Precampionato agonistica: pronti, partenza… via!

Precampionato agonistica: pronti, partenza… via!

Il nostro gruppo di lavoro dedicato all’attività agonistica, arricchito da diversi esperti, ha rivolto l’attenzione in questo numero al precampionato. Un lungo articolo per capire come cominciare l’annata

Luca Sordi (allenatore del Pisa), Lorenzo Magi (tecnico del Cesena) ed Edoardo Pollastrini (preparatore atletico sempre del Pisa) sono intervenuti in aiuto del nostro ormai consolidato gruppo di lavoro formato da Lorenzo Vivarelli, Nicolò Brigati e Andrea Borelli, per parlare della preparazione precampionato, periodo delicato di inizio stagione, cercando di evidenziare alcune delle metodologie di lavoro utili a migliorarlo. 

© IMAGO

Identità prima della condizione

Quando si parla di preparazione estiva, il rischio è quello di ridurre il precampionato a una semplice fase di costruzione della condizione fisica. In realtà, soprattutto nel settore giovanile, questo momento rappresenta molto di più. Vengono gettate le basi dell’intera stagione, non soltanto dal punto di vista atletico, ma soprattutto sotto l’aspetto culturale, metodologico e relazionale.

La preparazione non coincide con un accumulo di lavoro finalizzato ad arrivare pronti alla prima partita. Piuttosto, rappresenta un processo attraverso cui una squadra inizia a riconoscersi, a costruire un linguaggio comune e a condividere princìpi che dovranno accompagnarla per tutto l’anno. Per questo motivo molti allenatori considerano il precampionato come il momento ideale per intervenire su punti che successivamente, a causa della densità degli impegni, diventano più difficili da sviluppare.

C’è necessità di costruire prima l’identità e successivamente la prestazione; l’idea è che una squadra debba anzitutto capire come vuole stare in campo, quali comportamenti adottare e quali valori esprimere. Solo successivamente sarà possibile portare avanti con continuità gli aspetti tattici e condizionali più specifici.

In questa fase d’avvio assume grande importanza la definizione di una cultura dell’allenamento. Non si tratta semplicemente di organizzare sedute efficaci, ma di dare vita a un ambiente in cui il lavoro quotidiano diventi un’abitudine condivisa. Atteggiamento, disponibilità, puntualità, qualità dell’impegno e spirito di sacrificio rappresentano elementi che precedono qualsiasi contenuto tecnico.

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Autore: Michelangelo Maso.
Foto: Imago

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