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Il 18mo libro della Collana de "Gli Indispensabili del Nuovo calcio"

Il libro di Andrea Biffi, già allenatore nei settori giovanili  di Atalanta e Milan, ora al Monza, è unico nel suo genere.

Un qualcosa di particolare, tra storia, tecnica, didattica, esercitazioni… insomma un volume davvero speciale, che qualsiasi allenatore dell’attività di base, e non solo, deve assolutamente leggere. Un testo che abbina alla spiegazione delle finte dei grandi campioni una serie di disegni “in movimento” realizzati dall’autore, coi consigli esecutivi. Numerose le esercitazioni per allenare i duelli e le prime forme di collaborazione tra giocatori. All’insegna di fantasia, creatività e libertà.


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Duelli finte

Il 17mo libro della Collana degli Indispensabili de Il Nuovo Calcio.
Come scegliere gli Small-Sided Games (SSG)? In che modo organizzare una settimana tipo o un mesociclo? È possibile utilizzarli nel calcio femminile o su differenti superfici di gioco? C’è una relazione con la prevenzione degli infortuni?

I due autori, Italo Sannicandro e Giacomo Cofano, in questo nuovo e differente libro rispetto a quello pubblicato tre anni fa, provano a rispondere a tutti questi quesiti metodologici. Il volume è completato da ben 80 esercitazioni dall’1>1 al 10>10, tutte corredate da tempi di svolgimento, recuperi, dimensioni del campo ed eventuali varianti.

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Il terzo libro della Collana "I tattici de Il Nuovo calcio". Un modulo offensivo e “intrigante”.

L’ organizzazione tattica 1-3-3-1-3, illustrata da mister Sandro Pochesci e dal suo storico collaboratore Daniele Persico, prevede un gioco propositivo, “innovativo” ed equilibrato, adatto agli allenatori di tutte le categorie, dilettanti compresi, che prediligono un calcio d’attacco.

Si basa sulla gestione della palla in spazi ristretti e sulla ricerca dei duelli individuali nelle due fasi di gioco. Nel testo, oltre alle numerose esercitazioni suggerite, vengono spiegati i princìpi di gioco cui attenersi, le soluzioni per iniziare la manovra dal portiere, quelle nella zona di costruzione e di finalizzazione.

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«È stato semplice scegliere l’Inter, il club ha la mia stessa voglia di costruire qualcosa di importante, è stato questo il motivo che mi ha spinto a sceglierlo. Si è creato un gap enorme con due squadre, soprattutto con la Juve, ma anche con il Napoli. Dovremo lavorare tanto, meglio degli altri.»

Antonio Conte è un duro, non è uno che si fa imporre quanto deve dire. Le sue parole non hanno lambito il passato, ma hanno puntato al domani. Il neoallenatore dell’Inter nella sua prima uscita pubblica, fino ad ora non aveva mai rilasciato dichiarazioni, ha detto di non volersi precludere nulla. Solo un accenno per Icardi e Nainggolan, i due calciatori di più difficile gestione, messi alla porta dalla società che “Ha avuto il tempo per valutarli”, ha sottolineato l’allenatore.

Conte ha giustamente ringraziato Spalletti per il lavoro svolto e ha promesso impegno e sacrificio. Perché l’Inter di Steven Zhang e Beppe Marotta dopo quanto accaduto nel girone di ritorno della scorsa stagione non ammetterà deroghe. Nel tardo pomeriggio, a Lione, si è giocata la finale del Mondiale femminile tra gli Stati Uniti e l’Olanda che ci aveva eliminati. Hanno vinto gli Stati Uniti (2-0), proprio come quattro anni fa e come era già accaduto due volte.
Vedendo le partite hanno vinto le più forti. E, per quanto riguarda l’Italia auguriamoci che non si disperda quanto le nostre ragazze hanno seminato.

Gigi Buffon (Foto: Italy Photo Press)

E' tempo di...

La domanda potrebbe essere: Gigi, perché? E la risposta può essere una sola: “Giocare è fantastico, uscire dal tunnel è sempre un’emozione; vivere la settimana di allenamento una gioia quotidiana”.

Queste parole non sono di Gigi Buffon, ma sono il concentrato di ciò che mi hanno detto altri calciatori ai quali ho chiesto cosa mancasse loro al termine della carriera. Emozioni, adrenalina, giocare… il giocare, che per un professionista sarà un lavoro, ma in fin dei conti è la cosa più bella che c’è.

Gigi Buffon si lega ancora alla Juventus, il club nel quale è arrivato nel 2001. Gigi Buffon torna alla Juventus dopo una stagione nella quale a Parigi ha disputato un’annata discreta, perché Thomas Tuchel non ha saputo scegliere tra lui e Areola. Buffon torna alla Juventus sapendo che sarà la riserva, il numero 12. Buffon sa pure che le gerarchie sono stabilite, ma qualche volta basta un alito di vento per cambiarle.

