, ognuna delle quali si propone un obiettivo preciso da raggiungere.

  • I presupposti per allenare il possesso in precampionato e non solo: princìpi di tattica individuale e collettiva, utilizzo di partite, ovvero il mezzo più reale che esiste, semplicità.

    L’inizio della stagione concede ad ogni allenatore del settore giovanile la possibilità di stimolare i propri giocatori e sfruttarne il talento al fine di esprimere la propria idea di calcio, quella che più si addice al materiale umano a disposizione. Davide Brunello, allenatore Uefa A e tecnico del settore giovanile del Bari, nel suo articolo illustra i presupposti per allenare la fase di possesso, con indicazioni utili per il precampionato, ma non solo. Si comincia dai princìpi di tattica individuale e collettiva, passando per quello che deve accadere prima e dopo aver ricevuto la palla, per concludere con le partite, il mezzo più reale che esiste, che devono possedere caratteristiche ben precise: attenzione, collaborazione, opposizione, transizione e direzione di gioco.

  • Le soluzioni su palla ferma, siano esse punizioni centrali o laterali, direttamente calciate a rete oppure battute verso zone prestabilite, calci d’angolo e rimesse laterali sono spesso decisive per la realizzazione di una rete. Se includiamo anche i tiri dal dischetto, in questa stagione quasi un terzo dei gol sono avvenuti in questo modo.

  • Le tre possibili soluzioni per organizzare la fase offensiva secondo prìncipi e concetti chiari a tutti i calciatori. Le tre linee guide individuate sono: expansive, stretching e overloading.

    La prima, utilizzata dal Manchester City di Guardiola, si basa su un concetto molto semplice: posizionare giocatori larghissimi sul terreno di gioco per contrapporsi alla compattezza difensiva he tende a “restringere” il campo. È importante avere esterni con considerevoli peculiarità tecniche e grandi doti nell’1>1.

    L’attacco stretching, invece, adottato dal Chelsea di Antonio Conte, utilizza un maggiore scaglionamento verticale della squadre in possesso. La squadra londinese, schierata con un 3-4-3 di partenza, porta gli esterni in linea coi tre attaccanti, formando così un fronte offensivo di cinque uomini.

    L’ultima linea guida, quella overloading, ha come concetto principale quello di occupare alcuni settori con il maggiore numero di giocatori possibili, ricercando la superiorità in zona palla, per “imbucare” poi la squadra avversaria sul lato debole. Ne sono esempio i movimenti di Insigne e Callejon, in un Napoli che fa di questa strategia il suo credo.

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