Allenate la percezione

Allenate la percezione

Perché allenarla

La percezione è il processo mediante il quale traiamo informazioni sul mondo nel quale viviamo. Il termine percezione deriva dal latino “percìpere” che significa raccogliere, apprendere. È poi il cervello a elaborare le informazioni ricevute e ad assegnare loro un significato. Ad esempio, se guardiamo una palla allontanarsi, i nostri occhi vedranno la sfera diventare sempre più piccola, ma il nostro cervello sarà in grado di capirne il movimento e che quindi non si sta realmente rimpicciolendo. Grazie alla percezione riusciamo ad avere informazioni quali il colore, la forma, la profondità, la distanza, la dimensione, la velocità di una persona o di un oggetto.

Codificare e riconoscere questi dettagli nel modo migliore e più in fretta possibile permetterà al calciatore di destreggiarsi efficacemente sul campo durante una partita. Poiché le mutazioni in gara sono innumerevoli e repentine, il timing, la velocità con la quale si riesce a percepire le informazioni, diventa di importanza fondamentale. Potremmo infatti percepire informazioni corrette, ma se il processo avviene in modo troppo lento, la riuscita del nostro operato sarà compromessa. Allo stesso modo, catturare velocemente dei segnali senza però assegnare loro il giusto significato, rende nulla la nostra azione. È quindi essenziale abituare i ragazzi a vedere prima, vedere meglio, vedere più lontano.

Come farlo

In letteratura esistono innumerevoli proposte riguardo l’allenamento della percezione nel calcio. Solitamente vengono proposte esercitazioni in cui si utilizzano coni, delimitatori, paletti, luci a led e altri segnalatori, di vario colore, con funzione di avversario. Riteniamo questi oggetti inadeguati, in quanto vanno a creare un ambiente di gioco statico, che non varia mai durante lo svolgimento dell’esercizio. Per ricreare un contesto più simile a quello di un incontro, è preferibile utilizzare altri giocatori che si muovono nello stesso spazio, con compiti e obiettivi diversi, che creano interferenza e ostacolo.

Gli spazi mobili che si formano avranno anche durata e dimensione differenti e variabili all’interno della stessa azione, costringendo i giocatori ad adeguarsi continuamente alle circostanze. Questo ambiente sarà anche più simile a quello di gara, in cui vi sono i giocatori di due squadre (non tre o quattro colori…), in uno spazio delimitato da righe, che tentano di ostacolarsi nelle due fasi di gioco. Proponiamo quindi soltanto partite o situazioni in cui vi sono due squadre contrapposte? La risposta è no…

Cosa proporre

Le esercitazioni che seguiranno sono da considerare come esempi dai quali ricavare spunti per nuove proposte. Alla base vi sono concetti fondamentali ai quali cerchiamo di restare coerenti. Sono ad esempio la creazione di interferenza per aumentare la percezione, la ricerca di alta intensità che si avvicini il più possibile a quella della gara, il coinvolgimento mentale di tutti senza generare file o lunghe pause, un ambiente mutevole privo di giocate prestabilite che abitui a scegliere tra più opzioni e una competizione positiva che stimoli a creare un clima motivante.

L’esagono

In uno spazio come in figura 1 (esagono), giocano 8 elementi suddivisi in due squadre con un pallone per squadra. Ogni gruppo ha un giocatore posto esternamente all’esagono, su un lato libero. L’elemento in possesso deve effettuare un passaggio al compagno “fuori” e successivamente uscire posizionandosi su un lato libero (1). Chi riceve deve trasmettere la sfera al compagno meglio smarcato all’interno, quindi entrare e proporsi per dare appoggio al nuovo possessore (2). Colui che ha ricevuto orienta il proprio corpo verso il giocatore esterno per servirlo e successivamente uscire (3). I rossi svolgono lo stesso compito contemporaneamente ai blu. Il fine è quello di generare maggiore interferenza e quindi aumentare le difficoltà percettive.
Indicazioni per l’esercitazione:

  • alternare passaggi corti e lunghi, fuori e dentro la figura;
  • chi esce deve occupare uno spazio libero differente da quello che era presidiato da chi gli ha servito la sfera (dai e cambia);
  • eseguire smarcamenti in appoggio e a sostegno del possessore;
  • trasmettere palla e muoversi;
  • ricercare il terzo uomo.
L'esagono.
L’esagono e l’intercettamento

Come nell’esercitazione precedente, i giocatori blu cercano di mantenere il possesso alternando passaggi fuori e dentro all’esagono. Otterranno un punto se riusciranno a impedire ai rossi di recuperare palla e uscire dallo spazio per tutta la durata della manche (1-2’ a seconda della qualità e dell’età dei giocatori). I rossi devono invece cercare di conquistare il pallone e successivamente uscire da un lato libero dell’esagono per terminare la manche. I blu, appena persa palla, devono immediatamente attivarsi per il recupero (figura 2).
Indicazioni per l’esercitazione:

  • stimolare smarcamento e passaggi filtranti;
  • lavorare su pressione e pressing, recupero immediato della palla (transizioni);
  • incentivare marcatura e copertura.
L'esagono e l'intercettamento per allenare la percezione.
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