editoriale

  • Archiviato il Mondiale Russia 2018 con la seconda “stella” per la Francia, in questo mese inizierà il 117 campionato italiano con un sapore e un’aspettativa particolari. Vi sarà infatti il debutto del 5 volte pallone d’oro, vincitore di 3 Champions consecutive (5 totali), colui che è considerato attualmente il giocatore più forte al mondo, Cristiano Ronaldo. L’acquisto da parte della Juventus del campione portoghese, al di là dei valori tecnici che la renderà ancora più favorita per la corsa allo scudetto e, per alcuni, anche per la Champions, avrà una ricaduta importante su tutto il movimento calcistico italiano. Sia a livello economico sia di immagine. Infatti, con tale mossa abbiamo l’opportunità di riavvicinarci a tornei seguitissimi come quello inglese e spagnolo. E a primeggiare in Europa. Questo grazie anche al rientro in Italia di un tecnico del calibro di Carlo Ancelotti e a quattro squadre in Champions.

  • 7 giugno ore 21.00, Parco dei Principi (Parigi), Francia - Corea del Sud; 16 giugno ore 18.30, Mapei Stadium (Reggio Emilia), Polonia - Belgio. Questi i due match inaugurali dei Mondiali femminili e degli Europei under 21, che ci vedranno protagonisti a giugno, un mese tutto azzurro! Nel primo caso torniamo a partecipare a un Mondiale dopo 20 anni, a dimostrazione della crescita e dei progressi del movimento femminile nel nostro paese. Il campionato è stato sicuramente avvincente, tre squadre che fino all’ultima giornata hanno lottato per lo scudetto, con la Juventus di Rita Guarino che, sul filo di lana, ha avuto la meglio sulla Fiorentina e sul Milan, oltre a conquistare la Coppa Italia. E dall’anno prossimo il torneo sarà ancora più competitivo con l’arrivo dell’Inter, che ha dominato la Serie B, ottenendo una meritata promozione. Ora, però spetta alla Nazionale guidata da Milena Bertolini (la sua intervista a pagina 6) il compito di ben figurare alla rassegna iridata. L’esordio sarà domenica 9 giugno contro la temibile Australia. Forza ragazze!

    Poco più di una settimana dopo, partiranno gli Europei under 21, che abbiamo vinto per ben 5 volte nella storia. Per la prima volta saremo il paese ospitante: gli azzurri di Gigi Di Biagio esordiranno a Bologna alle 21.00 del 16 giugno contro una delle favorite, la Spagna. E il nostro girone è di tutto rispetto, oltre alle furie rosse, il Belgio e la Polonia. Forza ragazzi!
    Per colorare ancora di più di azzurro questi trenta giorni, vi saranno anche due incontri di qualificazione per l’Europeo della Nazionale maggiore: il primo contro la Grecia (8 giugno, Atene), nel secondo sarà la Bosnia il nostro avversario (11 giugno, Torino).

  • In questo secondo numero dell’anno vi proponiamo il primo dei nostri consueti “speciali” di approfondimento sulle tematiche più attuali dell’allenamento calcistico. È dedicato ai bambini più piccoli che si avvicinano al calcio, parliamo di quelli dell’attività di base, e ai loro allenatori, che – per operare in questo settore – devono avere conoscenze e competenze di altissimo livello. Il tema è stato affrontato a 360°, incentrando l’attenzione prima sul movimento e sul gioco, poi sugli aspetti prettamente tecnici.

  • In questi ultimi anni vi è stata un po’ di “confusione” sull’allenamento fisico del calciatore o su cosa poteva essere importante da questo punto di vista. Il modello prestativo ha preso sempre più piede nelle scelte metodologiche di allenatori e preparatori. Questo è avvenuto ed è stato possibile anche grazie alle nuove tecnologie, più accurate che mai, vedi i GPS. In poco tempo si è passati da quelli a 1 Hertz (poco precisi, il giocatore sembrava correre sul tetto dello stadio) a quelli attuali a 50 Hertz, che forniscono “numeri” molto attendibili e garantiscono un controllo real time della performance del calciatore. Senza dimenticare le video analisi con tanto di dati fisici. In alcuni casi, tutto questo ha portato a trascurare un altro modello fondamentale per la preparazione del calciatore, quello fisiologico. Il primo (prestativo) pone infatti l’attenzione sul carico esterno (km percorsi, distanze, accelerazioni, decelerazioni, cambi di direzione… e via dicendo), il secondo (fisiologico) su quello interno, ovvero quanto succede “dentro il corpo che si allena” (frequenza cardiaca, soglie di lavoro, produzione di lattato, carico neuro-muscolare…).

