Mario Manzukic (Foto: Italy Photo Press)

E' tempo di...
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

Prima o poi doveva accadere: il Napoli non è riuscito a rimontare lo svantaggio e così, la Juventus si è trovata prima in classifica in solitaria. La prima pausa della stagione, giunge dopo sole tre giornate, ma permette di guardare con occhio critico a quanto fatto fino a ora dalle varie squadre.

La Juve non gioca il calcio spettacolare che reclamano i tifosi, ma vince. Certo, non è semplice essere brillanti a inizio anno con squadre che spesso si chiudono in trincea, ma i due gol subiti contro il Chievo e le palle gol concesse al Parma devono preoccupare. In attacco Douglas Costa è imprendibile, migliora Bernardeschi, mentre Cristiano Ronaldo non trova gli spazi che abitualmente concede la Liga. Partito prima punta contro il Chievo, già nel secondo tempo di Verona si è spostato largo a sinistra. Allegri ha 15 giorni per pensare e ripensare a come disegnare la squadra, perché fino a ora l’unico indispensabile è Marione Mandzukic.


Le altre inseguono. E con un certo affanno. Il Napoli non convince, sembra una squadra a metà tra passato e futuro, con un enorme punto di domanda: perché questi inizi di partita da incubo? Di Francesco non sembra avere in pugno una Roma ricca di talento. Se la difesa a tre è stata una buona trovata lo scorso anno contro il Barcellona, in campionato non sembra l’ideale. Inoltre, perché puntare su Pastore centrocampista quando l’argentino non ne ha le caratteristiche? Pastore è un trequartista (come visto contro il Milan), ha l’ultimo passaggio e segna, lontano dalla porta e costretto pure a contrastare perde molto. Probabile che si abbandonino il 4-3-3 e il 3-4-1-2 per il 4-2-3-1.

Milan e Inter stanno sistemando i motori. Gattuso dopo la partita di Napoli ha scoperto che Biglia, anche quando gioca male è fondamentale, i rossoneri non hanno un’alternativa perché Bakayoko non può costruire, proprio come Kessie. Rispolverare Montolivo? Non è un fenomeno, è lento (quasi quanto l’argentino), ma ha fosforo e in panchina c’è posto per tutti perché si va 11… L’Inter dopo essersi squagliata nel secondo temo contro il Torino, a Bologna ha cozzato (senza troppa convinzione) contro il Bologna (che in tre partite non ha ancora segnato…), poi una volta trovato il gol è cresciuta, ma per essere l’anti-Juve deve crescere ancora.

Rimane la Lazio che somiglia molto a quelle moto che iniziano bene il Mondiale, ma durante l’anno non evolvono. Simone Inzaghi sembra essersi fossilizzato su sistema di gioco e movimenti della scorsa stagione. Serve uno scatto in avanti. Quello che la Juventus ha già fatto.

Magazine in Edicola