In questa puntata il nostro gruppo di lavoro ci porta alla scoperta del rugby con una guida d’eccezione: Alessandro Gerini, preparatore atletico della nazionale italiana. Tanto lavoro fisico, grande attenzione a recovery e gruppo, tutti aspetti che possono essere declinati anche all’interno del calcio. Insomma, si parlerà di allenamento fisico a 360°.
Siamo giunti alla terza tappa del nostro percorso che esplora altri ambiti, non solo sportivi, per ricercare quei contenuti trasversali che possono completarci e aiutarci nella nostra formazione e in quella dei nostri giovani atleti. Oltre agli “ormai soliti” Nicolò Brigati (preparatore), Paolo Nasuto (allenatore) e Lorenzo Vivarelli (allenatore), si aggiunge Alessandro Gerini. Attraverso la sua grande esperienza nel mondo del rugby (è preparatore atletico della Nazionale italiana, nda), ci ha aiutato a trovare punti di contatto tra le due discipline e approfondire cosa può essere utile per lo sviluppo dei giovani calciatori.
Analogie e differenze
Partiamo da una panoramica generale. Come nel calcio, anche nel rugby ci sono notevoli differenze tra ciò che succede in season e in pre season. Per quanto riguarda le capacità aerobiche, in season si effettuano molti meno allenamenti a secco: il rugby è uno sport dove il numero di partecipanti agli allenamenti è più elevato rispetto al calcio. Ogni allenatore cerca di inglobare il più possibile ogni atleta nella totalità delle proposte perché non esiste fase del gioco in cui il giocatore può agire solo da difensore o solo da attaccante. C’è sempre bisogno di tutti per creare esercitazioni funzionali.
Autore: Michelangelo Maso.
Foto: Imago.
Il Nuovo Calcio, gennaio 2026, numero 394.


