allenamento

  • Esperienze dall’estero
    Il metodo di lavoro d’oltremanica: focus sulle strategie operative per la fascia d’età dagli 11 ai 13 anni.

    Il percorso che caratterizza la crescita di un calciatore, si sa, è un susseguirsi di emozioni. Di vittorie e di sconfitte. Di momenti più o meno “memorabili”. Tra questi, se dovessimo identificare quelli più significativi, quasi all’unanimità parleremmo dell’approdo alla categoria Esordienti. Quest’importante fase dell’attività di base (di cui rappresenta, tra l’altro, l’apice) è infatti un insieme di cambiamenti che riguardano le varie aree della personalità: sociale, psicologica, e cognitiva. Il gioco si contorna di sfumature e caratteristiche nuove, a volte inaspettate, sempre più vicine a quel tanto ambito e ammirato “calcio dei grandi”. Se per gli “Esordienti italiani” questa categoria rappresenta una fucina di novità, la corrispondente controparte britannica vive nella medesima situazione.

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  • Come allenare l’instabilità del calciatore utilizzando proposte specifiche che si rifanno direttamente ai gesti tipici della partita. Esercitazioni per migliorare equilibrio e stabilità.

    Durante le sessioni di allenamento si utilizzano spesso superfici instabili, anche con differenti gradi di instabilità, con l’obiettivo di migliorare l’equilibrio e la stabilità del gesto sportivo. L’equilibrio può essere definito come la capacità che ci permette, attraverso aggiustamenti riflessi, automatizzati o volontari, di mantenere una determinata posizione, reagendo prontamente ai possibili fattori di disturbo.

  • Perché è importante la coesione in un gruppo per ottenere degli obiettivi. Cambia qualcosa se le finalità sono diverse da quelle della vittoria? È la coesione che porta alla vittoria oppure il contrario? In questo articolo proveremo a fare chiarezza sull’argomento.

    Anni fa uscì un servizio su Repubblica… “della squadra che sognava un gol”. Questa squadra di bambini, infatti, perdeva tutte le domeniche con risultati roboanti: 11 a 0, 7 a 0, 18 a 0, 6 a 0. E mai con una rete realizzata. Dal video i bimbi raccontavano le loro partite, i genitori parlavano del campionato e di questa esperienza.

  • Quali sono le capacità da sviluppare e alcune proposte pratiche mutuate dai giochi da strada.

  • Soluzioni in fase difensiva, ma soprattutto offensiva per utilizzare in modo particolare il “muro” di solito sfruttato unicamente a protezione della propria porta.

    Una famosa citazione diceva che “L’attacco è la miglior difesa”. Si tratta di un concetto che, probabilmente, piace a molti tecnici e può fare al caso nostro anche per l’argomento che intendiamo trattare in questo scritto: la barriera. Senza l’intento di volerci sostituire ai mister dei portieri e ai numeri uno, in questo articolo vedremo alcune evoluzioni della barriera difensiva, che si è trasformata da puro dispositivo a protezione della propria porta sui calci piazzati, a soluzione per trovare il gol nei modi più fantasiosi e stravaganti.


  • Giovanni Valenti ha sottolineato l’utilizzo di questa gestualità per mettere in difficoltà gli avversari, conquistare campo e trovare il compagno libero. Nel corso dell’articolo, il nostro esperto ha evidenziato come applicare con efficacia questo principio e di quali competenze e abilità deve essere in possesso il giocatore.

  • Come operare principalmente con gli Esordienti per insegnare ai ragazzi l’importanza di guadagnare campo e mantenere tale “risultato”.

    La conquista efficace del “territorio” si determina principalmente attraverso la capacità di un giocatore o di una squadra di guadagnare campo alle spalle dell’avversario; per far sì che ciò accada, dobbiamo stimolare i nostri giocatori a scelte coraggiose, in maniera individuale attraverso una conduzione e un dribbling su un avversario, oppure grazie alla ricerca di un compagno superando la linea di pressione con una trasmissione o un lancio a scavalcare.

