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Una Juve da paura. Da paura perché Pjanic, Cuadrado, Dybala, Mandzukic e Higuain tutti insieme e dal primo minuto, non si erano mai visti. Perché tanta qualità insieme può sortire un effetto solo: terrorizzare gli avversari. E la Lazio non ha neppure iniziato a giocare, perché i due gol che hanno deciso la gara sono giunti nei primi 16’. Una mazzata sulla partita, un segnale al campionato.

Ormai è evidente: per battere la Juventus, serve giocare a un ritmo indiavolato, l’intensità deve essere massima, ma se il ritmo lo sceglie la squadra di Allegri non c’è nulla da fare. Tutto ciò è chiaro sia in casa bianconera, sia tra gli avversari.

La Lazio è stata letteralmente aggredita, ha iniziato a ragionare solamente quando la Juventus ha leggermente abbassato il ritmo. In pratica quando le è stato concesso.

La prova di forza, che va oltre la vittoria, si è resa necessaria, perché nella serata di sabato il Napoli ha disputa una gara straordinaria contro il Milan. Non è stato dominio totale, perché il Milan a fine primo tempo e per una ventina di minuti del secondo ha comandato la partita, ma la sicurezza e i principi di gioco del Napoli si sono visti a lungo.

Sarri ha creato una “squadra” nel senso più completo del termine: chiunque vada in campo non fa rimpiangere l’assente o chi è uscito dal campo. Gli effetti collaterali della tanto temuta “Coppa d’Africa” al momento non si vedono. A Napoli si sogna, perché giocando così nessun traguardo è precluso.

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