Gli scenari del ciclo del gioco. Il pressing alto

Gli scenari del ciclo del gioco. Il pressing alto

La gestione e i particolari del pressing alto. L’importanza della mentalità, della sintonia collettiva e delle contrapposizioni.

Dopo aver visto i comportamenti che si possono attuare per difendere bassi, cambiamo prospettiva e accingiamoci ad aggredire i nostri avversari nella loro metà campo, anzi già con palla al portiere, ferma o in movimento dopo la prima trasmissione. Insomma, in questo articolo vedremo gli atteggiamenti e i presupposti del pressing alto.

Il primo messaggio

Fatemi passare il termine, ma per pressare alti bisogna essere “cattivi”. L’atteggiamento deve essere questo: carica emotiva, determinazione, cattiveria, concentrazione massimale, nessun timore, insomma, nel lavorare fuori dalla propria zona di confort, sono tutti aspetti fondamentali. L’obiettivo è uno, uno solo: non rallentare gli avversari, non indirizzarli, si va per prendere il pallone. E poi, tendenzialmente, cercare la rete. Ma questo è un discorso che faremo verso il termine dello scritto. Perché il primo messaggio, quello più importante, da far arrivare ai propri uomini è “Andiamo a prenderci il pallone!”. Andiamo a prendere una cosa che non è nostra, ma lo deve diventare. È come prepararsi a superare in dribbling un avversario: ci vuole personalità e convinzione nei propri mezzi, non cambia molto.

Cosa è indispensabile?

Detto questo a livello motivazionale, occorrono alcune qualità per agire al meglio nel pressing alto. Schematizziamole:

  • attenzione tattica – bisogna sapere chi aggredisce il portatore di palla e come controllare gli appoggi, senza dimenticare la chiusura delle traiettorie e la protezione della profondità;
  • · condizione e forza fisica – occorre avere giocatori prestanti, tosti, che hanno l’attitudine di andare in avanti a pressare con decisione e sicurezza;
  • · capacità di accelerare e decelerare in spazi brevi e più ampi – è indispensabile correre forte verso l’oppositore ma anche essere capaci di frenare nei suoi pressi e assumere la postura giusta; in caso contrario, basta un tocco, una semplice sterzata, che si viene battuti con troppa facilità e… si rompono tutti i meccanismi collettivi.

Autore: Tuğberk Tanrıvermiş.
Foto: Imago.
Leggi l’articolo completo su Il Nuovo Calcio, aprile 2025, numero 385.