allenamento

  • L’Inghilterra
    Il diario di bordo del viaggio di formazione degli istruttori della scuola calcio del Torino e del Varese, che sono stati in Gran Bretagna. Il primo di 2 articoli in cui si offrirà uno spaccato di quanto accade, coi più piccoli e non solo, in questa nazione. Prima puntata: l’Everton!

    Signori, si parte. Destinazione calcio. Il calcio inglese. Un’esperienza unica per provare a capire come si lavora all’estero, per toccare con mano le differenze con quello che accade in Italia. Consapevoli che tutto ciò che vedremo deve essere contestualizzato. L’idea non è certo di copiare ogni cosa che potevamo notare, ma di… imparare.

    La prima tappa del tour ha previsto la visita allo stadio dove disputa le partite casalinghe il Manchester United, il mitico Old Trafford. In un clima tipicamente inglese, dopo una rapida occhiata allo store, visitiamo il museo che raccoglie i cimeli storici del club, poi veniamo accompagnati sugli spalti, negli spogliatoi e in sala stampa. È un piacere vedere il campo dove campioni come Ibrahimovic, Pogba, Rooney, Martial giocano. E sedersi per la foto ricordo sulla panchina quest’anno di Mourinho non è male per iniziare il viaggio. Ma ora è tempo di aggiornamento vero e proprio: si va ad Halewood, dove c’è il centro sportivo dell’Everton.

    L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di maggio in edicola o in abbonamento

  • L’organizzazione e la convenienza di iniziare a insegnare le finte coi bambini dell’attività di base.

    Nel mondo del calcio è consuetudine “etichettare” ogni singolo gesto tecnico con il nome del suo “creatore”: il tiro alla Del Piero, il cucchiaio alla Totti, la punizione alla Pirlo, la finta alla Cristiano Ronaldo. Se queste etichette diventano esempi formativi di fantasia, estro e creatività, allora possiamo utilizzarle come strumento allenante per i bambini. In ogni oratorio e a ogni Open Day calcistico al quale ho partecipato, ho sempre visto i bambini indossare le magliette dei loro idoli e questo mi fa capire come le “gesta” dei calciatori famosi siano ormai alla portata di tutti, anche dei più piccoli, che iniziano così a manifestare il loro interesse per il calcio. Ogni bambino tenta di emulare il proprio idolo, non c’è dubbio; gioca e si diverte immedesimandosi in un campione famoso; cerca di “copiare” le movenze del calciatore visto in televisione. Alzi la mano chi non ha mai fatto la telecronaca di una propria azione, mentre giocava a calcio da solo o con gli amici. Io mi ricordo questa: “La palla viene passata a Van Basten... finta, controfinta, tiro e gol!” Perdonatemi, ma l’attaccante olandese era il mio idolo di gioventù.

    CHE STORIE DI CALCIO!
    Uno dei gesti che più caratterizzano un calciatore (e caratterizzavano anche le mie telecronache) è proprio la finta: la ruleta alla Zidane, il doppio passo alla Ronaldo, la “bicicletta” alla Robinho, la “Cuauhte- minha” del messicano Blanco, l’elastico alla Rivelino (poi ripreso da Ronaldinho), la giravolta di Crujiff e molte altre ancora. Il catalogo è ampio e fantasioso ed esprime tutta la creatività del calcio. Durante le telecronache (quelle dei giornalisti, non le mie...) sentiamo spesso il termine “veronica” per mettere in risalto le movenze che un calciatore utilizza per spiazzare o sbilanciare il suo diretto avversario, allo scopo di superarlo. L’espressione “fare la veronica” deriva dalle corride spagnole e indica la tradizionale mossa alla quale ricorrono i toreri al fine di ingannare i tori e matarli.

    Scopri di più sul numero di agosto: in edicola e disponibile anche attraverso abbonamento cartaceo e digitale.

  • Scegliere la metodologia globale o quella analitico-situazionale in base ai gesti da allenare. Una serie di esercitazioni utili allo scopo.

    In un momento storico particolare per il nostro calcio (eliminazione dai Mondiali, partite della nostra Serie A in cui nei 22 in campo a volte non viene schierato nemmeno un italiano...) tra le critiche più frequenti vi è quella che nei settori giovanili non si insegna più la tecnica o che bisogna fare più tecnica.