Gigi Buffon vuole continuare a giocare, consapevole del fatto che ha più da perderci (un anno in panchina per uno dei migliori della Storia non è il massimo) che da guadagnare (la carriera è comunque leggendaria).

Gigi Buffon vuole giocare ancora e fa bene! Impossibile criticarlo. Anche noi tante volte abbiamo detto: “Questa è l’ultima volta”, sapendo che all’indomani cercando una scusa avremmo rifatto la borsa.

Foto: Italy Photo Press

E' tempo di...

Perdere contro i più forti non è mai un’infamia. Le nostre ragazze hanno perso 2-0 contro l’Olanda Campione d’Europa e sono state eliminate dal Mondiale. Lasciano la Francia a testa altissima dopo questi 20 giorni bellissimi nei quali ci hanno mostrato un calcio gradevole, a tratti bello, senza dubbio divertente.

L’aver raggiunto i quarti di finale della manifestazione più importante deve essere motivo di gioia: abbiamo battuto l’Australia, passeggiato sulla Giamaica, contro il Brasile abbiamo visto tutti come è andata e negli ottavi il 2-0 alla Cina ci ha riempito d’orgoglio. Certo, quando vinci e ti abitui a vincere, sei portato ad alzare l’asticella, a prefiggerti un traguardo sempre più ambizioso, ma l’Olanda, come ha mostrato la gara di sabato pomeriggio (soprattutto il secondo tempo), era oggettivamente fuori portata.

Per un attimo vogliamo pensare che le lacrime versate sul prato di Valenciennes al termine della gara non siano state di sconforto e di rabbia, ci auguriamo che siano lacrime di gioia, per chi ha raggiunto un traguardo straordinario: i quarti di finale del campionato mondiale.

Sono sincero: durante l’anno ho visto, la domenica alle 12.30 su Skysport, qualche spezzone di gara di campionato. Vedendo i campi spelacchiati, le tribune vuote e la differenza tra Juventus, Fiorentina, Milan e le altre, tutto avrei pensato tranne al raggiungimento di un traguardo come un quarto di finale ai Mondiali.

Se i grandi club continueranno nella politica lungimirante sollecitata dalla federazione, una politica fatta di investimenti volti a migliorare allenamenti e cura degli infortunati, il Mondiale 2019 sarà ricordato come un punto di partenza. Presto le lacrime di Valenciennes si trasformeranno in sorrisi.

Quella tra Milan e Lazio è una sfida decisiva per la rincorsa Champions. Si tratta di due squadre con numeri molto simili, ma negli ultimi 5 scontri diretti giocati a Milano si sono registrati 3 successi dei padroni di casa e 2 pareggi. I rossoneri sono a secco di vittorie da quattro giornate (1 pari e 3 sconfitte) e devono ritrovarsi per poter puntare al quarto posto. I biancocelesti sono in ripresa nonostante nelle ultime sei gare abbiano vinto solo la metà delle partite (2 pari e una sconfitta). Gli uomini di Gattuso impiegano in media 26,6 secondi per creare un’azione con gol (terzi), hanno avuto solo due rigori a favore (ventesimi), hanno la seconda miglior difesa su calci piazzati (7 gol subiti) e sono i peggiori per contrasti aerei vinti (45%). L’undici allenato da Inzaghi è primo per fuorigioco (2,6) secondo per reti realizzate da angolo (9) e terzo per passaggi chiave (14).

Attenzione particolare ai due attaccanti che scenderanno in campo questa sera: Krzysztof Piątek ha realizzato tre gol nelle ultime cinque partite in campionato (21 complessivi in stagione) e Ciro Immobile che ha segnato tre reti nelle ultime cinque gare (14 totali con 4 assist). Chi contribuirà, con i suoi gol, alla conquista di tre punti fondamentali per il piazzamento Champions?

Dati forniti da InStat Scout e Sics

Il teatro migliore per una sfida di tale importanza: San Siro si prepara ad ospitare una gara che potrebbe rivelarsi decisiva ai fini dell’assegnazione dei posti Champions. L’Inter ha perso due delle ultime 4 gare casalinghe, mentre l’Atalanta nelle ultime 5 trasferte ha vinto 4 partite e ne ha persa solamente una. I padroni di casa hanno vinto tutte e quattro le ultime sfide giocate contro la “Dea”, a Milano.
Gli uomini di Spalletti sono diciannovesimi per gol subiti (25) e ultimi per quelli presi su azione (13), hanno segnato 8 reti su angolo (secondi), oltre ad avere il miglior possesso palla (57%) e il più alto numero medio di passaggi in area di rigore (42). Sono anche la squadra che calcia il maggior numero di angoli a partita (7,5). L’undici guidato da Gasperini è il miglior attacco del campionato con 64 gol fatti, oltre ad essere quello che crea più occasioni da gol a partita (7) e che effettua il maggior numero di dribbling (32). Gli orobici impiegano 12,7 passaggi in media per segnare una rete (primi), sono secondi per duelli vinti totali e in difesa (52% e 59%), ma sono anche secondi per gol subiti su calcio piazzato (16, di cui 7 su angolo).

