News
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

La Finestra su Scienza&Sport. Il moderno modello da applicare per ottenere il ritorno allo sport dopo infortunio si basa su un approccio bio-psico-sociale, dotato di una sua complessità che comporta necessariamente un lavoro d’équipe. Il confine tra la riabilitazione e il ritorno alla prestazione dipende dalle competenze dei singoli componenti dell’équipe e dagli spazi a disposizione.


Gli infortuni sono eventi relativamente frequenti nella vita di ogni sportivo e possono manife- starsi come conseguenza di traumi diretti o indiretti. Sulla base dell’assenza dagli allena- menti e/o dalle competizioni, la gravità di un infortunio è definita attraverso un criterio temporale:
1. minima (assenza inferiore a 3 giorni);
2. lieve (assenza compresa tra 4 e 7 giorni):
3. moderata (assenza compresa tra 1 e 4 settimane);
4. grave (assenza superiore alle 4 settimane – Fuller et al., 2006).In effetti, un infortunio costringe l’atleta a modificare i suoi programmi di allenamento e può avere importanti conseguenze in termini di ri- sultati agonistici, che possono andare ben oltre la durata di una singola stagione. Se da un lato c’è accordo tra gli addetti ai lavori sulla definizione della gravità degli infortuni, dall’altro vi sono ancora molte discussioni sui criteri da osservare per garantire il ritorno allo sport in sicurezza, prevenendo le ricadute o i re-infortuni. Inoltre, l’evoluzione delle conoscenze, le evidenze scientifiche, gli studi epidemiologici e in particolare le ricerche sui re-infortuni, nonché l’introduzione di nuove apparecchiature e metodologie, hanno modificato l’approccio al recupero funzionale dello sportivo post infortunio, che oggi non può più prescindere da un modello bio-psico- socia- le.

Le fasi del recupero funzionale
Tale modello si attua in sei fasi successive, che sono qui elencate a scopo puramente didattico, ciascuna caratterizzata da specifici obiettivi, da raggiungere progressivamente durante il percorso di recupero funzionale, superando così il concetto ormai obsoleto dei tempi di recupero, che saranno poi eventualmente calcolati a posteriori. Ecco i sei momenti:
fase 1: riduzione dell’infiammazione, del dolore;
fase 2: recupero dell’articolarità;
fase 3: recupero delle capacità di forza massima e di forza resistente;
fase 4: recupero della pro-priocettività e della coordinazione;
fase 5: recupero della gestualità specifica;
fase 6: prevenzione del re-infortunio.

Il modello prevede la guarigione biologica del tessuto o dell’organo lesionato, che è il presupposto per il recupero delle funzioni del tessuto, dell’organo, del sistema, dell’apparto, dell’intero organismo, fino al reinserimento dell’atleta nel tessuto sociale di appartenenza, cosa che potrà avvenire solo ricostruendo la sua integrità psicofisica.

Scopri di più sul numero di maggio: in edicola e disponibile anche attraverso abbonamento cartaceo o digitale

Magazine in Edicola