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Il 17mo libro della Collana degli Indispensabili de Il Nuovo Calcio.
Come scegliere gli Small-Sided Games (SSG)? In che modo organizzare una settimana tipo o un mesociclo? È possibile utilizzarli nel calcio femminile o su differenti superfici di gioco? C’è una relazione con la prevenzione degli infortuni?

I due autori, Italo Sannicandro e Giacomo Cofano, in questo nuovo e differente libro rispetto a quello pubblicato tre anni fa, provano a rispondere a tutti questi quesiti metodologici. Il volume è completato da ben 80 esercitazioni dall’1>1 al 10>10, tutte corredate da tempi di svolgimento, recuperi, dimensioni del campo ed eventuali varianti.

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Il terzo libro della Collana "I tattici de Il Nuovo calcio". Un modulo offensivo e “intrigante”.

L’ organizzazione tattica 1-3-3-1-3, illustrata da mister Sandro Pochesci e dal suo storico collaboratore Daniele Persico, prevede un gioco propositivo, “innovativo” ed equilibrato, adatto agli allenatori di tutte le categorie, dilettanti compresi, che prediligono un calcio d’attacco.

Si basa sulla gestione della palla in spazi ristretti e sulla ricerca dei duelli individuali nelle due fasi di gioco. Nel testo, oltre alle numerose esercitazioni suggerite, vengono spiegati i princìpi di gioco cui attenersi, le soluzioni per iniziare la manovra dal portiere, quelle nella zona di costruzione e di finalizzazione.

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Il 16esimo libro della Collana de Gli Indispensabili de Il Nuovo Calcio

Un libro indirizzato a tutti gli allenatori che quotidianamente si confrontano con giovani giocatori da 13 a 17 anni. Vengono indicati gli aspetti metodologici e le problematiche specifiche delle due categorie, insieme a numerose esercitazioni, che – con adeguate variazioni – possono essere adattate anche ad altre fasce d’età, dai più piccoli fino agli adulti. Il testo è ricco di suggerimenti operativi e vengono analizzati tutti i fondamentali della tecnica di base, insieme ai princìpi di tattica individuale e collettiva.

Autore: Enrico Battisti
Numero pagine: 136

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Fabian Ruiz festeggia dopo il gol (Foto: Italy Photo Press)

E' tempo di...

Crolla l’Inter! L’Atalanta pareggia, ma è più che viva. Il Milan “giochicchia” e si avvicina al quarto posto: ora è a -1 dalla coppia nerazzurra.

L’ultima giornata di campionato sarà decisiva, assegnerà due posti in Champions. E, se l’Atalanta per come sta giocando, è impensabile che l’anno prossimo non giochi la “Coppa delle Grandi Orecchie”, ora è l’Inter a tenere i propri tifosi sui carboni ardenti.

La squadra vista contro il Chievo era parsa vicina ai minimi storici: lenta, prevedibile, priva di accelerazioni. Quella di Napoli è stata schiantata: infatti, contro l’ultima in classifica certe partite si vincono, ma contro la seconda, che gioca da seconda, no! Finisce male: 4-1, nulla che faccia ben sperare per domenica, quando a “San Siro” ci sarà da battere l’Empoli, che gioca un calcio molto più divertente di quello dell’Inter degli ultimi due mesi. Perché Aurelio Andreazzoli è un signor allenatore!

Soprattutto l’Empoli domenica si gioca la salvezza: un punto di vantaggio sul Genoa, che andrà a Firenze nella speranza di affossare la Fiorentina, che ora sta peggio di tutti, perché non sa più nemmeno… pareggiare.

Il Milan non entusiasma, ma ha un portiere che para tutto e il “golletto” lo segna sempre: così, sul campo della Spal potrebbe fare gol e mettere pressione sull’Inter, che in questa situazione si è cacciata da sola. Fino a far pensare che: comunque vada sarà un fallimento. Ma di questo (e altro) ne parleremo dopo il 26 maggio!

Massimiliano Allegri (Foto: Italy Photo Press)

E' tempo di...

Massimiliano Allegri non é più l’allenatore della Juventus. Fin qui la notizia, nuda e cruda.

E adesso proveremo a rispondere alla domanda che si fanno tutti: perché?

