Il Bayern è una Kompany perfetta

Il Bayern è una Kompany perfetta

Carlo Pizzigoni

Al momento in cui vi scriviamo la squadra di Monaco di Baviera ha conquistato 31 punti su 33 in Bundesliga e la Supercoppa di Germania. L’undici di Vincent Kompany ha mostrato una mentalità bavarese impregnata di modernità, con una spolverata di “guardiolismo”. Cosa c’è dietro il lavoro del mister belga.

Estate 2024. Due ore al telefono parlando di calcio. Massimo livello possibile. Ai due lati della linea Kalle Rummenigge e Pep Guardiola. Tema: Vincent Kompany. Il Bayern è in un momento delicato. E non solo per l’ultimo campionato perso in favore del Leverkusen di Xabi Alonso: c’è altro. Il club non è riuscito a gestire la transizione tra il vecchio gruppo dirigente e il nuovo, dalla guida Rummenigge-Hoeness a quella Kahn Salihamidžić.

Un passaggio di consegne programmato da tempo ma che non ha avuto esito positivo. Nonostante la vittoria del campionato 2022-23 (arrivo a pari punti col Borussia Dortmund, vantaggio nella differenza reti), la società aveva annunciato la separazione dal nuovo gruppo dirigente. E ingaggiato un nuovo direttore sportivo, Max Eberl. Bavarese di nascita, cresciuto calcisticamente nel settore giovanile del Bayern (solo una presenza però in prima squadra), secondo le ferree regole del club che vuole rappresentanti che conoscano nei dettagli la storia.

Nel cercare un tecnico per ripartire, Eberl, insieme all’austriaco Christoph Freund, già DS del RB Salisburgo, incontra alcuni tecnici, nessuno però pare convinto, per diversi motivi. Prima Xabi Alonso, poi Roberto De Zerbi poi Ralf Rangnick, nessuna operazione si chiude insomma. Per molti, compresa la maggioranza dei media tedeschi, quella della dirigenza del Bayern di puntare sul belga, che però aveva già giocato in Bundesliga con l’Amburgo dal 2006 al 2008 e comprende la lingua tedesca (non esattamente un dettaglio), era sembrata una mossa dettata soprattutto dalla necessità e dalla mancanza di alternative. 

E invece. “A volte il destino ti aiuta”, ha detto poi Rummenigge. “Il numero di rifiuti che Max Eberl ha purtroppo dovuto affrontare ha fatto sì che alla fine abbiamo trovato proprio l’allenatore di cui avevamo bisogno per questa squadra. Ci sono stati due fattori decisivi: la squadra apprezza lo stile di gioco e lo stesso vale per i tifosi. Il calcio deve essere divertente, volevamo un tecnico che avesse nel DNA questo spirito.”

Autori: Carlo Pizzigoni e Roberto Brambilla.
Foto: Imago.
Il Nuovo Calcio, dicembre 2025, numero 393.