Sono sicuramente da tenere d’occhio Icardi, che appena rientrato ha timbrato subito con un gol (10 reti e 3 assist in campionato per l’argentino), e Ilicic, reduce da una prestazione maiuscola contro il Bologna (11 gol e 7 assist per lo sloveno). Chi riuscirà a guadagnare tre punti fondamentali nella corsa Champions?

Dati forniti da Instat Scout e Sics

Allo stadio Olimpico va in scena un grande classico del calcio italiano, la sfida tra Roma e Napoli. Si affrontano i terzi migliori attacchi del campionato: 52 reti, nonché le due squadre, insieme all’Atalanta, che costruiscono più occasioni da gol (7 in media a gara). In quattro degli ultimi 5 scontri diretti entrambe le squadre sono riuscite a segnare, anche se l’ultimo segno X nella tana dei capitolini è datato aprile 2012, da quel momento 4 vittorie consecutive dei padroni di casa e due degli ospiti.
La squadra di Ranieri ha segnato 20 gol su palla inattiva (seconda), di cui 8 da combinazione su calcio di punizione (prima). Inoltre, comanda la classifica per duelli aerei vinti (57%), mentre è terza per dribbling (28) e ultima per falli subiti (11,4). La compagine allenata da Ancelotti ha messo a segno 16 gol nell’ultimo quarto d’ora (prima) ed è prima per possesso palla (57%) e passaggi chiave (19). L’undici azzurro necessita in media di 12,1 passaggi per segnare un gol (secondo), mentre si rivela come la squadra meno fallosa del campionato con 10,5 falli commessi.

I giocatori da tenere d’occhio sono i due bomber: Arkadiusz Milik e Edin Dzeko. L’attaccante polacco, che sta finalmente trovando più continuità dopo i due infortuni al ginocchio, ha raggiunto quota 15 gol (più un assist). Il centravanti bosniaco invece non sta vivendo la sua miglior stagione avendo segnato solamente 7 reti (con 3 assist) ma, nonostante questo, resta sempre molto temibile. Chi porterà la propria squadra alla vittoria a suon di giocate decisive?

Dati forniti da Instat Scout e Sics

Allenamento

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Le modalità ideali per stimolare la rapidità nel calciatore, sia durante la preparazione sia nella stagione agonistica. Proposte “a secco” oppure integrate.

Prima di addentrarci nelle proposte pratiche dell’allenamento della rapidità, è bene fare chiarezza su alcuni concetti secondo la letteratura scientifica. Nel 1980 Benedek & Palfai indicavano la rapidità nel calcio come la capacità di “Agire e reagire con prontezza, scattare e correre velocemente, di trattare la palla rapidamente, di intuire rapidamente e di sfruttare quindi la situazione esi- stente”. Risulta da subito chiaro come la rapidità sia caratterizzata da elementi che derivano dalle capacità organico-muscolari (capacità condizionali) e da altri quali la rapidità di percezione, di anticipazione, di presa di decisione, di reazione (capacità coordinative).

La rapidità di un atleta nei giochi sportivi rappresenta dunque una qualità complessa, composta da diverse qualità psico-fisiche quali:

- capacità di percepire nel più breve tempo possibile le situazioni di gioco e le loro variazioni = velocità percettiva;
- capacità di prevedere mentalmente nel più breve tempo possibile quale sarà lo sviluppo del gioco e soprattutto il comportamento dell’avversario diretto = rapidità di anticipazione;
- capacità di decidere in un tempo brevissimo la più opportuna tra le molte azioni possibili = rapidità nella presa di decisione;
- capacità di reagire rapidamente a sviluppi imprevisti della situazione = rapidità di reazione;
- capacità di riuscire ad agire più rapidamente ed efficacemente possibile durante la partita, integrando tra loro le qualità cognitive, tecnico-tattiche, organico-muscolari delle quali si è in possesso = rapidità generale di azione (Weineck, 2009)

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Una progressione di lavoro per la fase offensiva sviluppata in contesto situazionale. L’importanza di tracciare una strada nel percorso formativo di un giovane calciatore che tenga conto di diversi fattori.

Per identificare uno stile di gioco verso il quale indirizzare la propria squadra non bisogna soltanto tener conto delle proprie idee ed esperienze, ma è necessario valutare tutto quello che può incidere o aver inciso in passato su abitudini, comportamenti, convinzioni e profilo dei giocatori e dello staff.

