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Mercato chiuso e bocce ferme. Ora la Serie A ha un volto definitivo (almeno fino a fine dicembre) e non è difficile pronosticare la Juventus vincitrice dello scudetto. C’è chi si lamenta per la cessione di Pogba, ma l’arrivo di Pjanic e la fisicità di Lemina, uniti al rientro di Marchisio e la personalità di Khedira (al quale auguriamo di non infortunarsi più) fanno del centrocampo di Allegri un reparto che non dovrebbe pagare più di tanto la cessione del francese allo United. L’attacco, poi, è unico: Higuain più Dybala, che a Barcellona hanno battezzato erede di Messi.

Alle spalle della Juve, l’ingresso in Champions dovrebbero contenderselo Napoli, Roma e Inter, con le prime due in vantaggio sulla squadra di De Boer, perché il progetto tattico dell’Inter è in netto ritardo rispetto a quello degli avversari. Il Napoli potrà puntare veramente in alto quando sarà definitivamente alle spalle la sindrome d’accerchiamento che ha caratterizzato l’estate: Maksimovic per la difesa, Giaccherini, Zielinski, Diawara e Rog per il centrocampo e Milik per l’attacco sono ottimi innesti. La garanzia, comunque, è Sarri. Diverso il discorso della Roma, che ha il sapore di un’incompiuta: l’eliminazione dalla Champions per evidenti colpe proprie è costata lo stop al mercato e alla ricerca del centrocampista. Detto dell’Inter che va rimodulata, il Milan, invece, sembra essere solo una fotocopia della squadra dell’anno scorso, fortunatamente è rimasto Bacca, mentre la società ha alzato il muro davanti a Donnarumma e Romagnoli. Ora sono arrivati i soldi, certo fuori tempo massimo per il mercato, ma per spendere si è sempre in tempo. L’importante è spendere bene. Anche la Fiorentina, contrariamente al Sassuolo, ha fatto un passo indietro. Corvino, causa spese pregresse, ha dovuto pensare solo sui giovani (cosa che ama fare), mentre l’oculata gestione del Sassuolo ha regalato a Di Francesco una squadra che potrebbe puntare al quarto o al quinto posto.

Anche il Torino ha una rosa ambiziosa, a patto che gli infortuni non turbino il lavoro di Mihajlovic e pure Simone Inzaghi sembra poter far bene con un gruppo troppo sottovalutato.

Il Crotone è meno competitivo di altre squadre, ma prima di parlare è bene attendere; perché anche l’Atalanta balbetta, ma ha tutto per risollevarsi. Piace il Pescara, che ha provato anche a inserire nomi importanti, proprio come il Cagliari, che non sembra destinato a soffrire.

Da decifrare Sampdoria e Udinese, con il Palermo che convince Zamparini, ma non Ballardini che ha mollato la patata bollente nelle mani di De Zerbi.

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