Tutto quello che c’è da sapere sul nuovo Mondiale per Club. Le squadre partecipanti, il nuovo format e le avversarie delle italiane.
La prossima estate, dal 15 giugno al 13 luglio negli Stati Uniti, 32 squadre provenienti da tutti i continenti si giocheranno il titolo di Campioni del Mondo… non preoccupatevi, non siamo ancora nel 2026, parliamo della competizione riservata ai club, non di quella delle nazionali. La FIFA ha infatti rivoluzionato la formula del Mondiale per Club, che fino all’ultima edizione era riservata a 7 partecipanti, un torneo troppo “ristretto”, diciamo così, per eleggere davvero la migliore squadra del pianeta. Questo nuovo format, con cadenza quadriennale, propone un totale di 63 partite nell’arco di un mese. Chi arriverà in finale giocherà 7 incontri (3 ai gironi e 4 scontri diretti), un percorso più articolato e probante rispetto ai due match con cui il Manchester City ha vinto l’ultima edizione (2023).
Si giocherà a cavallo tra la vecchia e la nuova annata (durante il calciomercato quindi), unica finestra disponibile per non intaccare ulteriormente i già fittissimi calendari. Ci sono poi un miliardo di buoni motivi (forse meglio dire di dollari) per partecipare… questo è il montepremi complessivo. Mai è esistito un torneo così ricco: al vincitore andranno ben 125 milioni.
Il passato
Il fascino di sfidare squadre di federazioni diverse per fregiarsi del titolo di “Campioni del Mondo” ha radici lontane, per questo motivo nacque nel 1960 la Coppa Intercontinentale. I suoi vincitori, fino al 1999, erano considerati i Campioni del Mondo anche dalla FIFA, nonostante non promuovesse direttamente la sfida. Partecipavano solo squadre provenienti da due federazioni, UEFA e CONMEBOL (Sudamerica), le detentrici della Coppa dei Campioni e della Libertadores. Con l’avvento del nuovo millennio, la FIFA ha organizzato la prima edizione della Coppa del Mondo per Club: aperta a 8 squadre, il Corinthians vinse la finale, la manifestazione fu un po’ snobbata dalle europee, mancava infatti il prestigio guadagnato dall’Intercontinentale, che tra l’altro era stata vinta solo un mese prima dal Manchester United. Esisteva insomma un doppio titolo: uno “storico” e uno, più recente, ufficiale.
La rivalità durò solo un’edizione perché nel 2001 il torneo della FIFA fu annullato e nel 2004 ci fu l’ultima Intercontinentale. Dal 2005, infatti, anno della seconda edizione fino al 2023, la Coppa del Mondo per Club si è tenuta annualmente sotto un’unica egida. Si articolava su sfide a eliminazione diretta e poche squadre coinvolte, 8 al massimo. Nel 2024 la FIFA ha ripristinato l’Intercontinentale con una nuova formula: la vincitrice della Champions League sfida chi ha prevalso in un percorso a eliminazione diretta dedicato alle vincitrici delle principali competizioni affiliate alla FIFA (Libertadores, CAF Champions League, AFC Champions League…). Chi ha conquistato la prima edizione? Non poteva che essere il Real Madrid: ha così migliorato il suo primato di Coppe Intercontinentali superando 3-0 il Pachuca, club messicano.
La nuova formula
Fortemente voluta da Infantino, di questa rivoluzione si parlava da anni. Il 2021 doveva essere l’anno zero, ma la pandemia globale ha rallentato gli sviluppi. Le 32 partecipanti rappresentano le migliori squadre al mondo dell’ultimo quadriennio: 12 dall’Europa, 6 dal Sudamerica, 4 dall’Africa, 4 dall’Asia, 5 dal Nord e Centro America, di cui un posto riservato ai padroni di casa dell’Inter Miami e una dall’Oceania. Si qualificano le vincitrici della coppa federale, senza limitazioni nazionali (ecco spiegate le 4 brasiliane), inoltre ogni federazione nazionale può “portare” tramite ranking due suadre: ecco spiegato perché ci sono “solo” 2 italiane (Inter e Juventus).