  • In quest’ultimo numero dell’anno abbiamo pensato di preparare un ricco speciale per chi lavora, con passione, amore e sacrificio, nelle categorie dilettantistiche, dalla Serie D alla Terza. Tecnici che sottraggono, in molti casi, il loro tempo alla propria attività o ai propri cari per allenare in strutture non sempre ottimali, il più delle volte nel tardo pomeriggio oppure – molto frequentemente – col buio della sera. Senza dimenticare la partita settimanale di domenica, giornata tradizionalmente dedicata alla famiglia. Cosa li spinge? Sicuramente quei tre termini che abbiamo scritto in “grassetto”, insieme ai sentimenti che provano per lo sport che avranno praticato da giovani o di cui sono da sempre innamorati. Per loro, per il nostro “zoccolo duro” di lettori che ci segue mensilmente ed è cresciuto con noi tenendosi costantemente aggiornato, abbiamo pensato un significativo approfondimento, che mira a chiarire tutti i concetti – gestionali, tecnico-tattici, fisici… – correlati all’attività di allenatore. Abbiamo raccolto il parere di diversi tecnici / preparatori con un passato o un presente nei dilettanti, i quali ci hanno fornito le loro considerazioni. Tre mister (coadiuvati dallo staff), poi, hanno preparato tre differenti settimane abbastanza usuali in questo mondo, che prevedono 4, 3 e 2 sedute oltre alla partita domenicale. Il tutto con esercitazioni e spunti operativi. Infine, i consigli nutrizionali di Elena Casiraghi (a proposito, non perdete il suo libro sull’argomento) e quelli da “007” di Alessandro Zauli, che illustra la convenienza di studiare pure nei dilettanti gli avversari.

  • “È scarso. Fuori dalla squadra a 8 anni”. Approfitto di questo titolo apparso su un giornale di larga tiratura e rimbalzato sui social per una riflessione sull’argomento, che non vuole giudicare né l’operato del club né il giustizialismo mediatico da parte di molti. Una decisione del genere certamente fa pensare perché il protagonista è un bimbo molto piccolo, nel testo si dice del 2011, quindi della categoria Primi Calci. E fare selezione a questa età, oltre a trascurare gli aspetti socio-educativi e pedagogici, presenta un’alta possibilità di errore nelle valutazioni considerando la logica prospettiva a lungo termine. Certo, ogni società ha il diritto di definire la propria mission e gli obiettivi che vuole perseguire, che possono includere pure una selezione così anticipata.

  • Questo dovrebbe essere il sogno di tutti i tifosi italiani, non solo quelli della Juventus (che affronterà il Real) e della Roma (contrapposta al Barcellona): sarebbe un motivo di orgoglio avere due squadre nelle semifinali della Champions. Se è vero che portarne due ai quarti è già un successo per nostro calcio attuale (non succedeva dal 2007, 11 anni), sarebbe qualcosa di unico avere due semifinaliste: l’ultima volta è stata nella stagione 2002-03 con addirittura Milan, Inter e Juventus. Altri tempi! Tutto ciò però non deve farci illudere di aver risolto i problemi del calcio italiano grazie alle prestazioni di Juve e Roma, oltre a quelle della Lazio in Europa League. A tal proposito, a febbraio avevo risposto con piacere a una riflessione di un nostro lettore, Davide Ponzi, che sottolineava – tra le tante cose – l’importanza di un metodo condiviso per formare giovani giocatori. Per quanto mi riguarda, avevo invece posto l’accento sul numero di ore di movimento delle nuove generazioni che, purtroppo, paragonato al passato, ad altre discipline sportive e pure a realtà calcistiche straniere, non stimolano il miglioramento delle abilità motorie di base nei bambini / adolescenti di oggi. A queste considerazioni si aggiungono quelle giunte in redazione di un nostro storico collaboratore, Alessandro Zauli, che da più di trent’anni si occupa di settore giovanile. Vi proponiamo di seguito un sunto della sua “lettera”.
    Ferretto Ferretto

