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Il terzo libro della Collana "I tattici de Il Nuovo calcio". Un modulo offensivo e “intrigante”.

L’ organizzazione tattica 1-3-3-1-3, illustrata da mister Sandro Pochesci e dal suo storico collaboratore Daniele Persico, prevede un gioco propositivo, “innovativo” ed equilibrato, adatto agli allenatori di tutte le categorie, dilettanti compresi, che prediligono un calcio d’attacco.

Si basa sulla gestione della palla in spazi ristretti e sulla ricerca dei duelli individuali nelle due fasi di gioco. Nel testo, oltre alle numerose esercitazioni suggerite, vengono spiegati i princìpi di gioco cui attenersi, le soluzioni per iniziare la manovra dal portiere, quelle nella zona di costruzione e di finalizzazione.

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Il 16esimo libro della Collana de Gli Indispensabili de Il Nuovo Calcio

Un libro indirizzato a tutti gli allenatori che quotidianamente si confrontano con giovani giocatori da 13 a 17 anni. Vengono indicati gli aspetti metodologici e le problematiche specifiche delle due categorie, insieme a numerose esercitazioni, che – con adeguate variazioni – possono essere adattate anche ad altre fasce d’età, dai più piccoli fino agli adulti. Il testo è ricco di suggerimenti operativi e vengono analizzati tutti i fondamentali della tecnica di base, insieme ai princìpi di tattica individuale e collettiva.

Autore: Enrico Battisti
Numero pagine: 136

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Il 15esimo libro della collana de Gli Indispensabili de Il Nuovo Calcio

Un indispensabile vademecum per pianificare l’allenamento fisico in forma corretta ed efficace per i dilettanti. Un eserciziario fondamentale e il più completo possibile con proposte pratiche non solo a secco, ma soprattutto con l’utilizzo del pallone. Vengono illustrati il riscaldamento, lo sviluppo delle componenti aerobiche e l’alta intensità, nonché il training di forza, di rapidità e di agility. Infine, vengono spiegati i concetti salienti del carico e della programmazione, con esempi di settimana tipo e precampionato.

Autori: Ferretto Ferretti, Francesco Perondi, Andrea Bernasconi
Numero pagine: 152

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Roberto Mancini, allenatore Italia (Foto: Italy Photo Press)

E' tempo di...

Ci sta che le qualificazioni all’Europeo possano non incendiare la fantasia dei tifosi. Magari ci sentiamo già alla fase finale, perché Armenia, Bosnia, Finlandia (avversario di sabato alle 20.45), Grecia e Liechtenstein non sono avversarie di prima fascia. Ma la Nazionale è sempre la Nazionale, dovrebbe essere sempre la prima squadra per la quale fare il tifo. La mancata partecipazione al Mondiale dell’estate scorsa, però, ci ha fatto comprendere quanto pesi stare a guardare quando gli altri giocano. Soffrono. Si infervorano. Insomma, quanto sia brutto fare gli… spettatori.

Se quella allenata da Ventura era oggettivamente una squadra “povera” rispetto alle Nazionali precedenti (chi gioca Baggio o Del Piero?), questa di Mancini è nettamente superiore: Bernardeschi ha preso coscienza delle sue qualità; Chiesa da quando segna con continuità è un giocatore totale; Zaniolo, malgrado i 19 anni, ha personalità, potenza, intuito. Anche El Shaarawy, a tratti, spolvera le giocate che lo avevano proiettato in azzurro. Può essere che al centro dell’attacco manchi ancora qualcosa, per ora Immobile deve sobbarcarsi il peso dell’attacco, ma fino a quando Quagliarella (capocannoniere della Serie A) gioca così, il “Mancio” può far espiare le ultime colpe a Balotelli, che a 29 anni potrebbe essere maturato definitivamente.

A centrocampo Barella, Verratti e Jorginho abbinano quantità e qualità, anche se l’ex Napoli in Inghilterra (un campionato migliore del nostro) fatica un po’… La difesa fino a quando Chiellini e Bonucci reggono (ma alle spalle c’è Romagnoli e pure Izzo non è da sottovalutare) è un reparto completo, il portiere poi è una certezza perché Donnarumma sta giocando la sua miglior stagione, proprio come Sirigu.

Questo è il momento di dimenticare per qualche giorno gioie e dolori che ci regalano le squadre del cuore, di mettere in soffitta le “telenovelas” e di concentrarci solo sul simbolo del nostro calcio, la Nazionale!

L'esultanza dei giocatori dell'inter Dopo la vittoria (Foto: Italy Photo Press)

E' tempo di...

Va come non ti aspetti, perché nessuno pensava che si potesse colorare di nerazzurro. L’Inter entra in campo come se il “giovedì nero” con l’Eintracht Francoforte non fosse assolutamente esistito e annichilisce il Milan per un tempo e alla fine vince 3-2. La squadra di Gattuso si rivede solo quando è sotto 0-2 e più che una reazione dettata dal gioco, quelle dei rossoneri sembra una reazione nervosa, anche perché spesso mancano gli equilibri.