Alla luce della notizia ufficializzata oggi, c’è la sensazione di aver assistito a un teatrino durato più di mese, cioè da quando l’Ajax ha certificato il bilancio negativo della annata bianconera. Malgrado l’arrivo di CR7 (e non solo) infatti, si é vinto lo scudetto, non si é vinta la Champions e si é lasciata per strada la Coppa Italia.

Se realmente la dirigenza era intenzionata a riconfermare l’allenatore é trasecolata davanti alle richieste: via Dybala, Cancelo, Pjanic, Alex Sandro e Mandzukic... richiesto Tony Kroos, quindi un centrale difensivo perché Chiellini non offre garanzie di continuità di gioco. E non solo...

Un errore imperdonabile quello di Max, che ha preteso di porsi davanti alla Società. Una società granitica, nella quale chi è seduto alla scrivania conta molto più di chi gioca.

Un ultima considerazione: l’arrivo di Cristiano Ronaldo ha impigrito l’allenatore. Allegri é sempre stato bravo a inventarsi qualcosa, ma quest’anno non si è visto nulla, una noia mortale in campo e nessuna soluzione frutto di una folgorazione.

Ora la Juve ha pochi giorni per presentare il nuovo mister e dimostrare che é lei a non voler più Allegri.

Foto: Italy Photo Press

E' tempo di...

È stata una delle partite più belle dell’anno. E l’ha vinta la Lazio! Il 2-0 maturato negli ultimi 10’, però, non deve sorprendere: la squadra di Simone Inzaghi ha giocato meglio dell’Atalanta, anzi l’ha battuta sul suo terreno.

Perché la Lazio ha giocato a ritmo indiavolato, un ritmo quasi sconosciuto per le squadre del nostro campionato. Trovandosi davanti un avversario che ha alzato così tanto il ritmo, l’Atalanta è andata in confusione: ha sofferto per i primi 25’, certo ha reagito e colpito un palo in mischia, ma la squadra che vediamo solitamente nei week-end di campionato è rimasta a Bergamo. Meglio: è rimasta sorpresa dall’interpretazione voluta da Inzaghi.

Il successo della Lazio, se vogliamo, prima della gara non era il risultato più quotato, ma durante la partita è parso il più probabile. Di certo l’Atalanta ha patito l’importanza della partita (che vale più di un match di Europa League) e a sorpresa non ha fatto la cosa che le riesce meglio, cioè segnare.

La Lazio festeggia giustamente (settima Coppa Italia), ma l’Atalanta non deve distrarsi: quattro punti in due partite di campionato e l’anno prossimo giocherà in Champions.

Quella tra Milan e Lazio è una sfida decisiva per la rincorsa Champions. Si tratta di due squadre con numeri molto simili, ma negli ultimi 5 scontri diretti giocati a Milano si sono registrati 3 successi dei padroni di casa e 2 pareggi. I rossoneri sono a secco di vittorie da quattro giornate (1 pari e 3 sconfitte) e devono ritrovarsi per poter puntare al quarto posto. I biancocelesti sono in ripresa nonostante nelle ultime sei gare abbiano vinto solo la metà delle partite (2 pari e una sconfitta). Gli uomini di Gattuso impiegano in media 26,6 secondi per creare un’azione con gol (terzi), hanno avuto solo due rigori a favore (ventesimi), hanno la seconda miglior difesa su calci piazzati (7 gol subiti) e sono i peggiori per contrasti aerei vinti (45%). L’undici allenato da Inzaghi è primo per fuorigioco (2,6) secondo per reti realizzate da angolo (9) e terzo per passaggi chiave (14).

Attenzione particolare ai due attaccanti che scenderanno in campo questa sera: Krzysztof Piątek ha realizzato tre gol nelle ultime cinque partite in campionato (21 complessivi in stagione) e Ciro Immobile che ha segnato tre reti nelle ultime cinque gare (14 totali con 4 assist). Chi contribuirà, con i suoi gol, alla conquista di tre punti fondamentali per il piazzamento Champions?

