Maurizio Sarri (Foto: Italy Photo Press)

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Che la Juventus la scorsa stagione spesso abbia giocato con il freno a mano tirato è stato evidente per tutti. C’è chi l’ha visto, chi l’ha scritto e chi ha preferito bisbigliarlo, ma la scelta di Allegri è stata chiara: “Risparmiamo energie perché i trofei si vincono in primavera”.

Le vittorie apatiche, però non hanno fatto deflagrare le attese generate dall’acquisto di Cristiano Ronaldo. Di certo: “Non si può sempre vincere 5-0”, ma con la rosa a disposizione accontentarsi di segnare un gol, senza neppur avere premuto molto non può bastare.

L’arrivo di Maurizio Sarri, invece, rappresenta una sorta di “riacquisto” della maggior parte dei calciatori della rosa.

Pensate a Cancelo (se rimarrà…) ed Alex Sandro che potranno spingere con grande continuità oppure ai centrocampisti che non dovranno limitarsi, ma potranno creare per 90’ e inserirsi. Chi ne gioverà? Cristiano Ronaldo, soprattutto. CR7 avrà più occasioni da rete, dopo il gol dell’eventuale vantaggio la squadra giocherà per fare ancora gol e se possibile per segnarne un altro. Come il Napoli, che abbiamo ammirato negli anni del “Sarrismo”, che oggi in parecchi sotto il Vesuvio rinnegano. Le grandi di Champions lo hanno dimostrato: per vincere in Europa bisogna puntare sul gioco (questo non vuol dire avere la difesa allegra che omaggia gli avversari), creare, non fermarsi. Mai.

Per questo Andrea Agnelli, Nedved e Paratici hanno deciso di voltare pagina. Nella speranza di fare il bene della Juventus, perché “Una Champions è per sempre”.

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