Si è spento nella giornata di ieri, domenica 2 novembre, Giovanni Galeone, allenatore punto di riferimento di tantissimi addetti ai lavori, incarnava i valori del calcio “libero”. Puntava sul coraggio, sul saper osare, ma anche sulla saggezza, non a caso è stato definito come uno degli ultimi filosofi del calcio, perché “il calcio è un linguaggio dove la forma ha lo stesso valore del risultato”.
Anche il nostro collaboratore Alessandro Zauli, “enciclopedia” vivente di questo mondo, memoria integerrima, ha voluto ricordare il compianto allenatore.
“Giovanni Galeone scomparso domenica scorsa all’età di 84 anni, faceva parte di quel gruppo di allenatori innovatori, che all’inizio degli anni ’80 si palesò nel calcio professionistico.
Oltre al capostipite Arrigo Sacchi, Galeone si univa ai nomi di Zdenek Zeman, Eugenio Fascetti, Enrico Catuzzi e sicuramente ne dimentico altri.
Parlare solo dei 4 campionati di serie B vinti da Galeone sarebbe estremamente riduttivo, in realtà lui fa parte di quella rara categoria di persone che creano uno stile.
Massimiliano Allegri lo considera il suo mentore e Giampiero Gasperini ne lodava la cultura del gioco che inculava nei giocatori.
Oltre al tecnico, Galeone era una persona godibilissima, innamorato della vita e dei suoi tanti aspetti”.
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