Gigi Buffon (Foto: Italy Photo Press)

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Che l’universo maschile e quello femminile siano distanti tra loro anni luce ne abbiamo nuovamente avuto la prova. Sabato 19 maggio, due avvenimenti hanno dominato la cronaca: il Royal Wedding, il matrimonio reale, tra Harry e Meghan e l’addio al calcio di Gigi Buffon.

Se, noi innamorati di calcio, ci siamo lasciati scivolare sulla pelle l’”I will” pronunciato a Saint George, così non è stato per le immagini trasmesse dalla tivù alle 16.21.

Mentre il cielo di Torino dopo essersi imbronciato stava iniziando a regalare le prime gocce di pioggia, Gigi Buffon lasciava il campo. Sostituito. Sostituito per permettere a tutti di fermarsi e omaggiarlo per quello che ha fatto dal 1995 a oggi, con le maglie di Parma, Juventus e Nazionale. Il miglior portiere del mondo, quello che ti faceva sbagliare con la sola presenza tra i pali, a 40 anni, lascia il campo senza essere vinto dal tempo. Come aveva detto: “Io sono Buffon e voglio continuare a essere Buffon. Non posso accontentarmi”. Pienamente d’accordo. Un pensiero che non fa una grinza, non avremmo sopportato di vedere Gigi con la maglia di una squadra di seconda schiera (con rispetto per tutti), perché i grandi campioni non possono “svernare”.

Buffon alle 16.21 ha lasciato la Juventus tra applausi, sorrisi e lacrime. La festa scudetto, si è tramutata nella sua festa: compagni e avversari sul campo hanno reso omaggio alla sua grandezza, altri lo hanno fatto sui social. Nei giorni prossimi sapremo se sarà un dirigente della Juventus oppure il portiere di PSG, Real Madrid o Liverpool, ma oggi la sua uscita dal campo ci ha permesso di rimarcare ancora una volta la differenza tra uomini e donne (senza generalizzare e offendere): noi abbiamo pianto per Buffon. A lui, Harry e Meghan gli auguri di buona vita.

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