Dopo le partite dei gironi iniziali, le prime due classificate parteciperanno alla fase a eliminazione diretta: percorso classico dagli ottavi (27 al 30 giugno) fino finale (13 luglio). A fine articolo gli avversari e gli orari delle partite delle italiane. In Italia tutti i match saranno trasmessi gratuitamente da DAZN mentre Mediaset proporrà una partita al giorno in chiaro.
Le location
Sono 11 le città americane coinvolte, la maggior parte sulla costa Est o nelle vicinanze, le uniche affacciate sul Pacifico sono Seattle e Los Angeles, che vedranno impegnata la squadra di Inzaghi. Può essere considerata la prova generale della Coppa del Mondo del prossimo anno, con 5 stadi su 12 in “condivisione”. Uno su tutti il MetLife Stadium: la casa dei New York Jets e Giants sarà la sede delle finali di entrambe le competizioni.
Il trofeo
Realizzato da Tiffany è una coppa davvero unica. A una prima vista sembra un comune scudo-trofeo come quello della Community Shield. Grazie a una chiave è possibile “aprirlo” in tanti cerchi concentrici che formano una sorta di giroscopio. Proprio come il Voyager Golden Record spedito nello spazio nel 1977, a testimonianza per il futuro, questo trofeo vuole essere il simbolo dell’importanza del calcio per l’umanità, anche come strumento di unione. Se da un lato è inciso un planisfero, dall’altro oltre a numerose scritte in lingue diverse si celebrano alcune delle più grandi conquiste dell’umanità, come citato nel sito della FIFA: la tavola periodica e l’astronomia.

Working progress
Come previsto dal regolamento i messicani del Club Leon, che per l’occasione avevano ingaggiato James Rodriguez, sono stati esclusi dalla competizione perché condividono la stessa proprietà del Pachuca (il regolamento vieta la presenza di due club con il medesimo proprietario). Sono stati sostituiti dal Los Angeles FC.
Esiste una variabile insolita per un torneo di questa durata. Parte della competizione si giocherà con il calciomercato aperto, con i contratti in scadenza a fine giugno. Questo significa che le rose potranno cambiare: da regolamento è prevista una breve finestra temporale (27 giugno – 5 luglio) in cui effettuare fino a 6 sostituzioni (dalla lista dei preconvocati), di cui unicamente 2 nuovi acquisti; non è permesso passare da una squadra all’altra durante il torneo.
Le favorite
Nei primi anni Duemila ci furono 3 successi di squadre brasiliane, ma l’ultima affermazione di un club verdeoro è datata 2012 (Corinthians), le restanti vittorie sono tutte a firma di club europei. Dominatore assoluto e tra i favoriti d’obbligo di questa edizione c’è sicuramente il Real di Ancelotti (5 successi). Non sta vivendo una stagione felice, ma sottovalutare il Manchester City è un errore da non fare visto il fondamentale rientro di Rodri. L’Inter può dire la sua, così come il Bayern Monaco. Per quanto riguarda le squadre extra-europee le sudamericane sono le più temibili, le brasiliane non a caso hanno vinto le ultime 4 edizioni della Libertadores: Botafogo, Fluminense, Flamengo e Palmeiras. River Plate e Boca Juniors, come conferma il ranking, sono sempre temibili.
In realtà la vera incognita sono le condizioni in cui arriveranno le squadre, colte in momenti diverse della stagione. Per le europee si tratta della fine, la MLS verrà interrotta, così come le sudamericane si trovano nel pieno dell’attività. Da non sottovalutare anche l’orario atipico di alcune partite che si giocheranno a mezzogiorno o alle 15.00 in piena estate.
Le italiane al Mondiale per Club
Inter-Monterrey il 17 giugno ore 18 locali (ore 3 italiane del 18 giugno) a Los Angeles.
Inter-Urawa Red Diamonds il 21 giugno ore 12 locali (ore 21 italiane) a Seattle.
Inter-River Plate il 25 giugno ore 18 locali (ore 3 italiane del 26 giugno) a Seattle.
Al Ain-Juventus il 18 giugno ore 21 locali (ore 3 italiane del 19 giugno) a Washington.
Juventus-Wydad Casablanca il 22 giugno ore 12 locali (ore 18 italiane) a Philadelphia.
Juventus-Manchester City il 26 giugno ore 15 locali (ore 21 italiane) a Orlando.
Autore: Tommaso Pirovano.
Foto: Imago.


