Master 2025 Settore giovanile

Master 2025 Settore giovanile

Aula e campo, dall’attività di base all’agonistica

La sintesi del Master 2025 Settore giovanile organizzato dalla nostra rivista a Coverciano. Tutte le relazioni e gli argomenti trattati, per nuovi spunti in vista della prossima stagione.

È sempre la stessa storia, ore di lezione, mille appunti, altrettante nozioni, e poi “schemi”, aneddoti, visioni sul campo… ma la verità è che la stessa storia non lo è mai. Il Master dedicato al Settore Giovanile, in una Coverciano sempre accogliente e affascinante, con il Museo del Calcio cornice perfetta, ancora una volta ha mietuto “vittime”. Le “vittime”, appunto, sono quei tecnici venuti da tutta Italia che non hanno smesso nemmeno per un attimo di assaporare dettagli e riempirsi di tutto ciò che avrebbe potuto dare loro qualcosa in più. “Migliora le tue conoscenze. Dall’allenamento globale ai particolari tecnici. Dall’attività di base alle categorie agonistiche”, questo il titolo dell’evento che già di per sé ha riassunto bene il filo conduttore della full immersion. Dopo i saluti di rito di Ferretto Ferretti, docente ai corsi centrali di Coverciano e direttore di questa rivista, la palla è passata al primo relatore di giornata. 

Ferretto Ferretti.

Sabato pomeriggio 

“Sono figlio di un calcio diverso, le ore di gioco erano determinate dalle ore di luce.” Inizia così l’intervento di Bernardo Corradi, ex tecnico della Nazionale Under 20, da luglio nello staff di Max Allegri al Milan. La sua relazione (Allenare nel settore giovanile. Una missione più che un mestiere) spazia dalla multidisciplinarità, alla piramide dei valori, non senza una punta di romanticismo misto a malinconia per quel calcio che fu e che lui stesso ha vissuto in prima persona. Nella piramide dei valori dell’allenatore, fatta di sfide, tempo, lavoro e rispetto, c’è posto per tre concetti essenziali: il controllo, ovvero ciò che dipende da te; l’influenza, ossia tutto ciò che c’è intorno e che può essere condizionato in maniera positiva, anche una semplice pacca sulla spalla di un compagno in un momento difficile; il coinvolgimento, cioè quando l’empatia fa la differenza. “Ricordiamoci che la vita è per il 20% ciò che ci succede e per l’80% come reagiamo a ciò che ci succede”, afferma ancora Corradi. 

Bernardo Corradi.

L’intervento di Niccolò Golinelli di Soccerment dal titolo L’IA per la valutazione delle performance sportive, è partito da una provocazione. “I giocatori, grandi e piccoli, ricevono dai loro allenatori feedback soggettivi, i quali non sono sempre corretti”: per crescere e imparare, ricevere le giuste indicazioni è fondamentale, ma possedere dati oggettivi tra i dilettanti non è semplice. Ad oggi però le attrezzature che permettono di oggettivare la prestazione sono sempre di più e soprattutto più accessibili. Tra queste, i parastinchi XSEED permettono di quantificare i dati atletici e quelli tecnici grazie alla compresenza di diversi sensori e all’intelligenza artificiale. Tutto ciò si può sincronizzare con le riprese video grazie alla recente collaborazione nata tra Soccerment e SICS. L’utilizzo del solo parastinco, come mostrato in aula, permette di generare un report per ogni giocatore che li indossa, unendo dati fisici come ad esempio la distanza percorsa sopra una certa soglia, a quelli tecnici come i tiri effettuati. 

Niccolò Golinelli.

L’allenamento multidisciplinare. Cosa fare con i più piccoli è il tema trattato da Andrea Cardone. Il coordinatore dell’area performance del settore giovanile del Monza (lavora anche all’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del CONI) è partito ricordando l’importanza della comunicazione (“È quasi più importante come facciamo fare le cose ai nostri ragazzi che il cosa”) e dello sviluppo di un ambiente adatto a far esprimere il massimo potenziale di ogni bambino. Il focus della relazione non poteva che essere la multidisciplinarità, argomento sviluppato anche nel suo ultimo libro de Gli Indispensabili di Scienza&Sport. Parlando dello sport che tanto amiamo, il relatore ha sottolineato come le ore di pratica durante l’anno siano infinitamente minori rispetto a quelle di altre discipline, per questo l’esposizione a stimoli diversi permette di creare atleti del futuro più completi. Sono fondamentali feedback puntuali che stimolino la riflessione nei giovani atleti, senza mai anticipare i compiti successivi. In conclusione, Andrea ha approfondito l’importanza delle capacità coordinative e condizionali e di come creare abilità per un giovane sempre più consapevole delle potenzialità del proprio corpo. 

Andrea Cardone.

Spazio poi alla “delegazione Parma” con Gianluca Baschieri, responsabile dell’attività di base, accompagnato da Eleonora Pongolini, psicologa del settore giovanile, e Martina Raineri, Men&Women Children Safeguarding Officer. La lezione teorica, dal titolo Lo sviluppo individuale all’interno di un sistema complesso. L’attività di base del Parma, si è basata sul concetto di talento in primis, definendolo come colui che ha potenzialità fisiche, atletiche e mentali ponderate al punto giusto tra loro per creare un equilibrio stabile ma allo stesso tempo profondo. “I tre punti su cui si lavora – ha affermato Baschieri – sono l’ambiente, che deve essere sicuro, un riferimento per i ragazzi; la metodologia, necessariamente predisposta partendo da evidenze scientifiche; l’esperienza, ovvero una grande quantità di attività che permette di formarsi”, della serie “I bambini devono giocare”. 

Gianluca Baschieri.

Lato psicologico ecco un software interno condiviso con le famiglie che permette una comunicazione tutelata, ma allo stesso tempo diretta e professionale. Dalla teoria alla pratica, ancora una volta il campo di Coverciano ha accolto parte del settore giovanile del Parma che coadiuvato dai propri tecnici ha messo in atto anche un’ottima lezione di allenamento calcistico con i partecipanti al corso più attenti che mai a prendere appunti, seguire ogni dettaglio e fare mille domande.

I ragazzi dell’attività di base Parma con tutto lo staff.

 

L’U14 del Parma.

Domenica mattina

Il primo intervento è stato quello di Matia Balestracci, oggi tecnico dell’U16 della Fiorentina, che ha presentato una relazione dal titolo Metodologia e… contrattacco! Una metodologia, quella viola, che “Si basa sul miglioramento del singolo tramite le esperienze di gioco individuali e collettive”, valida dall’attività di base fino all’U15. Il tecnico dei gigliati si è concentrato sui princìpi portati in campo e la struttura della seduta focalizzandosi sul pre-allenamento (prevenzione personalizzata, mobilità generale e core) e la fase di lavoro individuale per ruoli. In conclusione il focus sul principio del contrattacco “cioè la volontà di voler ribaltare l’azione di gioco” e come allenarlo: cominciando dall’analisi dei dati delle partite giocate, Balestracci ha presentato delle esercitazioni pensate ad hoc per la propria squadra.

Matia Balestracci.
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