ESSERE ALLENATORE

Settore giovanile
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Filosofia, metodologia, emozioni, apprendimento e relazioni: tutto quello che deve sapere ed essere l’allenatore.

Cosa si può scrivere oggi calcisticamente parlando che non sia già stato detto nelle diverse parti del mondo, in particolar modo in Italia o su questa stessa rivista, che personalmente leggo dal primo numero? Questa è stata la domanda che mi sono posto prima di preparare l’articolo.

Siamo una “culla” di amanti competenti, che storicamente ha analizzato le differenti aree che distinguono questo gioco straordinario che è il calcio. Che si è addentrata in mille particolari. Però, possiamo provare a orientarci verso una visione, per certi versi “metafisica”.

Come spiega un grande maestro, filologo e filosofo, Igor Sibaldi, questa parola dall’origine greca, è composta da “meta” che significa “più in là”, “andare oltre”, “vedere al di là”, e “fisica”, cioè le “cose che si trovano in natura”. Ecco che possiamo pure noi tecnici cercare di “guardare più avanti”, pensando di non avere sempre “ragione” in ogni situazione. Bisogna mettersi in gioco. E così si può migliorare il proprio sapere, in primis di se stessi. Che è un punto di partenza fondamentale. Sibaldi stesso, poi, definisce la filosofia propria o altrui come una via con cui si cerca di aver ragione, spesso precludendosi altri punti di vista.

Per questo motivo, il primo pensiero che ho avuto è stato quello di condividere le esperienze fatte, sperando che possano magari diventare uno stimolo per tentare sempre qualcosa di “nuovo”, per “costruire” le proprie conoscenze e il proprio sapere. Consapevoli che a volte bisogna superare il famoso “Ho sempre fatto così” per crescere davvero.

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