Barcellona

  • La Juve gioca 30’, ha tre occasioni, ma poi subisce un castigo pesantissimo. La rete di Messi a fine primo tempo è stato il chiaro segnale che nella ripresa potesse accedere qualsiasi cosa. Purtroppo è accaduto il peggio. I tre gol fanno male, parecchio male.

    Allegri, che aveva parecchi infortunati, si era giocato bene le sue carte: 4-3-2-1, linee di passaggio chiuse, Barcellona costretto a un tiki-taka piuttosto sterile e Juve pronta a ripartire in contropiede. Insomma, una squadra fastidiosa, che in caso di disattenzione sapeva pungere.

    L’infortunio di De Sciglio e l’assenza di un sostituto di ruolo, ha cambiato il volto della gara. Allegri ha scelto di inserire Sturaro basso a destra, anche se la mossa più indicata pareva essere l’ingresso di Rugani con il passaggio alla difesa a tre (Douglas Costa e Alex Sandro avrebbero fatto gli esterni), ma così non è stato. Evidente che se Allegri non ha optato per questa soluzione avrà avuto i suoi buoni motivi.

    E ora? Ci sarà da far fronte alle polemiche perché quando una squadra abituata a vincere subisce tre gol è evidente che critica e tifosi muovano appunti. Noi, invece, vogliamo dire una: ok, il Barça è stato superiore; ok, la Juve ha avuto un autonomia di 30’ e ha pagato l’assenza dalla lista Champions di Lichsteiner, ma siamo al 12 settembre. Il tempo per recuperare non manca.

  • Se fossimo in cortile tra amici verrebbe da dire: “3-0 e tutti a casa”. Trattandosi del Barcellona, invece, serve un po’ più di circospezione, un mesetto fa questa squadra ha rimontato un 4-0 al Psg.

    Quella messa in scena dalla Juventus allo “Stadium”, però, è stata una straordinaria prova di forza: pressione alta e gol subito con un Dybala straordinario. Chiusura di tutte le linee di passaggio e grande compattezza in attesa del raddoppio dello stesso Dybala che non si è fatto attendere e poi un pizzico di sofferenza, più che altro per la difficoltà a ripartire. Buffon, nel primo tempo ha fatto una parta che vale una carriera e poco altro.

    Il 3-0 al Barcellona è la vittoria anche di Max Allegri, allenatore che fatica a entrare nel cuore dei tifosi, ma che è entrato nella testa dei giocatori, basti vedere cosa ha fatto Mandzukic sulla fascia sinistra per aiutare Alex Sandro a contenere Messi. E basti vedere l’attenzione che ci ha messo Cuadrado nel non sguarnire la fascia sulla quale Neymar avrebbe dovuto mettere in difficoltà Dani Alves.

    Vittoria su ogni fronte, in ogni zona del campo e della panchina. La Juventus ha mandato in estasi i suoi tifosi, che ora vedono veramente la semifinale. Mancano certamente 90’ di sofferenza: ma il primo tempo, nel quale il Barcellona non è mai riuscito a verticalizzare è la dimostrazione che anche con un campo più grande non sarà facile passare.

  • E’ finita 1-1, ma il Barcellona è più forte. Lo ha detto la partita di quindicina giorni fa, lo ha ribadito quella di “San Siro”: l’Inter non è ancora al livello delle più grandi d’Europa, però, è una squadra in crescita costante, sa soffrire e sa recuperare partite che sembrano perse.

    Maggior possesso palla, pressione che non ha lasciato ragionare difensori e centrocampisti, Brozovic (primaria fonte di gioco) braccato da Busquets che ancora una volta ha dimostrato di essere un elemento imprescindibile per il Barcellona, tanto possesso palla e un Suarez formato “monstre”.

    I catalani hanno fatto la partita, Handanovic è stato bravo in almeno tre occasioni e qualche altra ha sentito brividi freddi lungo la schiena. Se Skriniar e De Vrij sono stati i migliori in campo un motivo ci deve pur essere. Ma volendo guardare la parte di bicchiere (quello mezzo pieno) che compete in queste occasioni, l’Inter ha dato tutto, ha provato a giocare e ha mostrato un Brozovic che sta diventando giocatore sempre più importante. In avanti Perisic e Politano non hanno saputo graffiare come avrebbero voluto, ma davanti avevano una grande squadra.

    Il pareggio a poco dalla fine è vitale per la classifica: il Tottenham l’ha ribaltata negli ultimi 12’ e andare a Londra con tre punti di vantaggio non è cosa da poco.

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