  • Come allenare in modo funzionale per il calciatore questa abilità.
    L'articolo "La core ability" di Giulia Simonetti è pubblicato sul numero 303. Aprile 2018. pagina 70

  • L’inizio gioco con questo sistema di gioco. Alcune peculiarità dell’organizzazione e le caratteristiche dei calciatori.

    La modalità di posizionamento in campo dei calciatori che dà luogo a un sistema deve essere finalizzata alla valorizzazione dei giocatori stessi, individualmente e collettivamente, creando degli equilibri nelle diverse zone di campo.

  • Il numero di squadre che utilizza la difesa a tre negli ultimi anni è sicuramente aumentato. Ecco che diventa importante per gli allenatori capire come sfruttare tale dislocazione per impostare al meglio l’azione. I comportamenti degli uomini vicino alla palla.

    Una delle principali ragioni per cui si sceglie di giocare con la difesa a tre è quella di avere un giocatore in più nella fase di costruzione bassa per uno scaglionamento più ampio in senso orizzontale nella prima linea di costruzione rispetto alla classica disposizione a quattro che impiega solo due giocatori (i due difensori centrali). Per questa ragione, infatti, anche nelle soluzioni a quattro, molto spesso si richiede l’abbassamento di un centrocampista o lo scivolamento di un difensore laterale per avere una prima linea con tre elementi. Per tale motivo, quindi, questo articolo è chiaramente rivolto a tutti gli allenatori che giocano con sistemi di gioco con tre difendenti, qualunque sia la disposizione in campo in fase difensiva.

    Per analizzare bene i princìpi e più comuni sviluppi della costruzione con tre difensori è essenziale capire in che modo l’intera squadra si dispone in campo per la fase di possesso, poiché i riferimenti e i movimenti variano sensibilmente a seconda della dislocazione di centrocampisti e attaccanti. Possiamo dire, generalmente, che tali soluzioni tattiche possono essere suddivise in due grandi categorie:

    - sistemi di gioco in fase offensiva con tre difensori centrali e un cen- trocampista centrale, tipici di schieramenti quali il 3-5-2, 3-3-4, 3-rombo-3;

    - sistemi di gioco in fase offensiva con tre difensori centrali e due centrocampisti centrali, caratteristici di schieramenti quali il 3-4-3, 3-4-2-1, 3-quadrilatero-3 (W-M – parleremo però di questo tipo di costruzione nel prossimo numero).

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  • Una soluzione per iniziare il gioco dalle retrovie che consente di sfruttare quasi sempre una superiorità numerica almeno di un uomo. Le opzioni di gioco centrali e sulle catene. La palla “lunga”.

    La costruzione nei sistemi di gioco con tre difensori centrali e due centrocampisti centrali si può utilizzare, quasi “naturalmente”, con il 3-4-3, il 3-4-2-1 o il 3-4-1-2, ma può essere anche il risultato di altri schieramenti, che, in fase di impostazione, trasformano l’assetto in una di queste organizzazioni. Per questo motivo, infatti, i due centrali avanzati in fase di possesso, possono essere molto spesso i due centrocampisti o addirittura i due terzini in alcune rotazioni. Il 4-3-3, usato a volte da Pep Guardiola specialmente quando era a Monaco, prevedeva questa rotazione con il mediano che si abbassava in mezzo ai due difensori e gli esterni bassi che occupavano la parte mediana del campo, andando a formare un “quadrilatero” con le due mezzali.

    L’utilizzo della 3+2 per la costruzione del gioco dà vita, quasi automaticamente, a due figure geometriche, una che garantisce la costruzione “difesa – centrocampo – attacco” e l’altra la costruzione diretta “difesa – attacco”.

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  • L’analisi della fase di non possesso per quanto concerne le squadre che si dispongono con una difesa composta da tre o cinque uomini. I vantaggi sono diversi, come la maggiore densità nella zona centrale del campo, o la grande elasticità questo sistema.

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