Una competizione giovanile che è da sempre un riferimento in Italia e nel Mondo. Un palcoscenico sul quale si sono cimentati molti di quelli che sono poi diventati i grandi del calcio internazionale, giocatori e allenatori.
Cosa hanno in comune giocatori di epoche e provenienze diverse come Zoff, Maier, Paolo Maldini, Vialli, Batistuta, Lahm, Romelu Lukaku e Kean? E allenatori come Bernardini, Capello, Sacchi, Prandelli, Gasperini e Simone Inzaghi? Non gli scudetti vinti, la risposta giusta è che hanno tutti partecipato al Torneo di Viareggio. La Viareggio Cup o Coppa Carnevale, così è anche chiamata la manifestazione che si svolge in Toscana, è, tra le competizioni giovanili, sicuramente una delle più ricche di storia e di fascino, giunta ormai alla 75esima edizione.
L’origine di tutto
Nel 1947 nasce a Viareggio il Centro Giovani Calciatori, una società che negli anni diventerà una polisportiva dando spazio ad altre discipline, tra le altre atletica leggera e hockey su pista. L’anno successivo alla sua fondazione il club organizzò un torneo di calcio aperto alle squadre rionali della città. Un’edizione zero, che non figura nell’albo ufficiale, che vide il Bar Lencioni battere 3-0 il Bar Fattore. Sembra l’inizio di una storia come tante, di uno dei tornei locali diffusi in tutta la Penisola, ma sappiamo che le cose sono andate diversamente. Già nel 1949, alla prima edizione ufficiale, gli orizzonti si ampliano e partecipano 10 squadre. Due rappresentative giovanili locali come Viareggio e Livorno ma anche club provenienti dalle vicinanze come Fiorentina, Lucchese e altri più lontani come Lazio, Sampdoria e Milan. C’è spazio anche per le prime tre squadre straniere: Olimpique Nizza e Rapid Mentone (Francia) insieme al Bellinzona (Svizzera). Vinceranno i rossoneri, ma già allora si intravedevano quegli ideali e quelle peculiarità che caratterizzano ancora oggi il torneo. Il posizionamento specifico nel calendario, da cui il nome Coppa Carnevale, l’apertura ai giovani (ancora oggi è riservato agli aspiranti campioni del futuro) e il respiro internazionale. Non è un caso che da qui siano passati, nel corso degli anni, molti che poi sono diventati campioni affermati e allenatori di successo.
Un po’ di storia
Una delle menti dietro questa manifestazione è stato Torquato Bresciani, tra i fondatori del CGC, una vita dedicata allo sport. Dirigente della squadra di calcio del Viareggio fu anche corrispondente per la Gazzetta dello Sport. Fu tra i promotori della realizzazione della pista in tartan attorno allo Stadio dei Pini (lo storico impianto della Coppa Carnevale a lui dedicato), la prima in Italia. Un altro debutto importante avviene nel 1968, quando la Nazionale femminile giocò qui la sua prima partita. Con il passare del tempo il torneo ha assunto sempre più importanza passando dalle prime 10 squadre fino a un massimo di 48. Nelle ultime stagioni, con l’avvento della UEFA Youth League, ha perso parte della sua centralità, anche se club partecipanti sono di assoluto valore. L’atto finale è poi trasmesso in chiaro sulla Rai. Il rapporto tra la tv di stato e il torneo è sempre stato molto stretto. Già negli anni Cinquanta, più precisamente nel 1954, la Rai che solo pochi mesi prima aveva diffuso la prima partita della Nazionale, trasmise in diretta il secondo tempo della finale tra Vicenza e Juventus (2-1 il risultato finale): telecronaca di Nicolò Carosio.
