Il giorno di riposo

Il giorno di riposo

Quali strategie utilizzare per scegliere in maniera ottimale la giornata da dedicare al recupero.

Il giorno di riposo può risultare decisivo nella gestione della squadra e della condizione dei singoli giocatori: deve essere considerato come un valore per ciò che riguarda gli aspetti psichici, fisici e fisiologici. Agli inizi degli anni ‘90 un “vecchio” allenatore mi disse che aveva un’amante parrucchiera e si riposava il lunedì. Perché quello era il giorno di chiusura dei parrucchieri. Quindi quale era l’obiettivo? Ovviamente, il benessere psicologico del mister, che non è “poca cosa…”. A parte questo divertente excursus, la scelta deve essere contestualizzata e oggettivata, oltre che supportata da valide motivazioni. Allora, i calciatori diventeranno meno egoisti nel pretendere convenienze personali e si metteranno in gioco, adeguandosi a scelte compiute per far sì che possano esprimersi al meglio delle loro possibilità.

Le motivazioni alla base

Nella scelta del giorno dedicato al recupero bisogna tenere presente alcune regole: la decisione deve essere supportata da una valenza scientifica, una psicologica e una di crono- training. Quindi, non può essere standard nei microcicli di ogni mesociclo. Ma perché? La matrice extracellulare si rimodella ogni 6 ore e i nostri cicli circadiani si basano sul rapporto luce-buio e veglia-sonno. Ogni giorno ci adattiamo, ma siamo un sistema di sistemi che soggiace alle regole della biologia umana. Le reazioni agli stimoli e gli adattamenti sono veramente raffinati e quindi soggettivi. Ecco che vale forse la pena essere scientifici, etici e strategici nel quantificare il giorno di riposo. Ho usato “quantificare” proprio perché lo considero una parte attiva del processo della prestazione, anzi una tappa cardine. Vale sempre la pena ricordare questa semplice som- matoria: qualità della nutrizione + qualità del training + qualità del sonno = qualità prestative continuative.

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