Mauro Icardi (Foto: Italy Photo Press)

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Il Napoli fa il suo dovere, batte la Fiorentina e conquista tre punti che cancellano (solo in parte) la sconfitta di Genova con la Sampdoria (che in serata ha passeggiato a Frosinone).

Ma se il Napoli, ritrovato Hamsik in mezzo al campo e soprattutto Callejon sulla fascia, ha vinto con un gol di Insigne, a mancare all’appello è ancora una volta l’Inter.

Spalletti, al termine della gara giocata con due centravanti impalpabili (Keita nel primo tempo e Icardi nel secondo), si è assunto tutte le colpe, ma è evidente che non abbia sbagliato solo lo stratega. Se Icardi è fuori condizione la squadra si perde, il gioco sulle fasce e le incursioni di Nainggolan non pagano se al centro dell’attacco non è c’è chi attrae palloni e difensori.

Certo, malgrado un po’ di pressing per riconquistare palla, la manovra nel primo tempo è parsa lenta e prevedibile, mentre nella seconda parte solo una decina di minuti sono stati giocati con l’evidente volontà di schiacciare il Parma che è uscito da San Siro con tre punti, perché Dimarco veste inspiegabilmente il gialloblù e non il nerozzurro che lo ha cresciuto.

Il bello del calcio di oggi, però, è che ogni tre giorni si gioca. E martedì c’è il Tottenham. Con l’augurio che ci sia anche Icardi, non suo fratello.

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