Il nostro referente dell’area attività di base, Paolo Nasuto, ha avuto la possibilità di passare una giornata alla Ciudad Deportiva del Real Madrid insieme ai tecnici e ai responsabili delle categorie più piccole della cantera blanca. Ne è nato questo articolo, una sorta di suo diario di viaggio, che racconta emozioni e sensazioni, metodo di lavoro e princìpi operativi, esperienze vissute e competenze apprese di una giornata speciale. Una giornata REAL.
Eccomi a Madrid. Eccomi atterrato all’aeroporto di Barajas, è il 11 aprile. Madrid, una città che vive per il calcio. Lo respiri ovunque: nei bar pieni di sciarpe, nei ragazzini che tirano calci in ogni angolo delle strade, negli sguardi fieri di chi porta al polso il bianco della propria squadra del cuore. Tra una cerveza fresca e un piatto fumante di paella, nei tavolini dei locali si commentano le partite della domenica, i colpi di tacco di ieri e i sogni di domani. Vecchi e giovani discutono con la stessa passione ardente: non esistono mezze misure, solo cuore, orgoglio e appartenenza.
Madrid pulsa a ritmo di pallone e se ascolti bene… è come se sentissi un battito sincronizzato con quello del Bernabéu. Entrare in quello stadio è come varcare la soglia di un tempio, in cui ogni dettaglio narra una storia. Sui muri del Santiago, infatti, non ci sono solo trofei e fotografie leggendarie. Ci sono parole. Frasi che non sono solo slogan, ma manifesti d’identità. Come quella, immortale, di Alfredo Di Stéfano: “Ningún jugador es tan bueno como todos juntos”. Tradotto in italiano: “Nessun giocatore è così bravo come lo sono tutti insieme”.

Un pensiero che spegne ogni individualismo e accende il valore del collettivo. Una lezione eterna. L’umiltà del singolo al servizio del gruppo. Anche il più brillante dei talenti non vale nulla se non si mette al passo della squadra. È un inno alla cooperazione, al sentirsi parte di qualcosa di più grande.
O come un’altra, che vibra come un giuramento scolpito sul cuore: “La camiseta del Real Madrid es blanca. Se puede manchar de barro, sudor y hasta sangre, pero jamás de vergüenza”. Cioè: “La maglia del Real Madrid è bianca. Si può sporcare di fango, sudore e perfino di sangue, ma mai di vergogna”.
Un messaggio potente, che ricorda a chiunque la indossi che onorarla viene prima di tutto. In un luogo così, il calcio è una forma di vita. Camminare tra quei muri, leggere quelle frasi, sentirle riecheggiare nei corridoi, è come ricevere un’eredità invisibile. Perché al Real Madrid il calcio è cultura, responsabilità e sogno. Tutto insieme.
Autore: Paolo Nasuto.
Foto: Imago.
Leggi l’articolo completo su Il Nuovo Calcio, maggio-giugno 2025, numero 386.


