Master 2024 Prime Squadre, il ciclo del gioco

Master 2024 Prime Squadre, il ciclo del gioco

Durante il Master 2024 dedicato alle Prime Squadre, dieci allenatori di assoluto livello hanno condiviso con i partecipanti le loro idee calcistiche, la loro esperienza… per uno stimolante aggiornamento dedicato ai tecnici di prima squadra. Certificato Il Nuovo Calcio.

La cornice è di quelle prestigiose, l’aula magna del Centro Tecnico Federale di Coverciano, la casa degli Azzurri. Qui, il ricco panelist di relatori ha esposto la propria idea di calcio, sviluppando il tema dell’evento dedicato agli allenatori delle prime squadre: il ciclo del gioco. Vi proponiamo un assaggio di quanto detto in aula, davanti a una gremita platea di allenatori provenienti da tutta Italia.

I primi interventi

L’apertura dei lavori è di Ferretto Ferretti, direttore di questa rivista e docente ai corsi centrali del Settore Tecnico. Ha fatto i complimenti a tutti i mister presenti per la passione, ringraziato i relatori che hanno sottratto del tempo alle proprie vacanze per condividere le loro esperienze, e le aziende che hanno collaborato alla riuscita dell’evento: Sofisport, Veo, K-Sport e Kipsta.

La palla quindi è passata a Fabio Pecchia, che viene sorpreso dall’arrivo in aula di Renzo Ulivieri, presidente AIAC, padrone di casa a Coverciano e suo tecnico al Napoli, bellissimo lo scambio di battute tra loro.

L’allenatore del Parma, poi, partendo dall’analisi dei gol della prima parte degli Europei, ha sviluppato il tema di cosa avviene dopo il recupero del pallone (chiamato post-recupero palla), individuando i princìpi ricorrenti a seconda della tipologia di difesa degli avversari (bassa o alta) e la zona di campo in cui succede.

Dall’attualità il tecnico del club neopromosso in Serie A è arrivato a quanto fatto con la propria squadra su questo argomento: ha mostrato varie clip di partite e soprattutto alcune soluzioni pratiche per l’allenamento. Ha risposto poi a numerose domande, super-disponibile verso tutti (è rimasto impresso il suo “Chiamami Fabio” detto a un corsista che stava ponendo un quesito dandogli del “lei”).

Da un allenatore che ha conquistato la massima serie a uno che ha vinto la C ed è arrivato in “cadetteria” con il Mantova, Davide Possanzini.

Il mister è partito dall’esposizione dei princìpi di gioco che ha portato avanti nell’annata, ricordando come per attaccare al meglio questi non siano sufficienti: serve anche tanta creatività. “Smarcamento, movimenti opposti, ricerca dell’uomo libero, terzo uomo, giocata dentro/fuori sono molto importanti”, dice il mister dei biancorossi. La teoria però da sola non basta, dato che è necessario allenare sempre all’interno del contesto di gioco. Per questo si è poi passati alla spiegazione di alcune esercitazioni, per mostrare sia la realizzazione nei video dell’allenamento sia l’analisi delle clip della partita.

E a proposito di video, portati e discussi da entrambi i primi due relatori, è seguito un interessante speech sull’utilizzo della telecamera Veo, uno dei partner tecnologici dell’incontro di aggiornamento.

I relatori a distanza

La prima giornata si è conclusa con due interventi a distanza, per ovvi motivi. L’allenatore dei Vancouver Whitecaps, Vanni Sartini ha parlato direttamente dal ritiro pre-partita in vista dell’imminente match serale. Dopo aver introdotto la realtà della MLS, la sua squadra e il modulo di gioco utilizzato (3-4-2-1), ha esposto i princìpi del calcio ricercato, focalizzandosi su come difendere a zona durante la fase di non possesso. Pressione alta e difesa della porta le macroaree affrontate, per ognuna delle quali sono state tante le indicazioni puntuali dedicate ai singoli ruoli, ovviamente accompagnando l’esposizione con il commento di video tratti dalle partite per tramutare in fatti quanto detto in parole. Con un principio: “Ci si muove sempre in funzione del pallone!”.

Guidato dalle domande di Alberto Nabiuzzi, invece Francesco Farioli ha prima ripercorso le fasi della sua carriera da allenatore in rapida ascesa fino alla recente chiamata dell’Ajax. Anche in tal caso la sede dell’intervento era di tutto rispetto: il centro sportivo dei Lancieri. Era presente anche il suo collaboratore Daniele Cavalletto. La relazione si è focalizzata sull’analisi di alcuni aspetti mostrati dalla sua precedente squadra, il Nizza, ripercorrendo un ideale sviluppo dalla costruzione dal fondo fino alla conclusione. Focus particolari sulla costruzione alta e sul coinvolgimento del terzino in mezzo al campo. “Come allenatori abbiamo il compito di insegnare ai giocatori il nostro ‘codice’ in modo tale che lo sappiano riconoscere per poi applicarlo sul campo”, ha detto concluso Farioli.