Un salto verso il futuro
Dalle 10 originarie squadre si è arrivati alle 24 degli anni Novanta, per poi passare a 40 con lo scoccare del nuovo Millennio. Nel corso del tempo il torneo è diventato sempre più internazionale, nel 2002 sono state ben 17 le nazioni rappresentate, nel 2009 il cambio di nome per sancire l’importanza dell’evento: Viareggio Cup: World Football Tournament. Il 2013 segna la prima edizione con lo stesso numero di squadre italiane e straniere (24 + 24), anno in cui è nata la Youth League, torneo che si rivolge agli stessi giovani protagonisti. Le ultime edizioni si sono svolte lontano dallo Stadio dei Pini, a causa dei lavori di ristrutturazione, ma la finale di quest’anno tornerà nella consueta sede. Il torneo del 2024 ha visto il primo successo di una squadra africana, a 11 anni dall’ultima affermazione straniera (l’Anderlecht nel 2013). I Beyond Limits della Nigeria hanno battuto i congolesi del Centre National di Brazzaville. Il miglior giocatore di quel torneo, il centrocampista Digne Pounga, è da poco entrato nelle fila dell’Atalanta Primavera.
Il trofeo della Viareggio Cup

È sicuramente il più originale tra quelli visti finora in questa rubrica. Rappresenta Burlamacco, la maschera ufficiale del Carnevale viareggino e della città, che poggia su un basamento bianco, mentre solleva un piatto.
Un passaggio quasi obbligato
Anche solo citare tutti i grandi allenatori che si sono seduti sulle panchine della Viareggio Cup è impresa ardua, tre quarti di secolo di storia non si possono riassumere in poche righe, per questo ne abbiamo scelti alcuni a titolo esemplificativo. Se nel corso della loro carriera si sono più volte passati il testimone sulla panchina del Milan, nel 1984 Sacchi e Capello si affrontarono alla guida rispettivamente di Fiorentina e Milan, prevalsero i Viola per 2-0. L’ultima esperienza coi giovani del CT Cesare Prandelli risale al 1997 quando guidava la Primavera dell’Atalanta e partecipò al Viareggio. Chi invece oggi è sulla panchina della Dea, solo qualche anno più tardi (1997) stava muovendo i primi passi nelle giovanili della Juventus. Parliamo di Gasperini che, con i bianconeri, vinse la manifestazione nel 2003. Con i bianconeri trionfò un altro allenatore oggi in Serie A, Marco Baroni (2012). Quattro stagioni più tardi i due fratelli Inzaghi guidavano Lazio (Simone) e Milan (Filippo), con il più anziano che vinse in finale.
L’edizione 2025
Da un paio di edizioni il torneo si rivolge agli U18, in questa stagione i classe 2007, sono però previsti dal regolamento dei fuoriquota (classe 2006). Le 24 squadre partecipanti, tra cui Fiorentina, Sassuolo (vincitore di 2 delle ultime 3 edizioni), Torino, Sampdoria e Genoa si sfideranno dal 17 al 31 marzo. La prima fase vedrà partecipanti da tutti i continenti ad eccezione dell’Asia: dagli australiani dell’APIA Leichhardt, ai brasiliani dell’International, senza dimenticare le 6 squadre africane (da Nigeria, Ghana e Senegal). Dopo i gironi all’italiana si passa direttamente agli ottavi (si qualificano le prime due squadre di ogni gruppo e le migliori terze).
Women’s Cup
Dal 2019 si disputa anche la versione femminile della Viareggio Cup, riservata alle atlete U19, che è giunta alla sesta edizione della manifestazione. Le partecipanti sono 6: Milan, Juventus, Livorno, Spal, rappresentativa LND e Westchester United (USA). Girone all’italiana, con le prime classificate che si giocheranno la vittoria finale in programma il 21 marzo. L’albo d’oro vede due successi a testa per Juventus e Milan (campione in carica) e uno per il Brondby (Danimarca).
I più titolati
Milan e Juventus detengono il record di 9 vittorie a testa, seguono Inter e Fiorentina con 8. Al terzo posto Torino e Dukla Praga con 6. Se il Partizan Belgrado è stata la prima squadra straniera a vincere il trofeo (1951), con il nuovo millennio ci sono stati vincitori sudamericani come la Juventud (Uruguay) e africani come Beyond Limits (Nigeria).
Autore: Tommaso Pirovano.
Foto: Imago.