Dati forniti da InStat Scout e Sics

Il teatro migliore per una sfida di tale importanza: San Siro si prepara ad ospitare una gara che potrebbe rivelarsi decisiva ai fini dell’assegnazione dei posti Champions. L’Inter ha perso due delle ultime 4 gare casalinghe, mentre l’Atalanta nelle ultime 5 trasferte ha vinto 4 partite e ne ha persa solamente una. I padroni di casa hanno vinto tutte e quattro le ultime sfide giocate contro la “Dea”, a Milano.
Gli uomini di Spalletti sono diciannovesimi per gol subiti (25) e ultimi per quelli presi su azione (13), hanno segnato 8 reti su angolo (secondi), oltre ad avere il miglior possesso palla (57%) e il più alto numero medio di passaggi in area di rigore (42). Sono anche la squadra che calcia il maggior numero di angoli a partita (7,5). L’undici guidato da Gasperini è il miglior attacco del campionato con 64 gol fatti, oltre ad essere quello che crea più occasioni da gol a partita (7) e che effettua il maggior numero di dribbling (32). Gli orobici impiegano 12,7 passaggi in media per segnare una rete (primi), sono secondi per duelli vinti totali e in difesa (52% e 59%), ma sono anche secondi per gol subiti su calcio piazzato (16, di cui 7 su angolo).

Sono sicuramente da tenere d’occhio Icardi, che appena rientrato ha timbrato subito con un gol (10 reti e 3 assist in campionato per l’argentino), e Ilicic, reduce da una prestazione maiuscola contro il Bologna (11 gol e 7 assist per lo sloveno). Chi riuscirà a guadagnare tre punti fondamentali nella corsa Champions?

Dati forniti da Instat Scout e Sics

Allo stadio Olimpico va in scena un grande classico del calcio italiano, la sfida tra Roma e Napoli. Si affrontano i terzi migliori attacchi del campionato: 52 reti, nonché le due squadre, insieme all’Atalanta, che costruiscono più occasioni da gol (7 in media a gara). In quattro degli ultimi 5 scontri diretti entrambe le squadre sono riuscite a segnare, anche se l’ultimo segno X nella tana dei capitolini è datato aprile 2012, da quel momento 4 vittorie consecutive dei padroni di casa e due degli ospiti.
La squadra di Ranieri ha segnato 20 gol su palla inattiva (seconda), di cui 8 da combinazione su calcio di punizione (prima). Inoltre, comanda la classifica per duelli aerei vinti (57%), mentre è terza per dribbling (28) e ultima per falli subiti (11,4). La compagine allenata da Ancelotti ha messo a segno 16 gol nell’ultimo quarto d’ora (prima) ed è prima per possesso palla (57%) e passaggi chiave (19). L’undici azzurro necessita in media di 12,1 passaggi per segnare un gol (secondo), mentre si rivela come la squadra meno fallosa del campionato con 10,5 falli commessi.

I giocatori da tenere d’occhio sono i due bomber: Arkadiusz Milik e Edin Dzeko. L’attaccante polacco, che sta finalmente trovando più continuità dopo i due infortuni al ginocchio, ha raggiunto quota 15 gol (più un assist). Il centravanti bosniaco invece non sta vivendo la sua miglior stagione avendo segnato solamente 7 reti (con 3 assist) ma, nonostante questo, resta sempre molto temibile. Chi porterà la propria squadra alla vittoria a suon di giocate decisive?

Dati forniti da Instat Scout e Sics

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Cosa ha portato l’Inghilterra a essere la regina del calcio europeo. Il modello inglese, la sinergia/simbiosi tra comunità e club, le iniziative intraprese.

Quelli recenti non sono stati tempi indimenticabili per il calcio italiano. Gli scontri di San Siro dello scorso 26 dicembre, o i diversi – e spiacevoli – casi di razzismo hanno fatto riemergere i soliti problemi e le classiche polemiche. Strutture vecchie, sistema che non funziona, cultura sportiva inesistente. Insomma, servirebbe una soluzione definitiva, che possa far tornare a quel livello di eccellenza il calcio del nostro paese. A tal proposito, si è più volte fatto appello al cosiddetto “modello inglese” che, per intenderci, a inizio anni ‘90, mise la parola fine al fenomeno degli hooligans, tracciando la strada per l’ascesa inesorabile della Premier League che oggi ammiriamo.