  • Approfondire significa andare nel “profondo” delle cose. Vuol dire cercare di capire il “nocciolo” della questione in modo da allargare le proprie conoscenze ed essere, di conseguenza, più competenti. E questa è sempre stata una delle “missioni” della nostra rivista, portata avanti con gli articoli su queste pagine, con i libri, con gli incontri di aggiornamento. Per lavorare al meglio è poi importante comprendere i temi più dibattuti del momento, quelli che necessitano di essere “indagati” perché – per varie motivazioni – possono essere circondati da un po’ di confusione. E uno degli argomenti che in questo periodo si presta è quello collegato all’allenamento fisico del calciatore, cui abbiamo dedicato diverse pagine in questo numero. Infatti, ultimamente, è stata messa da parte la fisiologia del training – che è inequivocabile e ricca di certezze – per rincorrere le mode del momento, copiando acriticamente i top club: parliamo dell’allenamento esclusivo con palla per stimolare tutte le qualità fisiche del giocatore. Se questo modo di operare può avere anche una logica ad alto livello per diverse motivazioni, nei dilettanti non può essere così: la corsa e il lavoro a secco sono assolutamente efficaci e non devono essere cancellati dalle sedute. Per entrare nei dettagli e nei perché di tale affermazione, oltre a un articolo che ho scritto in prima persona, abbiamo intervistato undici preparatori di altissimo livello che hanno analizzato la situazione, mentre Ermanno Rampinini ha chiarito “cosa dice la scienza” in merito. Si deve fare un passo indietro (o avanti?) per fare realmente il bene di chi alleniamo. A tal proposito, gli estremismi – come ho sempre sostenuto – devono essere presi con le “pinze”. Cosa che mi confermano anche diversi allenatori durante incontri o colloqui: l’integrazione con proposte senza palla è assolutamente positiva.

  • Cari lettori, abbiamo voluto dedicare la prima uscita, copertina compresa, del 2020, quella della 30esima “stagione” della nostra rivista, al calcio femminile. Un movimento in grande espansione come lo dimostrano i numeri. Per citarne uno solo, le tesserate in Italia hanno avuto nel 2018 un incremento del 9% rispetto al 2017, aspetto che certifica un sempre maggior interesse e partecipazione.

    La novità del 2020, poi, sarà l’avvento del professionismo delle calciatrici: a dicembre infatti la Commissione Bilancio al Senato ha approvato un emendamento che agevola società e federazione al passaggio a questo nuovo status. Oltre alla copertina, quattro sono gli articoli che entrano nei dettagli della situazione attuale: si va dai numeri significativi della World Cup all’intervista a un’icona del calcio femminile italiano, Carolina Morace, con due approfondimenti sull’attivazione pre-allenamento e sulla prevenzione degli infortuni. A tal proposito, ci tengo a sottolineare che il calcio femminile non deve essere paragonato al maschile come non avviene per le altre discipline sportive. Lo sport femminile deve essere visto, giudicato e apprezzato per quello che è, senza inutili confronti.

    Con il nuovo anno abbiamo anche voluto una veste grafica più moderna per la nostra rivista perché i bei contenuti devono essere ben presentati: ringrazio quindi Edoardo Nava e l’ufficio grafico per le soluzioni ideate. Ma non abbiamo finito con le novità: prendendo liberamente spunto dalla “storica” frase di José Mourinho “Chi sa solo di calcio, non sa niente di calcio”, abbiamo preparato una rubrica nella quale sarà possibile leggere i contenuti più svariati, dalle interviste a personaggi fuori dal nostro mondo (in questo numero quella a Linus) al Best 5 (iniziamo con le cinque paure più frequenti), passando per tante altre curiosità.

    Naturalmente la mission de Il Nuovo Calcio rimane invariata: ogni allenatore, di qualunque categoria, può trovare articoli di tecnica, tattica, allenamento, metodologia, preparazione fisica, psicologia… per giovani, bambini e adulti. Tutti scritti da autori di assoluta competenza e “nome”. Infine, anche nel 2020 si terrà il nostro ormai consueto convegno, in collaborazione con la rivista Scienza&Sport, sull’allenamento nel calcio: la data da appuntare sull’agenda è quella di sabato 28 marzo. Si svolgerà a Milano presso l’Hotel Sheraton (zona San Siro). Sul prossimo numero tutte le informazioni per iscriversi e i prestigiosi relatori.

  • Siamo quasi arrivati alla fine dell’anno solare, ma chi si occupa di calcio sa che è solo a metà percorso. Il girone di andata sta per terminare, si tirano le prime somme, il mercato di riparazione potrebbe consegnare a ogni mister nuovi giocatori per rinforzare la rosa e il periodo di pausa dalle competizioni è ormai vicino. Questo “stop” di varia durata in base alle categorie e alle diverse regioni italiane è un momento il più delle volte da utilizzare per mettere a punto il motore della propria squadra, sia dal punto di vista tecnico-tattico che da quello fisico. Questa sosta, però, deve essere ben ponderata e non può essere pensata da tutti come una “seconda preparazione” in quanto vi sono dei parametri che ogni staff deve verificare, primo tra tutti la sua reale durata.