La partita la vincono i calciatori, ma la preparano gli allenatori e questa volta Spalletti, criticatissimo nelle ultimi settimane, è stato più bravo di Gattuso, perché la superiorità tattica è stata bene visibile.

Il 4-4-1-1 con Vecino trequartista (Nainggolan è infortunato e Borja Valero è troppo compassato) crea problemi ai tre centrocampisti del Milan, le difficoltà maggiori sono di Lucas Paqueta, che troppo spesso non si avvede di ciò che accade alle sue spalle. Così dopo il gol del vantaggio l’Inter domina, crea un paio di palle gol e soffre solo negli ultimi 5’. La ripresa si apre con il 2-0 e, proprio qui, si vede la prima reazione del Milan, con la rete di Bakayoko.

Nel tentativo di recuperare Gattuso commette un errore: sbilancia la squadra, perché Kessie fatica a fare il terzino, mentre Calhanoglu e quattro giocatori offensivi (perché c’è anche Cutrone) sono troppi. L’Inter si porta sul 3-1 e il Milan accorcia ancora e si prende la metà campo avversaria solo perché i nerazzurri non hanno il coraggio di affondare con decisione.

Questa volta ha vinto il migliore: Inter a +6 e Milan a +4 sulla Roma sconfitta a Ferrara.

Foto: Italy Photo Press

E' tempo di...

E’ stata, forse, la partita più bella giocata dalla Juventus di Allegri. Il 3-0 inferto all’Atletico Madrid non solo è un risultato straordinario, ma straordinario è pure come è maturato. Intensità, concentrazione e tecnica, non è mancato nulla. Cristiano Ronaldo è stato semplicemente disumano: i due colpi di testa delle prime due reti rimarranno scolpiti per sempre nelle menti dei tifosi, mentre la freddezza con la quale ha calciato il rigore a una manciata di minuti dalla fine è stata esemplare.

Strepitosa anche la partita di Bernardeschi, che nel 3-5-2 non ha fatto l’esterno, ma l’interno di centrocampo con licenza di accentrarsi e muoversi a piacimento, trasformandosi in trequartista. Per Emre Can, invece, non esistono aggettivi: lui centrocampista centrale, ha fatto il terzo nella difesa a tre e a 20’ dalla fine si è trasformato in esterno della linea a quattro. Il tutto con qualità e intensità, come se giocasse per due.

Questa volta Allegri ha “incartato” Simeone, gli spagnoli non si sono mai visti, non hanno creato nulla e, errore concettuale, spesso hanno buttato palla alta e lunga, senza una prima punta che potesse contenderla a Chiellini e Bonucci. La vittoria contro l’Atletico è un ponte non verso i quarti di finale, ma verso la conquista di qualcosa di più grande. Perché la Juventus, dopo la prova dell’andata, era prossima all’eliminazione. Ora, invece, sognare è lecito.

La “Scala” del calcio sarà il teatro del derby numero 170 in Serie A. Negli ultimi 5 confronti in cui il Milan ha giocato in casa non ha mai perso, ma l’ultimo successo dei rossoneri risale al gennaio 2016, da allora due vittorie per i nerazzurri e tre pareggi. Nel 2019 l’Inter ha raccolto solo 11 punti in otto partite, ben nove in meno dei cugini. Gli uomini di Gattuso sono diciannovesimi sia per reti segnate che subite da palla inattiva (rispettivamente 5 e 4), sono ultimi per contrasti aerei vinti (43%) e terzi per durata media di attacchi con gol (30,3 secondi). L’undici di Spalletti è ventesimo per gol subiti su azione (12), secondo per falli subiti (15 in media) e primo per angoli calciati (7,6), distanza delle palle recuperate rispetto alla porta avversaria (69,7), passaggi in area di rigore (42) e cross (22).

Degli ultimi otto gol nei derby, ben sette sono arrivati nel secondo tempo, saranno quindi decisivi gli interventi dei due portieri: Donnarumma e Handanovic. Il portiere italiano ha subito 23 gol, ha respinto il 79% dei tiri e ha effettuato 37 salvataggi, mentre l’estremo difensore sloveno ha subito 22 gol, respinto il 78% dei tiri ed effettuato 25 salvataggi. Chi riuscirà, con i propri interventi, ad aiutare la propria squadra a raggiungere la vittoria?

Dati forniti da Instat Scout e Sics

A “Marassi” andrà in scena una gara che molto potrà dire sulle ambizioni europee di Sampdoria Atalanta. I padroni di casa sono imbattuti nelle ultime 5 gare disputate a Genova contro gli orobici (4 vittorie e un pari), ma gli ospiti sono la quarta squadra per rendimento esterno del campionato.
L’undici blucerchiato è primo per percentuale di occasioni concretizzate (44%) e per rigori a favore (8), secondo per gol su palla inattiva (14) e diciannovesimo per cross effettuati in media (11). Inoltre, la squadra di Giampaolo è ultima per lunghezza media dei passaggi (17,4 metri), sintomo della ricerca di un gioco veloce e basato su un fraseggio corto.
La compagine bergamasca si presenta con il secondo attacco del campionato (54 reti) e con il primato di gol su azione (43). Gli uomini di Gasperini sono primi per occasioni da gol create (7 in media), dribbling effettuati (32) e durata degli attacchi con gol (41,7 secondi).