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Come mescolare nella stessa esercitazione obiettivi fisici, tecnico-tattici e cognitivi. Le proposte pratiche.

La metodologia di lavoro integrata deriva dal basket e per definizione indica appunto l’integrazione (l’unione) tra l’allenamento tecnico-tattico e la preparazione fisica (compresi gli aspetti motori). Prevede la sinergia di tutte le componenti relative all’unità funzionale del calciatore, ovvero quella tecnica, tattica, fisica, cognitiva ed emozionale. Utilizzare esercitazioni integrate permette di agire contemporaneamente su più obiettivi. Questo modo di lavorare presenta pro e contro.

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Chi sono stati gli allenatori dei grandi campioni di oggi e quali esercitazioni proponevano ai loro allievi quando erano piccoli? Partendo da questa domanda Filippo D’alesio ha illustrato la sua filosofia, che vede il gioco come protagonista. I campioni di oggi non hanno avuto allenatori che continuavano ad insegnare loro come porsi rispetto al pallone, come mettere il piede…ma sono cresciuti giocando in strada, sui campi di periferia o degli oratori. Il gioco rappresenta, quindi, il più potente strumento formativo attraverso il quale il bambino apprende in maniera del tutto spontanea e naturale.

Giocare può generare creatività, empatia, coraggio, ma soprattutto porta a dover prendere una decisione e adottare una strategia. Inoltre, il giocatore ha la possibilità di sbagliare, con l’errore che non rappresenta un problema almeno fino a quando esso non viene ripetuto e viene quindi a mancare l’autocorrezione del giocatore.

Gli approfondimenti de Il Nuovo Calcio - I portieri
Dopo aver analizzato i “nuovi comportamenti” del portiere, in questo articolo una serie di esercitazioni che hanno come obiettivi la tecnica podalica, la presa, la lettura delle situazioni per trovare la giusta “postura” e l’uscita alta.

Del portiere si dice spesso che debba essere un soggetto polivalente, capace di adattarsi immediatamente alle molteplici situazioni e alle svariate difficoltà che una gara gli propone. Per farlo al meglio le tecniche proprie del ruolo e la “tattica”, intesa anche come abilità nel leggere le situazioni e soprattutto prevederle, sono aspetti determinanti.

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Cosa è accaduto in questa stagione, al di là dei risultati del campo, nel calcio femminile. Katia Serra ci offre uno spaccato della situazione.

La stagione 2018-2019, per il calcio femminile, è sicuramente stato un momento di svolta, sia per il passaggio dalla LND alla FIGC, sia per il seguito che ha avuto tutto il movimento. Abbiamo voluto quindi fare il punto della si- tuazione con Katia Serra, ex calciatrice della massima serie, docente ai corsi allenatori UEFA B e C, com- mentatrice tecnica di Sky e responsabile dell’AIC per il femminile.

Cosa è cambiato, per le calciatrici, passando dalla LND alla FIGC?
«Dal punto di vista dello status non è successo niente di speciale. Le calciatrici non erano professioniste prima e non lo sono tutt’ora. Le tutele che hanno oggi sono in vigore dal primo luglio 2016, niente di più. Fortunatamente, dal punto di vista della visibilità è tutto diverso: il fatto che SKY trasmetta le partite rende tutto il movimento più ap- petibile anche per gli sponsor e si innesca un mecca- nismo che fa crescere l’intero sistema.»

Il professionismo resta quindi lontano per le donne...
«Il professionismo lo disciplina la legge 91 emanata nel 1981 e non è previsto per nessuno sport femminile. Il problema principale è la sostenibilità economica, ma anche dove vi fosse, non viene introdotto per scelta, vedi la pallavolo. Inoltre, le federazioni hanno autonomia, pertanto, se vi fosse una volontà politica, la FIGC potrebbe inserirlo.»

Scopri di più sul numero di maggio: in edicola e disponibile anche attraverso abbonamento cartaceo o digitale

Simone Lorieri ha concentrato il suo scritto su questo distretto muscolare molto importante, che viene sollecitato dai calciatori per via dei frequenti cambi di direzione, di senso, accelerazioni e decelerazioni.

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