All’allenatore moderno, senza ombra di dubbio, servono competenze trasversali. Non è più sufficiente conoscere solo il calcio (anche se questa conoscenza è indispensabile, non dimentichiamolo mai), ma come dice José Mourinho “Chi sa solo di calcio, non sa niente di calcio”. Per questo abbiamo provato a entrare nella sfera “psicologica” (termine volutamente virgolettato) per capire cosa può aiutare l’allenatore, di qualsiasi livello (di bambini, giovani e adulti), a migliorare il suo saper fare. Ci siamo rivolti quindi a degli esperti per toccare tre temi caldi del coaching: la comunicazione, la leadership e la gestione dell’errore, un errore che può far crescere. Ne è nato questo approfondimento tutto da leggere, per mettersi in discussione, comprendere dove si può far meglio e lavorare veramente per la crescita dei propri giocatori.
Di seguito l’abstract dei tre articoli che formano l’approfondimento.
Sbagliare fa parte del gioco. La gestione dell’errore nel calcio giovanile

Mai demonizzare l’errore, è un modo per apprendere e crescere. A qualsiasi livello. È solo indispensabile dare il giusto valore ed essere consapevoli che il miglioramento passa anche da questo percorso. Strategie e modalità operative.
Di Oussama Mourahib.
Allenare comunicando

Quanto è importante per un allenatore, di prime squadre, giovani o bambini saper trasmettere i giusti messaggi e i feedback ottimali con i propri giocatori. Non contano solo le parole ma anche gli aspetti paraverbali e non verbali.
Di Andrea Mancini e Arturo Mugnai.
Qual è il tuo stile di leadership?

Guidare nel modo migliore un gruppo è una qualità fondamentale per chi allena. Partendo dagli stili di leadership secondo Goleman, si analizza lo stato dell’arte con l’esempio dei grandi tecnici. E una certezza: si possono utilizzare anche stili differenti.
Di Ivan Greco.
Foto: Imago.
Leggi tutti gli articoli su Il Nuovo Calcio, maggio-giugno 2025, numero 386.


