Euro 2020

  • Per la prima fase di Euro 2020, la Nazionale ha trovato nell’urna del sorteggio di Bucarest: Galles, Turchia e Svizzera. Meglio di quanto non sia capitato alla Germania, che nel suo girone si è ritrovata Francia e Portogallo.

    Giocheremo il 12 giugno alle 21 contro la Turchia (questa sarà pure la gara inaugurale della manifestazione), il 17 giugno sempre alle 21 contro la Svizzera, prima di chiudere il 21 giugno alle 18 contro il Galles. Essendo l’Italia una delle nazioni ospitanti dell’Europeo itinerante studiato e voluto da Michel Platini, giocheremo sempre a Roma, trasferendoci ad Amsterdam o Londra per gli ottavi di finale (se ci qualificheremo).

    Che l’Italia punti in alto è evidente, c’è la volontà di cancellare la mancata partecipazione al Mondiale e a spingere gli azzurri c’è pure il percorso netto delle qualificazioni. La verità è che Galles, Svizzera e Turchia non sono avversari impossibili, che giocando in casa dovremmo garantirci il primo posto e che pure l’avversario degli ottavi (se Belgio e Olanda non scivoleranno su qualche buccia di banana) è abbordabile.

    Scrivi Galles e pensi a Balee Ramsay, ma la squadra non è all’altezza dei due giocatori di Real Madrid e Juventus; la Svizzera vista alle qualificazioni ha perso qualcosa rispetto a due anni fa, mentre è la Turchia di Demiral, Under e Calhanoglu, uniti ai giovani a disposizione di Senol Gumes la squadra più quadrata e temuta da Mancini. Ma noi giochiamo in casa e non possiamo tradire. C’è chi ha detto che l’Europeo è un gran traguardo, ma il vero obiettivo è il Mondiale 2022. Probabilmente è verità, ma quando si gioca lo si fa sempre per vincere. E, questa Nazionale che ha riconquistato gli italiani ha il dovere morale di farlo.

  • Euro 2020, la manifestazione più rivoluzionaria della Storia, organizzata da Michel Platini, con partite in 12 stati differenti, sarà posticipata di un anno. E perché? Troppo facile rispondere a causa del Coronavirus.

    La risposta è un’altra: i club che pagano i calciatori e che formano i campioni del futuro devono concludere i loro campionati. Senza il termine dei tornei nazionali, con possibili fallimenti a ripetizione rischieremmo di non vedere più Europei e Mondiali. E pure la Champions sarebbe meno attraente e coinvolgente (oltre che redditizia) di quanto lo sia oggi. La Champions vale poco meno l’NBA, il massimo spettacolo che lo sport possa offrire.

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