Il Real di Xabi Alonso, già dal Mondiale per Club della scorsa estate, aveva mostrato qualcosa di “diverso”: applicazione, aggressività, ritmo… tutto insieme alla grandissima qualità dei campioni a disposizione. Da dove nasce la scelta del tecnico, il percorso fatto e da fare, la visione di Florentino.
Quando nell’aprile dell’anno passato, a seguito di una vittoria rotonda per 5-0 contro il Werder Brema il Bayer Leverkusen vinse il suo primo titolo della storia, interrompendo una serie di undici “scudetti” del Bayern Monaco, in molti attendevano la scelta del tecnico protagonista di questa autentica impresa. Xabi Alonso sorprese tutti, come aveva di fatto anche in campo, annunciando la sua permanenza. Dopo un iniziale stato di stupore in parecchi hanno pensato che dietro quel “io resto”, pronunciato in perfetto tedesco, ci fosse una chiamata di Florentino Pérez.
Il presidente che avrebbe quella stagione portato a casa l’ennesima Champions League (la quindicesima, sempre col grande potere della mistica) stava già pensando a un rinnovamento futuro? Probabilmente un pensiero gli sarà venuto, anche perché il tecnico basco come calciatore ha indossato più di 150 volte la camiseta del Real Madrid, e a quell’ambiente ha sempre pensato di tornare, se diamo retta alle sue clausole di uscita in favore dei Blancos (e del Liverpool, per anni sua casa), sempre inserite nei suoi contratti.
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