La domenica mattina

Maurizio Viscidi, coordinatore tecnico delle Nazionali giovanili, ha aperto i lavori della domenica mattina. L’intervento ha avuto come obiettivo la filosofia alla base di tutto il settore giovanile italiano e racchiuso nel suo ultimo libro La partita perfetta: la volontà di un gioco sempre propositivo, in ogni sua fase. Per farlo al meglio, secondo Viscidi è necessario “Gestire al meglio le diverse partite nella partita, cioè costruzione contro prima pressione e attacco posizionale contro difesa schierata e viceversa per la fase di non possesso”, per potersi focalizzare al meglio su tutti i dettagli chiave. Vincendo tutte e quattro queste partite si otterrà La partita perfetta.

Dal vivo è stato il turno di Max Canzi, l’anno scorso al Pontedera, nella stagione in apertura alla Juventus Women.

Ha parlato di 3-4-3, dalla fase difensiva uomo su uomo, a quella di possesso caratterizzata da uno sviluppo a tre, possibile grazie a soluzioni tattiche particolari, a centrocampo. Il tutto guidato da due princìpi chiave: “La continua ricerca della verticalità, per avvicinarsi il prima possibile alla porta avversaria, e la volontà di riempire con quanti più uomini possibili l’area di rigore rivale”, ha illustrato il tecnico milanese.

Chiarite le linee guida, si è passati a come allenare quanto detto per poi analizzare se questo corrisponde a quanto proposto in partita.

Prima della pausa caffè l’intervento di Andrea Dossena, che di lì a pochi giorni avrebbe iniziato la sua avventura alla SPAL. L’ex allenatore della Pro Vercelli ha diviso la sua relazione in due parti, nella prima ha esposto la sua settimana tipo, nella seconda ha mostrato come lavorare sul ciclo del gioco all’interno del programma settimanale. Partendo da due punti non negoziabili: “La condizione fisica è necessaria per realizzare quanto si pensa e poi è l’attenzione alla persona dietro il giocatore… che fa la differenza”.

Sebastian De La Fuente ha presentato il microciclo in preparazione a una gara. Il mister della Fiorentina Women ha evidenziato il suo approccio alla partita, facendo una panoramica di tutto quanto svolto portando come esempio le doppie sfide con Juventus e Roma (finale di Coppa Italia compresa).

Dall’idea del piano gara da applicare a partire dallo studio dei video degli avversari, a quanto effettuato sul campo, passando per i dovuti accorgimenti apportati in seguito alla partita già disputata. Senza tralasciare l’aspetto emotivo, da non trascurare quando si prepara una finale contro lo stesso avversario che pochi giorni prima ti ha sconfitto largamente.

Il pomeriggio

Dopo aver trattato il calcio femminile con De La Fuente, si passa a quello dei ragazzi in procinto di compiere il salto in prima squadra, un momento decisivo per i giocatori, che presuppone sia un sapere calcistico completo sia doti caratteriali e morali importanti. Momento che gli allenatori degli adulti devono assolutamente conoscere. Il relatore previsto, Paolo Montero, tecnico allora della Primavera della Juventus, nell’annata 2024-25 alla Juventus Next Gen, purtroppo per un problema di coincidenze aeree non ha potuto essere presente.

È stato ottimamente sostituito dal suo vice, Francesco Spanò. Il mister bianconero ha mostrato come integrare gli aspetti metodologici all’interno della sua settimana tipo, evidenziando una progressione dalla partita appena giocata a quella successiva, entrando nel dettaglio dei vari momenti delle singole sessioni. “Per quanto ci riguarda andiamo dall’idea di gioco basata sull’essere offensivi alla continua ricerca di un allenamento che sia complesso, in grado di stimolare instabilità e difficoltà”, spiega Spanò.

Aggiornarsi nel calcio non significa solo approfondire le componenti tattiche ma anche quella delle più recenti tecnologie: ecco spiegato tra tanti “mister” l’intervento di Sebastiano Cadè, dell’azienda K-Sport, partner della manifestazione. La relazione è stata una panoramica sull’utilizzo dei GPS nel calcio, aspetto che negli ultimi anni ha fatto passi da gigante, da ultimo l’integrazione con l’intelligenza artificiale. Uno strumento che fino a poco tempo fa era a uso esclusivo dei club professionistici, ma che oggi è una realtà diffusa anche tra i dilettanti. E che quindi è necessario quanto meno conoscere.

L’ultimo relatore dell’evento è stato Alessio Dionisi che ha affrontato il tema delle situazioni di gioco.

Il nuovo tecnico del Palermo si è concentrato in particolare sull’uomo su uomo, proponendo video di quando ha affrontato Atalanta e Torino, due squadre maestre di questa dinamica. Partendo dalle situazioni di rimessa dal fondo fino ad arrivare alla fase offensiva. Fil rouge tra tutti gli sviluppi indicati è il fatto che “La palla deve sempre arrivare a giocatore che ha più tempo e spazio a disposizione».

I saluti finali e l’applauso di rito hanno segnato la conclusione di una due giorni ricca di interessanti spunti. Tecnici, tattici e metodologici, ma anche di confronto e condivisione che hanno arricchito il bagaglio, non solo tecnico-tattico, di ognuno.

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Autore: Tommaso Pirovano.
Foto: Francesca Grana.