Un mondo “imperfetto”
Giocatori abili tecnicamente, sostenuti da capacità condizionali di buon livello, intelligenti, dotati di personalità e disponibili alla crescita e all’apprendimento, sono quelli che ogni allenatore vorrebbe, ma spesso non tutti sono così. Lo stesso vale per l’ambiente di lavoro: la perfetta sinergia tra le persone e le varie “aree” che si relazionano coi giocatori, il rapporto tra aspettative di breve e di lungo periodo, la cultura e le abitudini personali di ciascuno rendono il contesto di lavoro “imperfetto” e lontano da tutti i modelli che potremmo immaginare.

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Un giovanissimo calciatore deve anzitutto provare e sperimentare il maggior numero di attività possibili per poter arricchire il proprio bagaglio motorio. Da questa considerazione si sviluppa l’idea di proporre l’insegnamento della difesa della palla, attraverso varie forme di apprendimento, con il fine di educare i bambini alla gestione e al controllo del proprio corpo. Il tutto seguendo una progressione didattica che parte dal semplice fino ad arrivare al difficile, aumentando via via la complessità del compito richiesto. Le proposte pratiche si avvalgono inoltre di elementi ludici che consentono ai bambini di raggiungere l’obiettivo divertendosi, instaurando in questo tipo di allenamento un clima positivo (aspetto non trascurabile dato il contatto fisico con i compagni), in un ambiente di totale sicurezza.

Il preparatore dei portieri che nella stagione appena trascorsa ha lavorato al Palermo, affronta in modo particolare gli aspetti caratteristici del mondo dei portieri. La preparazione propone alcune differenze e attenzioni rispetto a quella dei giocatori di movimento. L’analisi del modello prestativo è fondamentale per comprendere quali sono le necessità e le caratteristiche da sviluppare e quali, invece, richiedono una minor necessità di intervento. Tra le prime troviamo certamente rapidità e intensità elevata, mentre tra le altre capacità e potenza aerobica (che comunque non vanno trascurate in quanto consentono di mantenere un buono stato di forma). Immaginando di avere a disposizione tre settimane, ma la proposta è modulabile in base alle disponibilità di ciascuna squadra, vengono illustrate le proposte di lavoro, ponendo l’accento sugli obiettivi che è necessario perseguire.

In questo articolo viene affrontato il tema della crescita e dello sviluppo della capacità condizionale di forza all’interno del panorama calcistico italiano al femminile. Partendo dalle differenze fisiologiche tra uomo e donna e passando attraverso le problematiche legate al ciclo mestruale delle atlete, andremo a vedere come all’interno di una società di Serie A viene gestito e sviluppato durante la stagione il programma di allenamento specifico per la forza, quali sono i risultati ottenuti nel corso dell’annata e soprattutto quanto è cresciuto negli ultimi anni il livello medio di forza in un club di Serie A.

Gli ultimi anni sono stati segnati da una profonda innovazione e un grande sviluppo del calcio femminile italiano. Questa crescita ha riguardato non solo l’aspetto organizzativo e numerico, ma anche quello qualitativo riguardo il lavoro tecnico-tattico e soprattutto atletico. Uno degli aspetti sui quali si è incrementato il livello di attenzione riguarda la preparazione fisica delle giocatrici. La grande necessità di competere anche in campo internazionale a livello di club o di nazionale ha difatti focalizzato l’attenzione sul miglioramento delle capacità condizionali di tutte le giocatrici italiane.

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Partire dagli aspetti aerobici nel periodo preparatorio è importante per costruire quella base utile alle proposte successive. I lavori “a secco”, quelli con palla e l’intervento lattacido.

Anche quest’anno siamo giunti al termine della stagione calcistica, ma c’è già la necessità di proiettarsi sulla programmazione di un nuovo inizio, un punto zero che comincia sempre dal primo allenamento della stagione successiva. A luglio, infatti, si iniziano a porre le basi per il cosiddetto pre-season.

La priorità di uno staff è quella di sfruttare in modo ottimale le settimane a disposizione che precedono l’avvio del campionato, in modo tale da far raggiungere ai propri atleti uno stato di forma ideale per affrontare il periodo competitivo. Dal punto di vista degli obiettivi fisici, credo sia importante integrarli con quelli che propone il mister (tecnico-tattici), tenendo presente che le esercitazioni a connotazione atletica possono essere svolte con o senza palla.

La figura del preparatore atletico negli ultimi anni si è molto evoluta e oggi, grazie a strumenti come GPS e match analysis, può proporre allenamenti molto più mirati e creare con efficacia adattamenti rivolti direttamente al modello di prestazione. Riguardo questo ultimo aspetto, chi può sfruttare una propria raccolta dati durante le competizioni degli ultimi anni, può avere un “modello” che regolarmente deve essere aggiornato.

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