È rinato il Chelsea. Un miracolo (italiano)

È rinato il Chelsea. Un miracolo (italiano)

Carlo Pizzigoni

L’impresa dell’undici di Maresca non può passare sotto traccia. Vincere il ricchissimo Mondiale per Club e soprattutto farlo contro il PSG di Enrique, fresco di triplete, è una cosa unica. Le fondamenta della squadra, le intuizioni del tecnico campano, che ha sorpreso tutti. 

Prima della finale del Mondiale per Club quasi nessuno avrebbe previsto una vittoria netta del Chelsea su un Paris lanciatissimo che aveva demolito ogni avversario che gli si era parato davanti negli ultimi mesi. E invece i Blues la finale non l’hanno solamente stravinta ma anche dominata fin dai primi minuti.

Così che finalmente è terminato il periodo di praticantato, anche tra i più borbottanti tifosi del Chelsea, cui è stato sottoposto Enzo Maresca. Accolto con una certa freddezza a Stamford Bridge, oggi, grazie a lavoro e serietà, ha non solo contribuito a imbottire la sala trofei del club (ha aggiunto anche la Conference League vinta in finale contro il Betis Siviglia) ma ha garantito anche alla squadra la presenza nella prossima Champions al termine di un campionato, per giunta il più competitivo del mondo, in cui è rimasto sostanzialmente sempre nelle posizioni di punta.

Di più, il tecnico campano ha ridato credibilità a un progetto che faceva acqua da tutte le parti. Il tutto in un anno solare visto che la firma sul contratto è stata apposta giusto il 3 giugno dell’anno scorso un po’ tra lo scetticismo generale. Eppure, era reduce da una promozione col Leicester nella terribile Championship inglese dopo aver accompagnato, da primo assistente, Pep Guardiola (scusate se è poco) nella stagione della vittoria della Champions da parte del Manchester City. In quanto a considerazione mediatica e non solo, anche l’Italia si è distinta per superficialità, bollando come poco soddisfacente l’esperienza di Parma dove, accolto bene dal pubblico, era stato allontanato dopo nemmeno tre mesi in una maniera che anche allora ci sembrò insolita (e che ha sorpreso pure lui: “Mi hanno preso per un progetto di tre anni e poi mandato via quasi subito”, ha detto). Ma tant’è, conosciamo il nostro piccolo mondo.

Foto: Imago.