La crescita del giovane calciatore tra principi e linguaggio condiviso

La crescita del giovane calciatore tra principi e linguaggio condiviso

Un sunto, a cura del mister degli U16, di come si lavora nel vivaio della Roma nella parte agonistica. Esercitazioni e concetti per marcamento e duello.

Aniello Parisi, attuale tecnico degli Allievi under 16 della Roma, nel suo intervento di domenica pomeriggio, ha toccato due temi importanti: il primo legato all’organizzazione del settore giovanile della società capitolina, in particolare per quanto riguarda le fasce agonistiche nelle quali l’utilizzo di uno stile di conduzione della sessione e un linguaggio comune aiuta i ragazzi; il secondo, più tecnico, su marcamento e duello.

Le linee guida
La metodologia della Roma è improntata sull’insegnamento dei princìpi di gioco con l’obiettivo di plasmare un giocatore “pensante”, capace di un continuo apprendimento del gioco. Il metodo usato è prettamente induttivo: si stimola l’allievo a scoprire le molteplici possibilità che nasconde una partita. Solitamente si esplicita un obiettivo tecnico-motorio senza dare una soluzione, ma permettendo al calciatore di decidere individualmente.

Partendo da questo concetto, possiamo legare al metodo induttivo alcune parole che porteranno alla formazione di giocatori con una personalità forte:
– libertà – l’istruttore dice “cosa”, l’allievo sceglie “come”;
– responsabilità – si lavora sulla “pedagogia della domanda”;
– differenza – ogni elemento sarà portatore di una propria risposta;
– consapevolezza – il calciatore diventa cosciente di quanto accade in campo;
– autonomia – l’allenatore dovrebbe avere come obiettivo paradossale quello di rendersi via via inutile.

«In passato ero portato a dare tante informazioni ai ragazzi; poi ho modificato con il tempo il modo di rapportarmi anche grazie alle registrazioni vocali di alcuni miei interventi – spiega mister Parisi».

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