Per controllare una partita non basta il possesso palla, servono anche solidi princìpi. Quali sono i vantaggi e l’importanza dell’esempio.
A tutti piace che la propria squadra domini il gioco. Tutti vorrebbero che i propri ragazzi siano in grado di mantenere il pallone il più possibile. E mantenendolo, che si creino di conseguenza un altro numero di occasioni. Avete appena annuito, lo so. O comunque avete pensato “Sì!” nella vostra testa. Per riuscire in questo serve però capire che cosa sia necessario allenare e soprattutto come farlo. Perché i vantaggi sono innumerevoli. Per raggiungerli servono preparazione, studio e applicazione. E in questo articolo approfondiremo questi aspetti.
Tutto parte da…
…Il pallone, che è il cuore, pulsante, del gioco. Averlo tra i piedi significa avere il totale controllo, decidere cosa fare, ma soprattutto in che maniera e quando. Chi domina il possesso e di conseguenza il gioco, non subisce il ritmo della partita, lo impone.
Attenzione, però: dire “vogliamo dominare il gioco” non basta. Non è sufficiente chiedere ai nostri giocatori di avere la palla, di relazionarsi, di muoversi e di muoverla. Perché il possesso, da solo, è sterile se non ha un fine preciso. Ecco che qui che entrano in gioco i princìpi, quei concetti che trasformano il possesso da un semplice dato statistico e fine a se stesso a una strategia inarrestabile.
Dominare il gioco non significa semplicemente avere la palla più degli avversari. Significa sapere cosa fare con questa, come muoverla, in che modo attaccare e quando difendere, creare vantaggi e manipolare la squadra rivale.
La domanda che ci dobbiamo porre è: “Come si insegna ai giocatori a dominare il gioco? Come si trasmette loro questa mentalità?”.
La risposta potrebbe essere molto “semplice”: allenando il gioco. Tra poco sarà tutto più chiaro.
Autore: Andrea Cavalli.
Foto: Francesca Grana.
Leggi l’articolo completo su Il Nuovo Calcio, aprile 2025, numero 385.


