Foto: Italy Photo Press

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L’ha decisa Cristiano Ronaldo, perché le finali, nelle migliori tradizioni, le decidono i campioni. Juventus-Milan non è stata una partita bellissima, non ha offerto uno spettacolo indimenticabile, ma è stata tirata e, i punti che separano le due squadre in campionato (22; 53 contro 31) non si sono visti. Le partite secche sono così, nessuno si espone a rischi inutili, le occasioni si contano sulle dita di una mano e, non sono necessariamente cinque.

Ancora una volta, la Juventus non ha rinnegato il suo credo: ritmo controllato, centrocampisti che non sprecano una palla e attaccanti pronti a colpire alla prima occasione. In difesa è stato concesso il minimo sindacale, anche se Cutrone l’unica palla a disposizione la stava capitalizzando (la traversa ha salvato Szczęsny).

I numeri della Juventus, contro le squadre italiane sono spaventosi: 21 partite giocate tra campionato e coppe, 19 successi, 2 pareggi, 41 gol segnati, 11 subiti, con una differenza reti che recita + 30.

Il Milan ne esce meglio come squadra che come società: il teatrino intorno a Higuain poteva essere risparmiato. Da domenica, quando i rossoneri sono giunti a Gedda, si è parlato più del trasferimento dell’argentino al Chelsea che della partita. Sinceramente non il massimo…

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