Luciano Spalletti, allenatore dell'Inter (Foto: Italy Photo Press)

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Se l’inizio di settimana non era stato dei migliori, con l’uscita “sfortunata” di un ospite televisivo, ora Juventus-Inter ha ciò che si merita: un palcoscenico fatto di fair-play e stadio tutto esaurito. Peccato per l’assenza di Buffon, mentre Allegri potrebbe decidere di spedire in panchina Dybala che, anche se non lo ammetterà nessuno, deve riflettere su alcune prestazioni che nulla hanno a che vedere con la sua classe.

Juventus e Inter (con il Milan) hanno fatto la storia del nostro calcio e, quando si incontrano, smuovono le coscienze anche dei tifosi più tiepidi, ma se si incontrano con una squadra in testa alla classifica e un’altra (reduce da sei scudetti vinti e dal passaggio del turno in Champions) terza l’attesa è massima.

Massimiliano Allegri ha dimostrato di essere un grande allenatore, perché senza fare proclami ha sempre escluso chi gli offriva meno garanzie e, se il gioco non è spettacolare poco importa: battere la Juventus è difficilissimo proprio per quegli schermi protettivi davanti alla difesa che bloccano ogni offensiva.

L’Inter, quest’anno, ha soprattutto certezze. Spalletti ha allenato la squadra in campo, ma ancor di più lo ha fatto nello spogliatoio, trasformandosi in “strizzacervelli”. L’allenatore che aveva vissuto un’annata brillante, ma difficile, a Roma, ora sembra poter fare solo il suo lavoro e questo lo agevola. Spalletti ha scelto una formazione, la squadra lo sa, ma chi entra lo fa con il sorriso. E con voglia di far bene.

E ora che la partita inizi. Perchè uno Juve-Inter così lo attendevamo da tempo.

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