I due allenatori possono contare su giocatori in grado di essere sempre decisivi: Fabio Quagliarella, 19 gol e 6 assist (1 giocata utile ogni 90 minuti) e Duvan Zapata, 16 reti e 4 assistenze (0,9 giocate utili ogni 90 minuti). Saranno decisivi anche nella partita odierna?

Dati forniti da Instat Scout e Sics

Il derby di Roma è senz’altro una delle gare più sentite del campionato, ancor di più se la posta in palio è rappresentata da un posto in Europa. La Lazio si presenta con uno score casalingo di 6 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte, mentre la Roma è reduce da 3 vittorie e 1 pareggio nelle ultime 4 trasferte.
I giocatori allenati da Inzaghi sono primi per palloni vaganti recuperati (68) e per fuorigioco (2,5 a partita), mentre risultano secondi per reti su calcio d’angolo (7) e passaggi in area di rigore (37).
I giallorossi di Di Francesco vincono il 57% dei duelli aerei (primi) e sono secondi per gol su palla inattiva (17), occasioni da gol create (7) e distanza media dei gol (10,1 metri).

Il derby della capitale significa anche Immobile contro Dzeko: 11 gol per l’attaccante italiano, che è andato in gol in 4 degli ultimi 6 scontri diretti, 7 reti per il bomber bosniaco, fatti registrare tutti in trasferta (con una doppietta nell’ultima). Chi sarà protagonista?

Dati forniti da Instat Scout e Sics

Allenamento

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Gli speciali de Il Nuovo Calcio Prime squadre. Le esercitazioni

In una doppia area si affrontano 2 squadre di 5 giocatori più i rispettivi portieri, con 10 sponde disposte come in figura. Gli obiettivi sono legati alla costruzione dal basso, alla gestione del possesso ricercando un lato forte per preparare una passaggio chiave in ampiezza o in profondità. In non possesso si sollecita l’aggressione in avanti per il recupero immediato della palla. È possibile concludere a rete dopo un appoggio a un tocco da parte delle sponde verticali, mentre, se si servono le sponde orizzontali, queste rimettono in gioco la palla con una rimessa laterale.

Varianti: modificare i tocchi di squadra e/o obbligare al gioco rasoterra.
Utilizzare solo le sponde del proprio colore, o in caso di divisione in 4 squadre da 5 giocatori, del colore indicato a priori dal coach.

A volte è più conveniente gestire la palla nell’attesa di trovare i varchi giusti tra le maglie della difesa avversaria piuttosto che cercare subito la verticalità. Alcune proposte pratiche per allenare questo aspetto, fondamentale coi più giovani che passano da un calcio immediato e frenetico (quello a numero ridotto) a uno in cui bisogna anche saper… aspettare. 

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Riparte il progetto ideato da Giovanni Giorgetti, che porterà nelle scuole italiane degli incontri che mirano alla sensibilizzazione contro le dipendenze e l’abuso di fumo e alcol. L’importanza dell’attività fisica.

Il progetto Next Generation, ideato e portato avanti da Giovanni Giorgetti ripartirà il 18 gennaio 2019 dall’Istituto “Besta-Gloriosi” di Battipaglia (Sa), diretto dalla dirigente scolastica e professoressa Silvana D’Aiutolo. L’evento, incentrato su “I fattori di rischio dei tumori, le dipendenze e l’importanza dello sport”, si rivolge agli studenti del terzo, quarto e quinto anno.

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Gli speciali de Il Nuovo Calcio  - Settore giovanile

Quanto è importante nel settore agonistico e nell’attività di base insegnare i fondamentali tecnici ai giovani portieri per fornire loro uno strumento indispensabile per risolvere al meglio le varie situazioni.

In Italia, a differenza di altre nazioni, la prestazione dei numeri uno viene valutata da giornalisti e addetti ai lavori più per gli errori commessi che per le azioni positive effettuate. Avere una buona tecnica riduce i possibili errori e permette a tutti i portieri, di qualsiasi livello, di trovare le soluzioni migliori per risolvere le problematiche del gioco, facendo diminuire il margine di rischio. In linea generale, ma a maggior ragione quando si ha a che fare coi giovani, riteniamo importante tornare a innamorarsi della tecnica, dei suoi dettagli, delle piccole sfumature che diventano didattica, fornendo al giovane atleta un “corredo genetico indelebile” per tutta la sua carriera.

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Gli inizi da calciatore in Argentina, da cui è emigrato in Italia per la difficile situazione politica, e la voglia di sfondare anche da noi come giocatore. Poi gli inizi in panchina nelle leghe dilettanti, fino alla chiamata dell’Inter femminile, prima come collaboratore tecnico e da quest’anno come primo allenatore. Questa, brevemente, la storia che Sebastian De La Fuente ha raccontato a Teresa Paolopoli.

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Simone Lorieri ha concentrato il suo scritto su questo distretto muscolare molto importante, che viene sollecitato dai calciatori per via dei frequenti cambi di direzione, di senso, accelerazioni e decelerazioni.

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