  • Dopo l’approfondimento dedicato all’attività di base dello scorso numero, abbiamo pensato di ripetere un’iniziativa che ha riscosso un notevole interesse in voi lettori, ovvero una serie di esercitazioni studiate per chi allena gli adulti. Negli ultimi 5 anni è la terza volta che vi proponiamo un’idea del genere, la prima nel 2014 e ha coinvolto tecnici quali Rino Gattuso, Diego Lopez, Roberto Stellone, Renzo Ulivieri e Stefano Vecchi come autori degli esercizi; la seconda ha visto protagonisti tra gli altri Cristian Brocchi, Cristian Bucchi, Antonio Cincotta, Alessandro Dal Canto e Stefano Sottili. Era il 2016. In questo mese invece hanno scritto per voi in rigoroso ordine alfabetico Roberto Boscaglia, Fabio Celestini, Aimo Diana, Agenore Maurizi, Massimo Pavanel, William Viali, Sergio Volpi e Paolo Zanetti. Si tratta di proposte pratiche per i diversi temi di allenamento, dai riscaldamenti alla costruzione dal basso, dalle transizioni alla riaggressione a palla persa, da cui ogni tecnico può prendere spunto per crearne di nuove e adattarle alla realtà in cui lavora.

    Oltre a questo speciale, sempre per gli adulti sottolineo due articoli di allenamento fisico, riferiti al miglioramento delle qualità aerobiche, con e senza palla, e alla prevenzione per il distretto degli hamstring, cui seguirà l’ormai consueto video visibile sul nostro sito e sui social. Il tutto a cura di Simone Lorieri.

    Nel mese di marzo c’è anche un appuntamento da non perdere: sabato 16, infatti, dalle ore 9.00 presso l’Hotel Melià di Milano, si terrà il quarto Convegno organizzato dalla rivista Scienza&Sport in collaborazione con Il Nuovo Calcio. Il titolo è “L’allenamento metabolico nel calcio. Dalla corsa continua agli small-sided games”, un argomento tra i più sentiti a qualsiasi livello, dai professionisti ai dilettanti, dagli adulti ai giovani. A pagina 12 tutte le informazioni per partecipare. Affrettatevi, ad oggi ci sono ancora alcuni posti disponibili. In occasione di questo evento, sarà presentato anche l’Indispensabile numero 17, curato da Italo Sannicandro e Giacomo Cofano: il libro, Small-sided Games 2, è la logica continuazione del primo testo edito nel 2015. Evidenzierà tutte le novità emerse in questo periodo sull’argomento, presentando oltre 80 proposte pratiche di pronto utilizzo.

  • Il titolo dell’editoriale richiama l’argomento del terzo convegno di Scienza&Sport, organizzato in collaborazione con Il Nuovo Calcio, che si svolgerà il 17 marzo a Milano, presso l’hotel Melià in via Masaccio 19 (per iscriversi e ulteriori indicazioni QUI). Prevenire l’insorgenza della fatica e recuperare prima possibile dopo una gara o un allenamento sono due tra gli obiettivi che qualsiasi allenatore o preparatore deve assolutamente porsi. Questo discorso non può essere preso alla leggera perché un giocatore “che sta bene” avrà sicuramente prestazioni ottimali e correrà meno rischi di infortunio. Per fare questo non si può agire per “sentito dire” o scimmiottare senza costrutto quello che fanno i top club, ma bisogna basare il proprio intervento “su ciò che dice la scienza” per arrivare con cognizione alla pratica da campo. Interverranno al nostro evento Ermanno Rampinini (Human Performance Lab Mapei Sport), Maurizio Fanchini (preparatore atletico del Sassuolo), Antonio Gualtieri (Sport Science Juventus), Giambattista Venturati (preparatore atletico professionista, ha lavorato 16 anni con Cesare Prandelli compreso il periodo in Nazionale), Luca Gatteschi (medico Nazionale U21), Alberto Dolci (Professore di Biochimica Clinica, collabora con MilanLab) e Giorgio Da Lozzo (Strength and Conditioning Coach Benetton Rugby). Tutti i concetti sopra esposti, poi, sono evidenziati perfettamente nel nuovo libro di Ermanno Rampinini “La fatica nel calcio. Origine, effetti e strategie preventive”.