  • Come agire dopo aver superato la prima linea di pressione avversaria. L’importanza della mobilità. 

    Dopo aver costruito la nostra azione dal basso (superando la prima linea di pressione) è fondamentale gestire la palla in totale serenità nello spazio successivo, facendo muovere gli avversari e aspettando il momento giusto per sviluppare l’azione offensiva. Per rendere il tutto efficace, il concetto chiave è la mobilità dei giocatori. Reputiamo fondamentale, di conseguenza, organizzare e creare esercitazioni in cui i calciatori riconoscano una situazione e imparino attraverso questa a interpretare ciò che vivono in partita nel migliore dei modi.

    L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di febbraio in edicola o in abbonamento

  • I movimenti, le letture e i princìpi di gioco per mettere in difficoltà le difese avversarie utilizzando un attacco a tre.

    L'attaccante moderno rispetto a quanto accadeva in passato, oltre alle abilità realizzative imprescindibili per il ruolo che ricopre, deve essere anche in grado di difendere, di raccordare il gioco a ridosso della linea difensiva avversaria, di agire in spazi stretti, di leggere le dinamiche che si verificano e le situazioni dell’incontro. Questo anche per occupare e attaccare gli spazi favorevoli o liberarne altri per i compagni. Inoltre, deve soprattutto essere abile nell’adattarsi ad agire con qualsiasi sistema anche nella stessa gara, sia in fase offensiva sia in quella difensiva.

  • Questo tipo di proposte sono un mezzo utile per incrementare la forza nel giovane calciatore. Cosa dice la scienza e alcune esercitazioni divertenti ed efficaci.

  • La nascita dei giochi di posizione in allenamento è collocata negli anni novanta con Ricardo La Volpe che, in Messico, li propone per la prima volta. L’affermazione di questa metodica la si deve, però, al Barcellona di Pep Guardiola che, a partire dal 2008, ha reso celebre la filosofia che sottende questa tipologia di proposte ricercata in tutto il mondo.

  • Partendo dall’importanza delle life skills si suggerisce come interessare coi giovani calciatori l’area cognitiva, quella emotiva e la relazionale.

    Cosa sono le life skills (LS)? Il significato più corretto lo esprime forse wikipedia, definendole “competenze per la vita”. In pratica… “Sono un insieme di capacità umane acquisite tramite l’insegnamento o l’esperienza diretta che vengono usate per gestire problemi, situazioni e domande comunemente incontrate nella vita quotidiana”.

  • Gli approfondimenti de’ Il Nuovo Calcio
    È opportuno dare delle “regole” o “obiettivi” ai giovani giocatori: ricerca del filtrante tra i due giocatori, copertura dei centrali...

    I rondos sono un mezzo di allenamento che ormai ritroviamo spesso anche sui nostri campi. Venuti alla ribalta grazie alla dif
    fusione della periodizzazione tattica di stampo spagnolo, per certi versi assomigliano ai “torelli nostrani”, diversificandosi per le finalità che perseguono e per una disposizione prestabilita da parte dei giocatori, utile ad avvicinarsi a ciò che potrebbe avvenire in gara.

  • Gli speciali de’ Il Nuovo Calcio - L’allenamento della forza
    Come e perché utilizzare questo strumento da campo per migliorare in primis la forza, ma anche la coordinazione e la mobilità.

    Tra le capacità fondamentali per un giocatore di calcio la forza occupa un posto di primo piano, sia in termini prestativi sia per limitare le possibilità di infortunio. Ma quale tipo di forza è opportuno allenare per il calciatore?

  • Come utilizzare queste esercitazioni coi giocatori delle categorie agonistiche del vivaio. Pro e contro e alcune proposte pratiche.

