Sistema “uomo su uomo”. Come, quando e perché

Sistema “uomo su uomo”. Come, quando e perché

Luca Bignami

Sempre più squadre, a livello italiano ed europeo, adottano per la fase di possesso il sistema “uomo su uomo”. Nel passato recente, nel nostro Paese, è stato Gian Piero Gasperini a portarla alla ribalta con l’Atalanta, anche se – per precisione di cronaca – l’aveva già sperimentata in contesti precedenti. Vista l’estrema attualità abbiamo preparato questo importante “speciale” per evidenziarne i tratti salienti, rivolgendoci ad allenatori esperti, professionisti del nostro mondo e riscoprendo interessantissime lezioni, mai fuori moda, per entrare nei particolari del “metodo” in questione. Il tutto all’insegna della pluralità di informazione.

L’introduzione è di Moreno Longo, che non ha certo bisogno di presentazioni. Seguono pagine a cura di Matteo Callini che ha ascoltato Paolo Barbero, preparatore atletico; di Attilio Sorbi che ha portato “il cosa dice la Scuola allenatori”. Alberto Nabiuzzi ha analizzato la Dea di Gasp e sulla distinzione tra tattica e strategia. Luca Bignami ha sintetizzato la relazione di Ivan Juric al nostro Master digitale. Andrea Sassarini ha riassunto schematicamente i princìpi e utilizzato la bella similitudine con il “tasso del miele”. Infine Paolo Nasuto, da istruttore di giovani, ha spiegato come allenare il duello, uno dei presupposti più importanti del sistema “uomo su uomo”. Non mancano neanche le esercitazioni.

Con una certezza che ci ha fatto “arrivare” in un’intervista a questa rivista nel 2017 proprio Gasperini: “Si gioca uomo su uomo… nella zona. Non è che si segue in ogni momento a tutto campo il proprio avversario”. Detto questo, incominciamo ad addentrarci nel “sistema” (che niente ha a che fare coi numeri) con l’intervista a mister Longo.

Per analizzare il “gioco” in non possesso uomo su uomo non potevamo che rivolgerci a un ex difensore di ruolo, ora apprezzato tecnico. Un tecnico che ha cominciato coi giovani, prima nei dilettanti e poi al suo Torino, dove ha conquistato Scudetto e Supercoppa con la Primavera. Varie le tappe con i “grandi”, ricordiamo la promozione con il Frosinone in Serie A, l’anno con il Toro e quelli a Como e Bari. Fatte le presentazioni, addentriamoci subito nell’argomento.

Partiamo da quel concetto espresso da Gasperini e che anche Juric ribadisce nelle prossime pagine. Non si segue lo stesso avversario per tutto il campo, come si diceva una volta financo “negli spogliatoi”…
«Guarda, in certi momenti succede proprio questo, in altri – più frequentemente – ci possono essere dei cambi di uomo, quasi sempre ci sono dei giocatori – specialmente sul lato debole – che hanno un riferimento ma si occupano di dare equilibrio o copertura. Dipende da tanti fattori, da quello che vuole l’allenatore in primis, dalle qualità e dalle conoscenze dei giocatori, che – ti ricordo – sono loro in campo a decidere sulla base di quanto sperimentato in settimana. Ma anche dalle fasi di un incontro. Diciamo, in linea generale, che il sistema “uomo su uomo” può prevedere anche dei contesti in cui si lavora a zona oppure si arretra e non si aggredisce sempre in avanti.»


Foto: Imago.
Il Nuovo Calcio, dicembre 2025, numero 393.