    Venendo a questo numero, vorrei sottolineare l’ingresso, accanto a storici collaboratori, di nuovi autori, tutti “certificati” e tra l’altro con esperienze pluriennali in società professionistiche. Ad esempio, per gli adulti, oltre a Fulvio Fiorin (“I giochi di posizione” il suo articolo), che ad aprile coordinerà uno speciale da non perdere sulle palle inattive, vi sono due allenatori Uefa Pro come Agenore Maurizi e Giancarlo Riolfo. Tra i giovani, Andrea Biffi (ora al Lugano ma per anni all’Atalanta e al Milan) fa seguito al suo primo articolo sull’1>1 parlando di collaborazione per i più piccoli; Giovanni Valenti (Juventus) toccherà il tema dei princìpi di gioco coi giovani; Andrea Zandonai (Parma) quello delle situazioni semplici per gli Esordienti. E poi tanto altro, sempre nell’ottica di dare una pluralità di informazione e contenuti.

    Concludo questo editoriale ricordando che nello scorso mese abbiamo pubblicato due scritti “interattivi”, ovvero due articoli che hanno un seguito sul nostro sito e sui social grazie a dei video in cui gli autori mostravano l’esecuzione corretta di alcune proposte fisiche. La dimostrazione aiuta senza alcun dubbio ad avere chiari alcuni particolari. E Simone Lorieri continua su questa linea presentando diversi esercizi di pliometria, sia in campo sia in palestra.
    Infine, siamo quasi pronti per i nostri due appuntamenti canonici con l’aggiornamento, i due Master per settore giovanile e prime squadre: si terranno sempre al Museo del Calcio e sui campi del Centro Tecnico di Coverciano il 23-24 giugno (giovani) e il 30 giugno-1 luglio (adulti). Sul prossimo numero i prestigiosi relatori che saranno presenti e le indicazioni per l’iscrizione.

  • A dicembre, in un nostro speciale, abbiamo dato diverse indicazioni su come gestire la sosta invernale, che per qualcuno di voi è ancora – per poco – “in essere”. Sosta che in realtà, per la maggior parte delle squadre, è breve e non deve essere vissuta come una “seconda preparazione”. Infatti, non manca molto alla prima gara di campionato. E bisogna ripartire ancora con più entusiasmo per un girone di ritorno sicuramente decisivo. Per questo motivo vi abbiamo preparato un numero in cui chiunque può trovare qualcosa di utile a perfezionare alcuni particolariche potrebbero risultare vincenti a lungo andare.

  • Ve ne renderete conto leggendo la rivista: non abbiamo fatto nessun riferimento a quanto successo nei massimi campionati maschile e femminile, nemmeno sui risultati delle italiane in Europa. È stata una scelta forzata, dettata dalla tempistica di lavorazione, non certo per scarsa considerazione nei confronti di chi ha terminato la stagione vincendo o raggiungendo gli obiettivi prefissati. Comunque, il nostro non è un giornale di stretta attualità, ma un mensile che vuole fare “cultura calcistica”. Ecco quindi che abbiamo confezionato, forse ancor più che il solito, un numero ricco di articoli per tutti coloro che scendono in campo come tecnici, preparatori e allenatori dei portieri, nelle varie categorie, dall’attività di base agli adulti.

  • In questo numero, da pagina 76, abbiamo preparato un approfondimento sui bambini che iniziano la loro attività calcistica, i Piccoli Amici. All’interno, oltre alle indicazioni di una psicologa, alla spiegazione dell’importanza del gioco e a diverse proposte pratiche, ci siamo posti una domanda: quale tecnica per i più piccoli?

  • Perché leggere Il Nuovo Calcio in un periodo storico in cui, con un click, si può trovare tutto su internet? Mi sono posto diverse volte questa domanda e me lo chiedo ancora adesso che siamo arrivati al prestigioso traguardo dei 300 numeri. La risposta è data sicuramente dall’obiettivo principale della rivista: promuovere la cultura e il confronto nel mondo del calcio grazie ad articoli dai contenuti certificati, scritti da autori competenti, che si mettono in gioco e provano a illustrare il loro modo di intendere e proporre calcio.

