Gennaro Gattuso, allenatore del Milan (Foto: Italy Photo Press)

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La Juve è imprendibile. E questo è un dato di fatto. Il Napoli, a -8 dalla prima, ma con 6 punti di vantaggio sull’Inter terza, molto probabilmente finirà seconda. Un pronostico non lontano dalla realtà.

Poi ci sono le altre: Inter, Milan e Lazio, forse la Roma, magari Atalanta e Torino si giocano due posti in Champions. Per organico, l’Inter è avvantaggiata, ma nella giornata appena archiviata, la quattordicesima, in parecchi hanno buttato dei punti al vento. Punti, per rendere meno sicura la terza posizione dell’Inter.

Il Milan, che ha chiuso il turno, ha dimostrato ancora una volta di essere un'incompiuta: il 4-4-2 di Gattuso ha sofferto a lungo il gioco del Torino, che grazie alla superiorità numerica a centrocampo, ripartiva e affondava il colpo. Solo negli ultimi 25’ i rossoneri hanno accelerato andando vicino al gol del vantaggio. Poco. Troppo poco, perché c’era l’opportunità di recuperare tre, non un punto, all’Inter, sconfitto 1-0 dalla Juventus.

La Lazio, sabato sera, era convinta di aver vinto: niente di tutto questo. Il 2-2 finale con la Sampdoria, dimostra come neanche un gol segnato al 96’ può dare la certezza della vittoria. Il pareggio di Saponara al 99’ ne è la conferma. La squadra di Inzaghi è afflitta da una strana sindrome: non sempre parte benissimo, poi confeziona parecchie palle-gol che cestina quasi con il sorriso sulle labbra. Da non credere, perché a fine partita da ridere c’è proprio poco.

La Roma, invece, a Cagliari ha giocato una partita masochistica: in vantaggio 2-0 a 10’ dalla fine si è fatta raggiungere da una squadra in 9, per via di due espulsioni. Ma il peggio, se possibile, si è visto dopo il 90’, quando Di Francesco negli spogliatoi ha affermato: “Cambi? Ma avete visto chi avevo in panchina” e da Boston, James Pallotta ha minacciato provvedimenti. Solo rimandati?