    La traduzione letterale di Small-Sided Games (SSG) è giochi in spazi ridotti. Derivano dalle “partitelle” che tutti i bambini hanno giocato almeno una volta per strada o in cortile con i propri amici, le quali, pur non avendo regole ben definite né tantomeno arbitri e allenatori, venivano disputate su un campo più ristretto rispetto a quello regolamentare e/o con un numero minore di partecipanti. Quindi, alla domanda se gli SSG possono essere sfruttati con successo nel settore giovanile, la risposta pare ovvia. Anzi, è proprio in tale contesto che dovrebbero essere maggiormente adottati, sebbene siano importanti anche negli adulti. Gli aspetti positivi e pratici sono diversi: infatti, i calciatori, presi dalla voglia di prevalere sui propri compagni di squadra, si allenano senza risparmiarsi, migliorando sia dal punto di vista tecnico-tattico sia fisico, senza rendersene conto.

    Scopri di più sul numero di ottobre: in edicola e disponibile anche attraverso abbonamento cartaceo e digitale.

     

  • Lo sviluppo della forza è sempre stato molto importante nella programmazione del trainingdel calciatore. Negli ultimi anni, però, vi sono stati notevoli cambiamenti metodologici: si è passati da allenamenti basati esclusivamente sull’utilizzo di carichi considerevoli a proposte a corpo libero, definite “funzionali”.
    Ecco il perché di questo speciale, composto da un doppio appuntamento per scoprire insieme ai nostri esperti tutto quello che c’è da sapere sul training di forza, vista dal punto di vista prestativo e preventivo. In questo numero e sul prossimo, infatti, abbiamo preparato una serie di articoli che entreranno nei particolari di una capacità fisica fondamentale per il calciatore moderno. Sarà trattata in forma “da campo”, funzionale, sviluppata tramite la pesistica adattata, sia per gli adulti, uomini e donne, sia per i giovani. Inoltre, saranno consigliate diverse esercitazioni a carico naturale o con piccoli attrezzi.

    Le richieste in termini di attività fisica della partita sono notevolmente aumentate e, di conseguenza, sono maggiori gli sforzi da parte dei tecnici per trovare mezzi di allenamento ausiliari, che consentano di migliorare il livello della performance. Quando la preparazione fisica è diventata una componente importante dell’allenamento del calciatore moderno, inizialmente l’attenzione è stata rivolta principalmente agli aspetti aerobici. In seguito è stato applicato un approccio multidimensionale, nel quale le componenti di forza e successivamente quelle di agility hanno via via acquisito un peso sempre più rilevante. Lo studio dei fattori determinanti per l’espressione di queste qualità motorie e il loro impatto sulle prestazioni in partita è stato approfondito in modo particolare negli ultimi anni. Non sono stati però ancora del tutto chiariti alcuni elementi fondamentali, quelli che dovrebbero consentire la creazione dei programmi più efficaci. Per questo motivo, ad oggi, le scuole di pensiero e le filosofie riguardo l’allenamento della forza sono diverse. Ognuna di queste è fondata su alcune evidenze scientifiche; tuttavia, la visione d’insieme è ancora incompleta e non esiste un consenso accettato da coloro che si occupano di metodologia.

    Scopri di più sul numero di dicembre: in edicola e disponibile anche attraverso abbonamento cartaceo e digitale 

  • Quali sono le proposte pratiche più indicate per lavorare sulla forza sul terreno di gioco avvicinandosi il più possibile a ciò che avviene in gara.

    L’argomento della “forza” suscita da sempre grande interesse tra i professionisti del settore e, negli ultimi anni, la preparazione fisica ha subìto una notevole evoluzione per quanto riguarda i suoi metodi e suoi mezzi come ha spiegato Agostino Tibaudi nell’articolo introduttivo. In un calcio fatto sempre più di incontri ravvicinati, inoltre, si corre il rischio di “tralasciare” l’allenamento della forza vero e proprio, per concentrarsi maggiormente sul recupero e su una forza più di carattere preventivo. È ormai assodato, infatti, che ricercare effettivi miglioramenti di forza nei giocatori con solamente una seduta la settimana è pressoché impossibile. Le “vecchie” doppie sedute di allenamento in palestra con le macchine “isotoniche”, oggi, sono a volte sostituite da proposte funzionali. Ma funzionali a che cosa?

    Scopri di più sul numero di dicembre: in edicola e disponibile anche attraverso abbonamento cartaceo e digitale

     

Magazine in Edicola