  • Agosto è sempre stato il mese dell’avvio della preparazione. Nei primi giorni partivano le squadre delle categorie più alte tra i dilettanti, successivamente tutte le altre. I professionisti sudavano già da tempo. I giovani si apprestavano a incominciare, mentre a settembre c’erano i primi allenamenti della stagione per l’attività di base. Di conseguenza luglio era il mese delle “riflessioni” e delle pianificazioni (e via di tabelle e programmi) per i tecnici degli adulti, mentre per i mister dei giovani i piani operativi venivano posticipati di una trentina di giorni. Ma il “virus” ha stravolto un po’ tutto, compresa la nostra “organizzazione”. Ecco che, per restare al passo con il cambiamento dettato da quanto accaduto, abbiamo pensato a un unico numero, doppio (agosto-settembre) più ricco (132 pagine) per incentrare l’attenzione sul precampionato. E non solo: anche su Champions (maschile e femminile) ed Europa League, che si disputeranno in una forma originale, unica proprio ad agosto (nell’articolo di Yvonne Alessandro tutti i calendari). Cari abbonati, non preoccupatevi: la vostra sottoscrizione sarà allungata automaticamente di un mese!

  • Sì, a settembre non riaprono soltanto gli istituti scolastici, ma anche i “campi” per tutte le categorie dell’attività di base (Piccoli Amici, Primi Calci, Pulcini ed Esordienti). Quelli del cosiddetto settore “scuola” calcio. Per qualcuno è la “prima volta”, per altri il prosieguo di quanto terminato a giugno. Secondo quanto indicato dai report federali, però, circa i due terzi di coloro che giocano nei Pulcini non arrivano a farlo negli Allievi. Un numero incredibile, se ci pensiamo bene. E questo deve fare riflettere. Secondo voi, a prescindere da quei casi in cui il bambino/ragazzo decide di cambiare sport a prescindere, quanto incide per questi abbandoni la professionalità degli allenatori? Quanto le giuste motivazioni che devono saper trasmettere? Quanto la ricerca del risultato fin da piccoli? Quanto l’organizzazione societaria? Tutti questi aspetti devono essere tenuti in considerazione da coloro che sono a contatto con i più piccoli, siano essi allenatori, preparatori, responsabili e dirigenti di società.

    La figura dell’istruttore, poi, è fondamentale: deve essere un educatore specializzato, una persona che sia in grado di coinvolgere ed entusiasmare i giovani giocatori. Deve saper trasmettere passione e amore per il calcio, deve essere un “motivatore”. Non solo: alla base di tutto ci sono le competenze tecniche, tattiche, legate alle aree di crescita del bambino, psicologiche… e l’aggiornamento costante. Bisogna stare al passo coi tempi: ogni generazione è diversa da quella passata ed è necessario tenerne conto.

    Anche le Società hanno un ruolo importante: oltre a mettere a disposizione strutture idonee, devono saper scegliere i tecnici migliori e organizzare un percorso per i piccoli che si presentano al campo. Un percorso da condividere con i genitori, facendo passare il messaggio che il bambino a questa età pensa principalmente a divertirsi e a giocare, non a essere un campione. E se avrà doti uniche, oltre la media, sicuramente qualcuno se ne accorgerà. Non abbiate fretta, quindi!

    Detto questo sull’inizio attività delle prime fasce del settore giovanile (a tal proposito trovate un importante speciale a partire da pagina 92), su questo numero, come promesso, vi sono le ultime sintesi delle relazione del Master 2017 organizzato dalla nostra rivista. Si tratta di articoli veri e propri, che illustrano aspetti particolari dell’allenamento calcistico, sia per i giovani sia per le prime squadre e approfondiscono particolari che possono tornare utili a tutti gli allenatori.

    Infine, prima di augurare a tutti un’ottima stagione, concludo citando l’intervista a Cristian Bucchi, che abbiamo raggiunto a Sassuolo: ci ha spiegato l’approccio alla nuova realtà e i suoi princìpi di gioco. Sono convinto che mostrerà, come a Perugia, le sue qualità.

  • Sì, perché sono nato nel 1958, lo stesso anno dell’ultima mancata qualificazione ai Mondiali dell’Italia. Prima di questa. Per i sessantenni come me l’Italia al Mondiale è come il panettone a Natale nella casa degli italiani. Sempre presente! E per questo non ci credo ancora. Mi pare impossibile. In questi giorni, dopo la sconfitta con la Svezia, si è parlato molto dei perché di questa disfatta e tutti sono convinti di sapere quali siano le cause. Tra le tante opinioni emerse, ritengo che non abbia tutti i torti l’ex commissario tecnico Giampiero Ventura quando afferma che una sconfitta di tal genere non abbia una sola verità. È vero, le motivazioni sono tante e non è mio compito trovare la causa principale. Se esiste.

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