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E’ nato a Calcinate, perché l’ospedale è li. Ma abita a Gorlago. E quando pochi anni dopo la fine della Guerra si nasceva in casa, nella piccola località della bergamasca, a Gorlago è nato Beppe Savoldi. Anzi, sono nati i fratelli Savoldi: “Titti” che ha giocato anche nella Juventus e Beppe, appunto, attaccante che negli Anni ’70 fu ceduto dal Bologna al Napoli per 2 miliardi di lire (record per l’epoca).

Andrea Belotti, per tutti il “Gallo” per via dell’esultanza suggeritagli da un amico, è il capocannoniere della Serie A, ma questo passa in secondo piano, davanti all’impressionante numero gol messi a segno nel 2016. Andrea, dopo averne realizzato solo uno con la maglia del Toro nel 2015, appena è il cambiato calendario ha preso a infilzare i portieri: 11 reti nella seconda parte della scorsa stagione, già quattro in questa, con il neo di due calci di rigore falliti.

Quando l’Albinoleffe lo cedette al Palermo, in molti dissero che quel ragazzo aveva le qualità per fare bene, per diventare forte, per segnare anche in Serie A. Discorsi, che ho sentito molte volte, dei quali diffido. Ma piano piano, Belotti ha dimostrato che quanto si diceva sul suo conto era vero: gol e silenzio, perché Iachini lo rispediva in panchina dopo ogni rete segnata. In panchina a guardare cosa facevano i compagni più esperti. Più pronti. E, perché no: più bravi.

Gol e silenzio. Zero polemiche. Belotti, fisico da ariete, ha nel repertorio colpo di testa e opportunismo, capacità acrobatiche e difesa della palla, senza dimenticare un tiro non proprio tenero. C’era chi lo voleva all’Europeo, ma Conte ha preferito puntare su chi già aveva lavorato con lui, ma la chiamata in Nazionale era solo questione di tempo. Da oggi si comincia!

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