Il Convegno di Scienza&Sport. Alta intensità e alta velocità nel calcio

Il Convegno di Scienza&Sport. Alta intensità e alta velocità nel calcio

La sintesi del tradizionale Convegno organizzato da Scienza&Sport a metà novembre in collaborazione con la nostra rivista. Un appuntamento ricco di spunti, tutti da approfondire, tra fisiologia e l’importanza dell’allenamento invisibile.

Quasi 200 persone, tra chi era presente lo scorso 15 novembre all’UNAHOTELS di Expo Fiera Milano e chi ha già scelto la modalità da remoto (clicca qui per acquistare la registrazione), hanno partecipato al Convegno 2025 di Scienza&Sport. “Alta intensità e alta velocità nel calcio. Cosa dice la fisiologia e l’importanza dell’allenamento invisibile” il tema scelto da Ferretto Ferretti ed Ermanno Rampinini, i coordinatori dell’evento. Un argomento molto attuale, “scottante”, che, secondo alcuni relatori, nei

Ferretto Ferretti, direttore di Scienza&Sport.

prossimi anni sarà sempre più al centro del dibattito. Ecco perché è necessario approfondirlo sin da subito. Dopo l’introduzione del direttore Ferretto Ferretti, che ha ringraziato i partecipanti, i relatori per la loro disponibilità e i partner che hanno permesso l’organizzazione dell’evento, K-Sport e il marchio Air System attivo, il microfono è passato al primo esperto di giornata. 

Un buon giorno che parte da una buona notte

Loris Bonamassa.

“Quando ci svegliamo al mattino non siamo il risultato della sveglia, ma il risultato della notte precedente, che è il risultato della sera precedente, del giorno precedente”. Con queste parole Loris Bonamassa, specialista in sonno e performance, apre il suo intervento dal titolo Sleep readiness: la nuova frontiera della preparazione invisibile nell’alta performance del calcio.

L’alta velocità non è sostenibile senza un’alta capacità di recupero, ma allora quanto vale il sonno per un atleta d’élite? I dati dicono che il “non dormire” comporta una serie di conseguenze rilevanti, la prima è il rischio infortuni, ma abbiamo pure tempi di reazione che aumentano e precisione che diminuisce. Un sonno insufficiente, infatti, genera una percezione completamente diversa sia qualitativa sia quantitativa del proprio essere, il cervello è come un “muscolo” e necessita di riposo per recuperare dalle fatiche. Il focus si sposta quindi su un concetto essenziale nel calcio moderno, ovvero quello di sleep readiness, ovvero la prontezza al sonno, con un sonno ottimale che riduce i tempi di reazione fino al 18% e gli infortuni del 25%. Il sonno è il vero limite fisiologico dell’alta intensità e nessun carico è realmente efficace senza una fase di rigenerazione profonda.

Tutto ciò che non si vede

La parola è andata a Giulio Sergio Roi, medico dello sport e per oltre vent’anni direttore del Centro Studi Isokinetic, che ha presentato una relazione dal titolo Dal gol fantasma alla preparazione invisibile (questo il tema dell’ebook, scritto con Giambattista Venturati, da poco edito dalla nostra casa editrice). Dopo aver introdotto il concetto di preparazione invisibile, cioè tutto ciò che non si vede, ma fa la differenza, ha svelato la “triade ghepardo”: allenamento, alimentazione e sonno. Questi aspetti, a cui si aggiungono la comunicazione per il tecnico e lo stile di vita dell’atleta, sono spesso considerati marginali ma possono incidere sulla performance a qualsiasi livello. Roi ha quindi ribadito come non bisogna mai dimenticare che l’atleta è, prima di tutto, una persona, immersa in un ambiente, con una propria vita privata e un’educazione che inevitabilmente influenzano il suo scendere in campo. 

Giulio Sergio Roi.

Cosa determina l’alta velocità

Gennaro Boccia.

Gennaro Boccia, esperto di fisiologia e allenamento neuromuscolare, professore all’Università di Torino, ha analizzato gli aspetti che influenzano l’alta velocità, tra cui la frequenza dei passi. La sua relazione sui Determinanti della prestazione neuromuscolare ad alta intensità e alta velocità si è concentrata sui principali responsabili dell’aumento della frequenza: i flesso-estensori dell’anca, che contribuiscono con un lavoro positivo, al contrario di quelli del ginocchio che intervengono nella frenata. Durante lo swing della corsa ad alta velocità è difficile sapere quanta contrazione eccentrica del bicipite femorale si verifichi, ma sicuramente è una contrazione repentino-esplosiva. L’allenamento classico della forza però non è adeguato a sviluppare la forza rapida o quella esplosiva: queste si migliorano con l’intenzione di contrarre “il più velocemente e il più forte possibile” i muscoli. Per fare ciò è utile ridurre l’ampiezza del movimento perché, così agendo, si permette all’atleta di concentrarsi di più sull’inizio della contrazione.

 

Tra individualizzazione e settimana tipo

Fabio Spighi.

Fabio Spighi, preparatore atletico dell’Empoli, ha focalizzato la sua attenzione sulla periodizzazione e la distribuzione dei mezzi utilizzati durante la settimana (Alta intensità e alta velocità: come, quando e quanto all’interno della settimana il titolo del suo intervento).

Dopo un breve accenno teorico ai parametri che definiscono la performance del calciatore, Spighi ha ribadito come l’obiettivo del preparatore sia rendere il recupero più breve possibile tra le azioni ad alta intensità, sempre completando il lavoro dell’allenatore.

In tutto ciò assume una grande centralità l’individualizzazione del modello prestativo. Il relatore ha condiviso la scansione di una settimana tipo della sua squadra, mostrando diversi video delle esercitazioni adoperate. Ha sottolineato come i microcicli siano sempre più ridotti e meno comuni (esistono sempre meno settimane tipo) e come le proposte coordinative al termine del riscaldamento siano parte integrante dell’intervento accelerativo poiché introducono il corpo a un primo approccio in vista della seduta.

Allenarsi allo sprint… attraverso lo sprint

Partendo dall’analisi prestativa, Carlo Spignoli, preparatore della Roma, ha sviluppato una serie di concetti che sottolineano l’importanza dell’allenamento dello sprint (Allenarsi allo sprint e attraverso lo sprint. Necessità e reale opportunità, il titolo della sua relazione). Nel calcio di alto livello sono cresciute sia la velocità di gioco sia la velocità e le distanze percorse ad alta intensità o in sprint. Per rispondere alle esigenze fisiche del calcio è fondamentale una preparazione adeguata attraverso allenamenti specifici e mirati. L’allenamento allo sprint permette di preparare alle richieste funzionali del gioco, crea le premesse per allenare la performance individuale e di squadra. Non esclude totalmente il rischio di infortunarsi ma, certamente, se integrato in un intervento multifattoriale, ne riduce in modo significativo la probabilità. 

Carlo Spignoli.
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