L’intervista a Suzanne Bakker, l’allenatrice olandese che in estate è arrivata al Milan. La sua esperienza in Italia, l’importanza del progetto e di far crescere le giovani calciatrici del vivaio.
La scorsa estate fece sobbalzare gli appassionati e gli addetti ai lavori dalla sedia, il suo nome accostato a quello del Milan Femminile aveva mille significati ma sostanzialmente portava a un unico pensiero: qui si fa sul serio. Suzanne Bakker è un’allenatrice olandese classe 1986, cresciuta come giocatrice nel ruolo di centrocampista tra le fila di Apollo 68 e Reiger Boys (settori giovanili), per poi approdare nella massima serie olandese nel 2007 con la maglia dell’Utrecht. L’anno successivo passa all’ASV Wartburgia, dove rimarrà fino a fine carriera nel 2014.
Il naturale sviluppo del percorso da calciatrice, che in realtà si sentiva già un po’ coach in campo, è stato quello di assumere la guida tecnica proprio di questa squadra, per poi sedersi sulle panchine di Excelsior, Ajax Talententeam (squadra riserve) e Ajax prima squadra. Alla prima stagione fu titolo, alla seconda Coppa Nazionale e quarti di finale di Women’s Champions League superando ostacoli del calibro di PSG, Bayern Monaco e Roma; e in scadenza di contratto, nel 2024, è stato il Milan a farsi avanti. Non prima di aver messo in bacheca il prestigioso Rinus Michels Award, storico premio olandese che l’ha eletta miglior allenatrice del campionato femminile. È con queste premesse che si è presentata Milano, forte di un entusiasmo e una dedizione contagiosi, ma senza alcuna pressione, solo con la voglia di aiutare il progetto a crescere.
Cosa l’ha spinta a dire sì, la scorsa estate, al club rossonero?
«Il feeling che si è subito instaurato con lo staff e la società, la voglia di costruire insieme un progetto importante, basato su qualche giocatrice esperta ma anche su tanti talenti giovani provenienti dalla Primavera Campione d’Italia, il lavoro fatto da Elisabet (Spina, responsabile del settore femminile del Milan, ndr), la conversazione che ho avuto in primis con lei, e ovviamente anche il prestigio, la voglia di riportare questa squadra a competere ad alti livelli.»
Foto: Imago.
Il Nuovo Calcio, marzo 2025, numero 385.


