Tra storia e modernità

Tra storia e modernità

Dal lùnedi al vénerdi i xe olandesi. Al sabato i ghe pensa. La domenica, giuro su la mia beltà, tuti indrìo e si salvi chi può”: parole di Nereo Rocco. Le abbiamo riprese, oltre che per l’ironico significato, direi valido tuttora, perché emerge chiaramente come gli “olandesi” sono sempre stati all’avanguardia. Per concetti, idee offensive, ritmi impressi alla gara, formazione dei giocatori.

Dei “rivoluzionari” calcisticamente parlando. E alla squadra riferimento di quel calcio, l’Ajax con il suo allenatore ten Hag, abbiamo dedicato la copertina insieme a un interessante articolo di Carlo Pizzigoni. Nello scritto si evidenzia il valore del club, radicato alle tradizioni, “spinto” da Cruyff e van Gaal, ma pronto a guardare altrove (anche se il vivaio non si tocca) per affermarsi in Eredivisie e in Europa. Per restare ai vertici nell’attuale globalità calcistica. Per proporre giocatori di grande prospettiva. Certo, a questo giro, la sconfitta agli ottavi di Champions lascia l’amaro in bocca, soprattutto per come è maturata, ma non possiamo ricondurre tutto alla filosofia del risultato a ogni costo; la bontà del lavoro, il lascito morale e calcistico vengono prima.

In merito a questo discorso vi riporto in anteprima una frase che troverete nel prossimo libro della collana Gli Unici, in uscita a giugno, su Zdenek Zeman, a cura di Gaetano Fontana e Gianluca Corbani. È di Alessandro Nesta, parla così del maestro boemo: «Zeman ha vinto poco, è vero, ma probabilmente questa è la croce di tecnici come lui, o come Bielsa. Allenatori così non avranno un vastissimo palmarès, ma hanno venduto idee, hanno venduto giocatori, qualità, innovazione. E questo non è poco!» Già, questo vale anche per l’Ajax. Anche se i Lancieri sono usciti contro il Benfica, dopo un match dominato, tutto all’attacco, contro… una squadra rintanata nella propria metà campo. E su questo discorso (“Superare una squadra chiusa”) abbiamo realizzato un articolo con il contributo di Mario Beretta, Ivan Javorcic e Matteo De Biaggio.

Oltre ai consueti articoli tecnici per giovani, adulti e di preparazione, evidenzio due interviste a uomini protagonisti del nostro calcio: Alberto De Rossi, 30 anni al vivaio della Roma, e Giovanni Stroppa, attuale mister del Monza. E di Alberto vi anticipo una frase che chi lavora coi ragazzi dovrebbe avere tatuata sulla pelle: «Se scegli di allenare nel vivaio, non devi avere secondi fini: sono i calciatori che devono fare carriera, non gli allenatori!» Teniamolo a mente.

Concludo con un cenno sulle prossime pubblicazioni della nostra casa editrice: i mesi “estivi” saranno ricchi di proposte. La prima, a maggio sarà dedicata ai portieri, con il libro quasi pronto di Gaetano Petrelli e Pasquale Pastore, sulla tattica del numero uno. A seguire, oltre a “Zeman”, un testo di preparazione precampionato per i giovani, uno di allenamento per Piccoli Amici e Primi Calci, un altro di training fisico in base al ruolo e l’ultimo, in autunno, sulla prevenzione degli infortuni. Quindi, è proprio il caso di augurarvi… buona lettura!

SFOGLIA IL NUMERO DI APRILE >

Articoli correlati

La giusta terminologia

Non è un errore di battitura. No, non ci siamo sbagliati. Anche se nel linguaggio da campo siamo soliti sentire giochi e partite a tema, la dicitura esatta è a temi. Sì, perché all’interno di queste diffusissime esercitazioni non c’è mai un solo obiettivo (tema), ma diversi. Ecco il motivo per cui, confrontandoci con i […]

Torniamo a dribblare

Prima di entrare negli argomenti “forti” di questo numero, concedetemi di fare gli auguri per il suo 31esimo compleanno a… Il Nuovo Calcio. Il mese di febbraio del 1991 è stato quello che ha visto la nascita della nostra rivista, che nel corso di questi anni ha attraversato le varie burrasche del mondo dell’editoria, cercando […]